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Bicicletta, che emozione!

La bicicletta non è un gioco, ma un mezzo di trasporto. Va insegnato già ai piccoli

Bicicletta, che emozione!

Di bambini che girano da soli in bicicletta, per il quartiere, a ingannare il tempo nelle lunghe giornate estive non se ne vedono più. Ma oggi, sempre più spesso, sono i genitori ad accompagnare i figli, anche alle prime armi, in biciclettate allegre, in città e nei luoghi di vacanza. Un modo spontaneo di stare insieme e fare sport che vale ancora di più se si sa come muoversi senza rischiare.

Percorsi dedicati

Per le prime passeggiate in bicicletta è bene scegliere itinerari semplici, rettilinei e senza pendenze, con un fondo asfaltato o a prato raso. Da evitare, ghiaia o sabbia, che potrebbero frenare le ruote.
Se per raggiungere il parco o la pista ciclabile si deve fare un tratto di strada trafficata, bisogna avere la certezza che il bambino abbia già una buona padronanza del mezzo. In pratica, se gli si dice “frena” deve saperlo fare prontamente.
Le prime uscite sono già l’occasione giusta per trasmettere ai piccoli i primi elementi di educazione stradale: «La bicicletta è un vero e proprio veicolo, quindi è soggetta a tutti i doveri e le limitazioni che il Codice della Strada prevede», dice la dottoressa Delfina Di Stefano, Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato, in servizio presso il Compartimento Polizia Stradale di Trieste. «Per questo, la Polizia Stradale Italiana, da anni, svolge un’attività di educazione alla sicurezza sulla strada all’interno delle scuole. Il progetto, Icaro, è dedicato in modo particolare alla bicicletta proprio perché è con quella che i bambini imparano a muoversi in strada».

Bicicletta: regole di protezione

Su che cosa si deve puntare l’attenzione? «La prima regola da trasmettere è sicuramente quella dell’autoprotezione che, in termini pratici, si traduce nell’utilizzare il casco e nell’aumentare al massimo la propria visibilità», anticipa l’esperta.
«Anche se al momento non è ancora obbligatorio, il consiglio di mettere il casco va dato in modo forte e chiaro ai bambini, così come agli adulti. Ma perché serva davvero deve essere della giusta misura e va indossato correttamente, allacciandolo con gli appositi cinturini. È quello giusto se resta ben saldo sul capo, senza scivolare di qua e di là».
Molto importante è anche verificare di essere sempre visibili. «Come dimostrano i video, che proiettiamo nelle scuole,
gli automobilisti hanno una diversa percezione della presenza dei ciclisti a seconda che essi indossino abiti chiari e ben visibili oppure scuri e che si confondono con l’ambiente o con l’oscurità della sera», spiega Di Stefano.«È importante anche rendersi visibili usando strumenti che rifrangono la luce: il classico giubbino giallo o arancione, ad esempio, oppure i catadiottri sui pedali o sulle ruote».

Il resto su Insieme di luglio da pagina 40

di Francesca Mascheroni

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