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A Natale, bimbi più buoni?

Bambini e regali: la moda americana dell'elfo nella cameretta che verifica se i piccoli sono stati buoni durante l'anno si sta diffondendo anche da noi. Ecco cosa ne pensa la psicologa

A Natale, bimbi più buoni?

Durante le Feste siamo tutti un po’ più buoni, e anche i bambini si sforzano di fare i bravi perché sanno che Babbo Natale porterà i suoi doni solo a chi si comporta bene. Ma è giusto sfruttare l’occasione del Natale per stimolare il piccolo a dare il meglio di sé? O, piuttosto, è un po’ controproducente suggerire l’idea che ci si debba comportare bene per avere in cambio un premio? Se ne discute negli Stati Uniti, dove si è diffusa la moda dell’elfo sullo scaffale.

Negli Usa, un elfo “controllore” nella cameretta

È una “tradizione natalizia”, come recita la pubblicità, costruita a tavolino nel 2005 per lanciare un libro per bambini intitolato, appunto, Elf on the Shelf. Narra la storia degli elfi spediti ogni anno all’inizio dell’Avvento da Babbo Natale nelle case di tutti i bambini per sorvegliarli. Acquistando il libro si riceve il pupazzo dell’elfo, che va messo a sedere in bella vista nella camera del bambino. Ogni notte, secondo il libro, l’elfo si anima e vola al Polo Nord a informare Babbo Natale sul comportamento del piccolo. Se i rapporti dell’elfo sono positivi, il bambino riceverà i doni richiesti, altrimenti verrà inserito nella “lista dei cattivi”, e niente regali. L’idea ha fatto storcere il naso a molti genitori e psicologi, e i commentatori delle pagine culturali di diversi giornali l’hanno aspramente criticata: così si abituano i bimbi, gli adulti di domani, a essere costantemente sorvegliati, a conformarsi a regole imposte dall’alto.

“A mio parere si tratta dell’ennesima trovata del mercato, sempre pronto a entrare negli spazi e nei momenti più significativi della vita dei bambini. Un pupazzo controllore nella cameretta del bambino potrebbe essere inquietante e invasivo”, commenta Rosanna Schiralli, psicologa e psicoterapeuta autrice di numerosi saggi sull’educazione emotiva dei piccoli. “Dobbiamo considerare, infatti, che i bimbi, come del resto gli adulti, nutrono spesso sentimenti ambivalenti e avvertono emozioni contrastanti, accompagnate da pensieri negativi, verso le figure di riferimento: mamma, papà, insegnanti. Credere che accanto a loro viva un elfo che li sorveglia può spaventarli: possono temere che quell’essere magico sia in grado di guardare nella loro testa e scoprire quanto sono ‘cattivi’. Questo perché un bimbo non sa distinguere adeguatamente i propri stati mentali dalla realtà. D’altra parte, la trovata dell’elfo sembra costituire l’ennesima strategia deresponsabilizzante dei genitori che, invece di costruire magiche atmosfere e relazioni più intense, basate su un’adeguata sintonizzazione emotiva e perciò sull’empatia, delegano a un pupazzo non solo il controllo, ma anche l’autorevolezza”.

Occorre dare un valore a premi e regali

La moda dell’elfo sullo scaffale non è arrivata in Italia, ma che dire della storia dei regali ai bambini buoni? “Tranquilli”, risponde la psicologa. “Non ha mai suscitato nei piccoli reazioni negative, tutt’altro. La favola di Babbo Natale crea un’atmosfera intensa, ricca di significati, di magia e di emozioni. Che occorra essere più buoni perché l’atmosfera natalizia ci induce tutti a essere più partecipi e vicini è normale ed auspicabile. Quello che non andrebbe fatto è premiarecontinuamente i figli con regali per ogni comportamento positivo, inducendo in loro la convinzione che debbano essere sempre ricompensati e monetizzati.Questo atteggiamento educativo è sicuramente negativo qualora sia protratto nel tempo e considerato una norma”.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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