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Pattinaggio sul ghiaccio: perché sì!

Complice Frozen, il film d’animazione della Disney, oggi il pattinaggio sul ghiaccio è tra gli sport più amati dai bambini. Con la benedizione di mamme e papà. Perché valga la pena praticarlo lo spieghiamo qui

Pattinaggio sul ghiaccio: perché sì!

Leggiadro come una danza, vigoroso più di una prova atletica. In una parola completo, per questo consigliato anche ai più piccoli. Identikit del pattinaggio sul ghiaccio, una disciplina trasversale che giova ad anima e corpo. «E che ci fa riscoprire quel senso di meraviglia e stupore che appartiene solo ai bambini». Parola di Franca Bianconi, allenatrice federale di 4° livello Europeo Coni, Technical Specialist ISU, che direttore tecnico Ice Lab e commentatrice Rai.

C’è lama e lama

«Il pattinaggio sul ghiaccio vuol dire tante cose». Può essere una domenica pomeriggio al palazzetto con tutta la famiglia all’insegna di quel divertimento che si ricorderà per sempre. Perché, diciamocelo, non c’è niente di più esaltante per un bimbo che stare in equilibrio su due lame sostenuto (forse) da mamma e papà. E se cade, culetto al fresco, anche meglio: assaporerà di più il caldo abbraccio consolatore dei genitori. Ma il pattinaggio su ghiaccio è anche velocità, hockey…
«E di figura», specifica Bianconi. Quello che fanno Carolina Kostner o Valentina Marchei, per intenderci». «Da ex pattinatrice, riesco ancora oggi a emozionarmi dinanzi a campionesse come loro che, con quel magico mix di grazia, eleganza, tecnica, forza e dolcezza sanno ipnotizzare anche gli addetti ai lavori. Figuriamoci i bambini!».

Pattinaggio sul ghiaccio: cosa viene richiesto

Maestria, dedizione, costanza. E tanta pazienza. Il pattinaggio sul ghiaccio, in particolare quello di figura, è a tutti gli effetti uno degli sport oggi più apprezzati dai bambini. E, cosa non trascurabile, «ben visto anche dai genitori, nonostante la carenza di strutture, la maggior parte delle quali al Nord», continua Franca Bianconi. D’altra parte quando assapori l’emozione di volare su una lastra di ghiaccio, non ti lasci intimorire dalle distanze. Ne sa qualcosa Amy Paternesi, 13enne di Ussita, nel maceratese, che, per coltivare il suo interesse, tre volte alla settimana sale fino a Bologna: 700 km tra andata e ritorno, in auto con mamma o papà, per due ore di allenamento in attesa che il palazzetto della sua cittadina, reso inagibile dal terremoto, venga rimesso a nuovo. Il “minimo sindacale” per arrivare ai Mondiali, dice lei con un coraggio e una determinazione che le arrivano proprio da questo sport. Ma di bambini disposti ad attraversare le città, direzione palaghiaccio, ce ne sono tanti. «Tutti mossi dal desiderio di volare», continua Bianconi. «E se all’inizio è puro divertimento, con il tempo diventa una passione vera e propria che richiede maestria, pazienza, dedizione. Valori che nella vita fanno la differenza».

Uno sport completo

Ma soprattutto uno sport trasversale che mette in moto tutto il corpo. A pattinare si comincia in età prescolare. Alle volte, per lo più le mamme, storcono il naso perché “ci si può fare male”. Come se cadere dai pattini fosse tanto rovinoso. «In realtà gli infortuni sono rari», puntualizza Bianconi, «mentre i vantaggi per lo sviluppo psicofisico molteplici. Intanto ogni gesto in pista richiede multilateralità e polivalenza. Si inizia a stare in equilibrio sulle lame, il che permette anche ai più piccoli di migliorare la coordinazione motoria e aumentare, nel tempo, la potenza e la muscolatura di tutto il corpo». Potenziamento dei muscoli, agilità, padronanza di riflessi e colpo d’occhio sono i primi risultati che può raggiungere un baby pattinatore.
Ma a beneficiare di questa disciplina è anche l’apparato cardiocircolatorio. In quanto a sport aerobico, sempre che non sia praticato agonisticamente, il pattinaggio contribuisce ad abbassare la frequenza cardiaca, permettendo al cuore di irrorare bene i tessuti e di stimolare la circolazione venosa. Sul fronte della respirazione riduce i respiri corti e affannosi, migliorando così il ritmo respiratorio. Tradotto: permette di faticare di più e più a lungo, di bruciare quindi più calorie. Ecco perché è ottimo anche per bimbi con problemi di peso.

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Pattinaggio sul ghiaccio: la forza del team

Dietro a un pattinatore c’è un gran lavoro di squadra. Nel pattinaggio di figura i bambini lavorano molto sull’espressione e sull’armonia dei movimenti. Cosa, questa, che negli anni li porta a considerare attentamente ogni loro azione. «Essendo una disciplina sottoposta a giudizio di un pool di tecnici, i bambini, già dalle prime gare, imparano a capire che a ogni azione corrisponde una reazione. E un risultato. Un’evoluzione, pur piccola, svolta con superficialità o fretta, sarà giudicata con minor favore. Fuori dal ghiaccio, questo si traduce in attenzione, delicatezza. rispetto verso l’altro. Chi pattina è portato al sacrificio. Per un paio di minuti o poco più di programma bisogna allenarsi tanto anche off ice, fuori dal ghiaccio: ginnastica, danza classica, balli i più svariati. E più si sale di livello, più servono competenze specifiche. Alla fine chi pattina è sì il bambino, ma intorno a lui ruotano tante persone, coreografi e costumisti inclusi, che concorrono al suo successo. I ringraziamenti post gara sono dovuti, ma anche spontanei. Come dire: ballo da solo, tutt’al più in coppia, ma non riuscirei a farlo se con me non ci fosse un team di persone appassionate e competenti, che tengono a me e io a loro. Come nella quotidianità, in tutto quello che facciamo. Se non è un messaggio di vita questo!…».

di Chiara Amati – Foto Betty Colombo per Insieme

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