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10 prime immersioni per i più piccoli

10 prime immersioni per i più piccoli

Il mare non è solo paletta e secchiello. O almeno, ad una certa età paletta e secchiello non bastano più. Ma come avvicinare i bambini alle prime immersioni, ad un contatto più profondo e affascinante con il mare? Un’opportunità è lo snorkeling o sea-watching: in questo caso, bambini e genitori si muovono lentamente, nuotando a pelo d’acqua.

Si può praticare da soli, ma diventa sicuramente più interessante se guidati da un esperto biologo marino, pronto a soddisfare le tante curiosità che sorgono spontanee nel contatto con un mondo così ricco di fauna e flora. Bastano maschera, pinne e boccaglio. Ma per rendere davvero indimenticabile l’avventura, non deve mancare la fotocamera subacquea. Tenendo ben presente la regola: “guardare ma non toccare”.

Sono davvero tante le opportunità per fare snorkeling, magari accompagnati da ricercatori scientifici. Avviene con il Progetto Natura, ad Alghero, in Sardegna, oppure nell’Area Marina protetta di Torre Guaceto in Puglia, dove da oltre 20 anni l’uomo ha lasciato libero spazio alla natura incontaminata. La zona A della Riserva Marina è accessibile, infatti, solo a fini di ricerca scientifica o a piccoli gruppi che vogliono vivere l’esperienza del seawatching. O, ancora, sulla punta nord-occidentale dell’Isola d’Elba, all’interno del Parco dell’Arcipelago Toscano partendo dall’Hotel Ilio.

L’Hotel Cernia Isola Botanica, sempre all’Elba, oltre a uscite in snorkeling per i bambini e le famiglie, propone il “Battesimo dell’acqua” (a partire dai 10 anni), una prima immersione con le bombole seguiti da esperti biologi marini. Si possono osservare cernie brune, occhiate, ricciole, coralli, posidonie nell’Area Marina Protetta di Ustica, la “perla nera del mediterraneo”. Un vero paradiso per gli amanti del diving e dello snorkeling: ci sono, infatti, diversi punti perfetti per il seawatching, tutti molto spettacolari, come Punta Falconiera nella parte più a est dell’isola di Ustica, con una parete rocciosa dai colori vivaci e un fondale sabbioso, dove vivono gamberetti tipici, cernie e polpi.

E se si desidera nuotare tra i pesci ed esplorare i fondali, ci sono corsi di diving anche per i bambini. Per conquistare il primo brevetto con il PADI Bubblemaker, basta avere 8 anni. Si fa un primo battesimo del mare per testare la convinzione e la disponibilità dei piccoli diver ad affrontare la nuova avventura e, poi, in modo giocoso si impara a utilizzare l’attrezzatura subacquea e a muoversi in sicurezza sott’acqua, divertendosi a esplorare i fondali. In Sardegna, ad esempio, il centro diving del Chia Laguna Resort propone corsi specifici per i bambini. All’interno dell’area marina protetta di Tavolara-Coda Cavallo, il Diving Tavolara, oltre a uscite in snorkeling, propone corsi per i piccoli, e non è da meno, a Golfo Aranci, il Diving Snorkeling Team. «Le uscite in snorkeling sono adatte ai bambini di ogni età» spiega Ilaria Papaccioli del Diving Snorkeling Team. «Già dagli 8 anni ci si può invece accostare alla subacquea con giochi e prime esperienze con le bombole, mentre a 10 anni si può conseguire il brevetto di primo livello e fare uscite. Bellissime quelle nel parco marino di Tavolara, un’area protetta ricca di pesci e con un bel fondale, o all’Isola di Figarolo».

Col baby diving del Villaggio Baia del Sole, a Capo Vaticano, in Calabria, anche i bambini sotto gli 8 anni possono appassionarsi ai segreti degli abissi, grazie a corsi specifici. Con il Baby Sub (4/7 anni) si comincia a prendere dimestichezza con l’ambiente acquatico a corpo libero. Poi, con il Mini-sub (8/13 anni) si praticano snorkeling e sea-watching e si effettuano le prime semplici immersioni con le bombole. Ci sono anche i corsi di mini-apnea, che permettono di apprendere le tecniche per migliorare le proprie prestazioni senza mettere a rischio la sicurezza personale, imparando a raggiungere i 10 metri di profondità.

Laura Ogna

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