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Come si diventa astronauta lo dice Samantha

Come si diventa astronauta lo dice Samantha

La conquista dello spazio è un tema che affascina i bambini da almeno tre generazioni. Ma come si diventa astronauta? Mentre Paolo Nespoli, 60 anni, ha superato tutti i test, e dal 28 luglio affronterà una nuova missione e volerà verso la Stazione Spaziale Internazionale, ecco che cosa ci ha detto Astrosamantha, cioè Samantha Cristoforetti, quando l’abbiamo incontrata a Milano, al Museo della Scienza e della Tecnologia, Leonardo da Vinci, dove ha donato la sua mitica tuta spaziale.

Una vita straordinariamente normale

«Bisogna giocare tanto, mangiare bene e fare sport…così si è felici, perché nella navicella spaziale mandano solo quelli che sono in super forma e anche di buon umore», Samantha Cristoforetti, Astrosamantha, come la chiamano tutti, aviatrice e astronauta dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), è la prima donna italiana ad aver messo piede sulla Stazione Spaziale Internazionale e detentrice del record europeo di permanenza nello spazio in un singolo volo (199 giorni). Ha due lauree, parla cinque lingue, in ottima forma fisica. E’ bella e anche molto alla mano. E sei mesi fa ha aggiunto un’altra importante esperienza al suo incredibile curriculum, alla soglia dei quarant’anni, è diventata mamma. A fine novembre 2016 è nata infatti la piccola Kelsey Amal, il papà è Lionel Ferra, ingegnere francese e istruttore di astronauti che convive con Astrosamantha a Colonia, in Germania nella base europea dell’ESA.

I consigli ai futuri astronauti

«Andremo sulla Luna e anche su Marte, ma dobbiamo prepararci bene. Mangiare cibi sani: tanta frutta e verdura, cereali integrali…», sentendo questo menù il pubblico di bambini sembrava preoccupato e perplesso. Solo quando Samantha ha aggiunto che va bene anche mangiare il cioccolato c’è stato un sospiro di sollievo.

Le  domande più curiose a Samantha

«Ma tu quando hai capito che volevi andare nello spazio?»

«Già da piccola: divoravo le storie di fantascienza!»

«La via lattea l’hai vista? Com’è mangiare le polverine? Per la pipì come facevi? E la cosa più difficile qual è stata?»

Le domande dei ragazzini l’hanno incalzata. Astrosamantha ha confessato che l’aspetto più duro è stato l’allenamento prima della missione.

Fare l’astronauta… serve a fare la mamma

E’ servito ad andare nello spazio ma anche a imparare a fare la mamma: a essere in pace con se stessa e altruista, sempre pronta a aiutare gli altri in caso di bisogno. Nell’abitacolo spaziale il buon rapporto fra colleghi è fondamentale. Si è abituata a fare a meno del superfluo e a dormire in ogni condizione ed evenienza. Ha ammesso che dopo questo training la maternità è stata quasi una, meravigliosa, passeggiata!

Patrizia Violi

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