Famiglie e dieta mediterranea | Insieme in famiglia
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Famiglie e dieta mediterranea

Famiglie e dieta mediterranea

Italiani innamorati dalla “tavola” made in Italy. Eppure estremamente confusi riguardo gli alimenti che costituiscono le basi e l’orgoglio della dietamediterranea. È quanto emerge da un’indagine condotta da Vie del Gusto, il mensile di turismo ed enogastronomia diretto da Domenico Marasco (www.viedelgusto.it), su un campione di 1300 uomini e donne di età compresa tra i 18 ed i 55 anni intervistati sulle specialità della tradizione culinaria italiana.

Considerati buoni e genuini rispettivamente dal 27 e 21 per cento dei connazionali, sono anche caratterizzati da un sapore unico e inconfondibile. Ma… il mistero pare fitto sulle origini e la “natura” dei prodotti più ricercati. Qualche esempio? Nessun dubbio che il culatello – uno dei salumi più pregiati del Bel Paese – sia un modo dialettale di chiamare il “lato b” dei bambini (21 per cento), che il capocollo – un insaccato tipico meridionale – sia un formaggio (se non addiritttura la parte superiore del collo di un uomo), così come il datterino – una varieta’ di pomodoro – una tipologia particolarmente piccola di dattero o addirittura un tipo di pesce (27 per cento).

Non è finita: in pochi sanno che la tinca è un pesce, mentre i più la considerano un pregiato vino delle Langhe. Gli stessi, forse, che ritengono il salame Felino realizzato in Veneto con carne di gatto (33 per cento). E il preziosissimo aceto balsamico? Solo il 9 per cento sa che viene realizzato attraverso un lunghissimo invecchiamento in botte, per il 47 per cento si tratta di un semplice aceto a cui viene aggiunta una salsa dolciastra o a cui vengono aggiunte erbe aromatiche (come avviene per le caramelle balsamiche). Allo stesso modo solo il 21 per cento sa che il barricamento è una tecnica di invecchiamento del vino in botte di legno (barrique) e non una barricata (39 per cento) o un modo di essere, quando ci si chiude troppo in se stessi (16 per cento). Le cose non vanno meglio quando dagli alimenti si passa ai più famosi piatti tipici della tradizione regionale: le celebri sarde a beccafico per ben il 51 per cento degli intervistati non sono altro che sarde cucinate in salsa di fichi, mentre la parmigiana è un piatto a base di parmigiano (19 per cento). E la tanto decantata dieta mediterranea? Per circa il 29 per cento degli italiani si tratta di un tipo di alimentazione che prevede esclusivamente pesce.

Sulla carta solo il 16 per cento degli italiani non presta cura alla provenienza degli articoli alimentari acquistati o comunque non la reputa una caratteristica degna di nota. Per il 34 per cento, infatti la provenienza rigorosamente italiana rappresenta un elemento irrinunciabile. Ma cosa significa made in Italy? Anche in questo caso, la risposta è quanto mai “personalizzata”. Per il 29 per cento degli intervistati, è la dicitura che accompagna i prodotti che esistono solo nel nostro Paese, per il 23 per cento è un prodotto presente solo in alcune aree geografiche mentre per il 19 per cento è sinonimo di tradizione. E ancora: la maggior parte degli intervistati dichiara di prestare attenzione all’etichetta e alla provenienza dei cibi e delle bevande italiane e pur tuttavia di avere grosse difficoltà con nomi e sigle spesso incomprensibili (44 per cento).

 

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