Lavare il pollo? Un falso mito! | Insieme in famiglia

Lavare il pollo? Un falso mito!

Lavare il pollo? Un falso mito!

Bisogna lavare il pollo prima di cucinarlo. Ne è convinto un italiano su 4, che pensa che seguire questa pratica per evitare contaminazioni alimentari causate da microorganismi patogeni presenti sulla carne. A confermarlo è un’indagine condotta dalla Doxa, secondo la quale il 77 per cento degli intervistati passa petti e alette sotto il getto del rubinetto perché da giornali, conoscenti e presunti esperti ha sentito dire che conviene.

Invece si tratta di un’abitudine sbagliata, un luogo comune, sconsigliato da un punto di vista igienico. Non esiste alcun motivo per lavare il pollo prima della cotturaassicura la food writer Francesca Romana Barberini – perché il lavaggio non elimina eventuali microrganismi che possono essere presenti sul pollo, come su tutti gli altri alimenti crudi, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura. Al contrario, lavare la carne aumenta il rischio di contaminazione. Quello che conta è cuocere bene il pollo, perché la cottura elimina quei microrganismi che possono causare problemi alla nostra salute.”

Per evitare il rischio di contaminazione conviene piuttosto seguire i consigli della sicurezza a tavola diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

  1. Anzitutto occorre ricordarsi di lavare bene le mani prima di mettersi ai fornelli e poi di lavare bene le mani e gli attrezzi del piano di cucina dopo aver manipolato il cibo crudo.
  2. Poi si deve fare attenzione agli sbalzi di temperatura. Il pollo crudo va conservato alla corretta temperatura (4 gradi o meno) e non si deve riscaldare, come accade, ad esempio, se dimentichiamo  la carne in auto dopo averla acquistata al supermercato o lo conserviamo ad una temperatura superiore a 4 gradi.
  3. Per quanto riguarda la contaminazione fra i cibi, facciamo attenzione a non mettere verdure e carni crude nello stesso sacchetto della spesa perché la condensa che sviluppa la verdura potrebbe contaminare l’involucro della carne.
  4. In questo senso, poi, è importante non utilizzare lo stesso tagliere o coltello per tagliare la carne cruda e poi cotta che portiamo in tavola.
  5. Ancora, la catena del caldo va rispettata. La cottura deve raggiungere il cuore del prodotto, che deve essere cotto fino a 70 gradi per alcuni minuti, per garantire una completa eliminazione dei batteri presenti. Anche dopo la cottura, prima di servire in tavola, è importante mantenere la catena del caldo, considerando che può esserci una ricontaminazione. Fra i 5 e i 50 gradi, infatti, vivono i batteri che potrebbero essere motivo di contaminazione. Quindi è bene lasciare la carne in questo spettro di temperatura il minor tempo possibile, conservando la pietanza al caldo e servendola in tavola entro 15 minuti.
  6. Infine un ruolo importante per la salute hanno le modalità di scongelamento. Se non c’è tempo per lo scongelamento in frigo (che può richiedere fino a 12 ore), occorre compierlo nel modo più rapido possibile. Un trucco utile può essere quello di immergere la carne, chiusa in un contenitore sigillato, dentro l’acqua fredda.

 

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