Il pollo per una dieta sana e nutriente | Insieme in famiglia

Il pollo per una dieta sana e nutriente

Il pollo per una dieta sana e nutriente

Sulle tavole degli italiani il pollo ha un ruolo da protagonista. Un po’ perché fa parte della nostra tradizione culinaria e un po’ perché lo si compra in tranquillità, visto che la sua qualità e la sua origine sono garantiti da allevamenti e centri di lavorazione made in Italy. Ma c’è una terza ragione che lo colloca in testa ai consumi pro capite: le sue caratteristiche di alimento sano e nutriente, gradito anche agli atleti e ideale per diete e regimi alimentari controllati. Secondo gli esperti di nutrizione il pollo può essere consumato fino a quattro volte la settimana, dal momento che apporta pochissime calorie e, come sottolinea il medico nutrizionista Nicola Sorrentino, “è molto digeribile e adatto a tutti: bambini e adulti, anziani, donne incinte, sportivi”.

Proteine animali o vegetali: quali sono le differenze?

A rendere il pollo un alleato prezioso è soprattutto il fatto che la sua leggerezza e digeribilità non vanno a discapito dell’apporto di proteine. La differenza fondamentale di cui tenere conto è quella tra proteine animali e vegetali. Come spiega Andrea Poli, Presidente della Nutrition Foundation of Italy, “le proteine di origine animale sono in genere molto più complete dal punto di vista del profilo aminoacidico, mentre le proteine vegetali non contengono tutti gli aminoacidi essenziali, cioè quelli che il nostro organismo non è in grado di produrre”. Per stare in forma, essere operativi, veder crescere bene i nostri figli, conviene dunque non escludere la carne e preferire quella avicola, le cui proteine “vengono assimilate più facilmente dai nostri enzimi digestivi, rendendo più utilizzabili gli aminoacidi che li contengono”.

Un segreto per ridurre i condimenti

Per riuscire ad ottenere il massimo dal pollo, poi, vale la pena cucinarlo con attenzione. Le ricette sono infinite, gli abbinamenti originali, ma quel che conta è, come sempre, tagliare su condimenti e grassi. L’idea vincente arriva dal fatto che il pollo di per sè è povero di grassi, se non fosse per la pelle. Che può diventare utile, nel momento in cui la si utilizza a mo’ di condimento, evitando eventualmente di mangiarla. La dottoressa Evelina Flachi, specialista in scienze dell’alimentazione e nutrizionista, non ha dubbi in proposito: il pollo può essere cucinato senza aggiungere altri grassi, qualora ci si ricordi di utilizzare la pelle come condimento, bucherellandola dopo aver marinato la carne con del limone e degli aromi. Per l’esperta contano molto anche gli strumenti che si utilizzano in cucina. Meglio scegliere pentole antiaderenti, che sfruttano al meglio le proprietà della pelle e evitano l’aggiunta di grassi. Rendendo le pietanze a base di pollo gustose e saporite, ma /ricette/secondi/involtini-pollo-alla-camomilla/anche leggere e adatte a chi mette il benessere della propria famiglia al primo posto.

Scopri la ricetta: Involtini di pollo alla camomilla

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