Troppi bimbi saltano la prima colazione | Insieme in famiglia

Troppi bimbi saltano la prima colazione

Troppi bimbi saltano la prima colazione

Tutta la famiglia felice e sorridente, seduta a tavola intorno a una tazza di latte, pane, burro e marmellata: ormai, sembra essere un’immagine del secolo scorso… Purtroppo, viene da dire, perché in questo caso non si può certo parlare di progresso.Stando alle statistiche, oggi in Italia fino al 16% dei bambini salta la prima colazione o, comunque, fa una colazione sbilanciata dal punto di vista nutrizionale, per esempio perché  solo proteica o solo a base di carboidrati. Che cosa è successo?

“Il problema è che c’è una scarsa cultura dell’alimentazione in generale”, considera il pediatra Guglielmo Salvatori, dirigente medico di 1° livello e titolare di Alta Specialità in Nutrizione Neonatale presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma. “Con i nostri ritmi di vita frenetici, in alcune città addirittura esasperati, se i genitori la mattina prendono un caffè di corsa e via, che cosa può fare un bambino? Ovviamente li imita, anche perché non è piacevole fare colazione da solo”.

Quali sono le conseguenze del digiuno mattutino?
“Sono estremamente negative”, risponde Salvatori. “Naturalmente, nei bambini che vanno a scuola il rendimento scolastico risulta peggiore: il dato è ormai ampiamente dimostrato da studi scientifici. Ma anche per i più piccoli sono in agguato pericoli da non sottovalutare: è infatti  documentata una maggiore incidenza di sovrappeso e obesità. Questo perché, non mangiando la mattina, quando poi hanno fame si ‘buttano’ su qualsiasi cibo, soprattutto su quei prodotti industriali, facilmente reperibili in commercio, che non sono equilibrati sul piano nutrizionale. Una cattiva abitudine che poi è difficile da debellare: il corretto stile di vita alimentare va appreso fin da piccoli”.

Però non sempre è colpa dei genitori frettolosi… Ci sono anche bambini che starebbero ore a guardare una tazza di latte senza berne una goccia. Come si può proporre una sana colazione in modo convincente?
“Dovrebbe esserci ancora quella tavola intorno cui stare tutti insieme, meglio se bella e colorata: la convivialità è un aspetto importantissimo della vita familiare”, sottolinea Salvatori. “Parlarsi in famiglia è il modo migliore di evitare devianze nella crescita e la tavola è uno dei ‘luoghi sacri’ della comunicazione, a maggior ragione per cominciare la giornata. La colazione tradizionale prevede naturalmente latte e cereali (pane, magari tostato, fette biscottate o una fetta di ciambellone, o muesli o biscotti secchi, con marmellata o miele) e frutta. Ma se il bambino non ama questi sapori, gli si possono proporre alternative: un sanissimo e gustoso frullato, che unisce latte e frutta, uno yogurt o anche una colazione all’inglese, con formaggio fresco e prosciutto… L’importante è che il pasto comprenda carboidrati semplici, che danno subito energia (come lo zucchero o il miele) e carboidrati complessi, che rilasciano calorie più gradatamente nel corso della giornata (come le fette biscottate, magari integrali, più sane perché contengono fibre) e, se possibile, una piccola porzione di frutta”.

Altri consigli per i genitori?
“Se la mattina non si ha tempo di preparare la tavola, è bene apparecchiare la sera prima”, suggerisce Salvatori. “Un aspetto da non sottovalutare è poi quello di un giusto equilibrio tra i pasti: in molte famiglie si tende a fare un pasto abbondante soprattutto la sera, con il risultato di appesantire la digestione e non avere fame al mattino, che però è proprio il momento in cui l’organismo dovrebbe alimentarsi in modo adeguato per affrontare la nuova giornata. I pediatri consigliano la regola del 5: cinque pasti al giorno (colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena) in cui non si dovrebbe mangiare né troppo, né troppo poco. Se comunque non si ha fame appena alzati, si può dare la precedenza ad altre incombenze: lavarsi, vestirsi, preparare il necessario per l’asilo, la scuola o il lavoro. Poi però, quando ci si siede a colazione, bisogna dedicarle il giusto tempo: come ho già detto, passare buoni momenti a tavola è fondamentale sia sul piano nutritivo, sia su quello psicologico. La prima colazione può essere l’ultima cosa che si fa prima di uscire, ma non la più penalizzata”.

Insomma, promemoria per la prima colazione: last but not least!

Elisabetta Zamberlan

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