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Allergia al gatto: la parola agli esperti

Quello della allergia a gatti o cani è un fenomeno relativamente diffuso: da studi americani risulta che, su 10 soggetti allergici, 3 sono sensibilizzati nei confronti degli animali con pelo. Cosa fare per stare meglio lo spiegano qui i nostri esperti

Allergia al gatto: la parola agli esperti

Occhi arrossati, magari accompagnati da lacrimazione persistente, palpebre gonfie, prurito, eprsino starnuti: in genere i sintomi di una allergia all’animale di casa sono facilmente riconoscibili perché immediati dopo il contatto con il ‘fattore scatenante’, l’amico a quattro zampe. Ecco cosa spiega Chiara Caporali, specialista in dermatologia veterinaria.

I cani maschi sono più spesso causa di allergia delle femmine? «Nonostante i maschi producano una quantità maggiore di sebo, la differenza di concentrazione di CAN f 1 (allergene maggiormente implicato nell’allergia verso il cane) presente nell’ambiente è irrilevante: il sesso non rappresenta perciò un elemento importante».

Ci sono razze di gatti e cani meno allergogene? «Il gatto Siberiano è considerato anallergico. Bene, però, provare a fare convivere bambino e animale per scongiurare eventuali disturbi. Nel cane, la razza ‘più sicura’ è il Labrador. In soggetti molto allergici, il disturbo si può manifestare comunque: più che la razza, conta la reazione del bimbo verso il cane».

Animali domesticiCome viverli al meglio

Il bagno, per contenere l’allergia, potrebbe disturbare l’animale? «La shampoo-terapia è un valido aiuto per ridurre la carica allergica e la contaminazione ambientale: l’ideale sarebbe fargli un bagno completo a settimana. Fondamentale è abituarlo fin da cucciolo all’acqua, che si tratti di un gatto o di un cane. Per non creare problemi alla barriera cutanea dell’animale, bisogna sempre usare shampoo lenitivi, non aggressivi».

Allergia: se fosse Micio o Fido a soffrirne?

Anche Fido e Micio possono soffrire di allergie, sostanzialmente le stesse che interessano gli esseri umani: agli alimenti, alle piante erbacee, agli acari della polvere. Come riconoscerle e a quali segnali prestare attenzione?

«Negli animali, il sintomo è prevalentemente e, a volte, esclusivamente cutaneo», spiega Lisa Graziano, medico veterinario della Clinica Veterinaria Meda (MB). Per questo, può non essere facile individuare il problema. «Alcuni cani e gatti si grattano molto e in continuazione. È, quindi, più semplice capire che qualcosa non va», spiega l’esperta. «Altri tendono, invece, a leccarsi, a strofinarsi contro i mobili, a mordicchiarsi: tutti atteggiamenti che, specialmente in un gatto, possono sembrare nella norma, soprattutto se l’animale si è sempre comportato così.

Il consiglio, quindi, è quello di osservare sempre con molta attenzione il proprio amico peloso e, in caso di dubbio, parlarne con il veterinario. Anche per gli animali il percorso è standardizzato: si indaga sui possibili allergeni attraverso gli appositi test e, una volta ottenuta una diagnosi certa, si può ricorrere a un ventaglio di terapie farmacologiche pensate appositamente per loro».

di Francesca Mascheroni

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