Bruxismo notturno fisiologico in età pediatrica: di cosa si tratta?
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Bruxismo notturno fisiologico in fase pediatrica

Bruxismo notturno fisiologico in fase pediatrica

In età infantile, il bruxismo interessa circa 3 bambini su 10, e l’incidenza è maggiore prima dell’età scolare. Di cosa si tratta?

L’apparato masticatorio è costituito dall’insieme di mascellare superiore ed inferiore (mandibola), lingua, guance, denti, articolazione temporo-mandibolare e muscoli preposti ai loro movimenti coordinati. E’ un apparato complesso, con numerose e fondamentali funzioni che comprendono sia le “attività funzionali” (tutto ciò che coinvolge la masticazione, la fonazione o articolazione del linguaggio, la respirazione, la deglutizione), sia le “attività parafunzionali” (tutti quei movimenti che accrescono l’attività muscolare al di là di quella richiesta per la naturale “funzione”). Tra le attività parafunzionali (oltre al serramento dei denti o altre abitudini orali come succhiamento, onicofagia, etc) è incluso il digrignamento dei denti o bruxismo.

“Il bruxismo” – spiega Raffaella Lecchi, ortodontista a Milano e socio fondatore di Face Xp – “è una parafunzione prevalentemente notturna e di natura inconscia che può manifestarsi sia negli adulti che nei più piccini, ed è caratterizzato dallo sfregamento dei denti dell’arcata superiore contro i denti dell’arcata inferiore. In età infantile nella maggior parte dei casi scompare in modo spontaneo con la crescita ed in particolare quando la dentizione permanente si completa”.

Come possono accorgersene i genitori?

“Il disturbo è facilmente identificabile dai genitori per via del rumore caratteristico stridente che i denti producono durante lo sfregamento nella notte; in molti casi, infatti, proprio da questo rumore caratteristico nascono le prime preoccupazioni dei familiari”, racconta Luciana Razzini, ortodontista a Cremona e socio fondatore di Face Xp. In realtà durante questa fase, spesso, non ha cause patologiche e non rappresenta un pericolo per la dentatura e la salute dei piccoli.

Quali sono le cause del bruxismo?

All’origine sembra vi siano fattori fisiologici legati all’accrescimento dei denti e all’instabilità della chiusura occlusale che esso determina durante questo periodo – spiega Elisabetta Grendene, ortodontista a Calzoni di Villafranca (Vr) e socio fondatore di Face Xp -. In generale resta pressoché ormai accettato che il bruxismo sia di origine multifattoriale; per cui  si ritiene vi possa essere una predisposizione soggettiva e che spesso sia correlato a dei disturbi del sonno che si manifestano maggiormente durante il passaggio dal sonno profondo a quello leggero. Ne consegue che tutti gli eventi che partecipano a disturbare il sonno possono considerarsi una concausa.

L’accumulo di una tensione emotiva (stress), ma anche semplici patologie di raffreddamento, l’ingrossamento delle tonsille e delle adenoidi correlate ad episodi di apnee notturne o russamento possono interferire sulla qualità e continuità del sonno e così essere implicate nel manifestarsi di tale disturbo”. Resta invece controversa la correlazione con le malocclusioni dentali e le anomalie strutturali dei mascellari.

Quanto deve preoccuparsi il genitore del bambino che digrigna i denti?

Paola Franchi, ortodontista a Milano e socio fondatore di Face Xp dice che “in genere, specialmente in età pediatrica, il bruxismo non desta una particolare preoccupazione perché, a parte il rumore e una modesta usura dei denti da latte, di solito non provoca disturbi significativi. Sono molto importanti i controlli periodici che consentono di monitorare la situazione. Non esistono attualmente cure specifiche per il bruxismo in età pediatrica, tuttavia se crescendo o in età adulta cominciano a manifestarsi dei sintomi che coinvolgono il sistema muscolare e provocano indolenzimento facciale mattutino, mal di testa, dolori o rumori a carico dell’articolazione temporo-mandibolare, oppure segni a carico della dentatura con rime di frattura, abrasioni, o ipersensibilità, è possibile intervenire con l’applicazione di “bite funzionali” di protezione o di mio-rilassamento, associati a della fisioterapia specifica”.

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