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Capelli: non voglio lavarli!

Ma in fatto di igiene personale i capricci non si limitano alla testa. Ecco cosa i bambini non vogliono proprio fare quando si parla di pulizia

Capelli: non voglio lavarli!

Quando si parla di igiene, lo shampoo sui capelli è senz’altro uno degli ostacoli maggiori. Tanti bambini non lo accettano e protestano, sia che si proponga loro di lavare i capelli durante il bagnetto, sia che si tratti di farlo separatamente. «Per alcuni bimbi, l’acqua in faccia, negli occhi e sulle orecchie può essere spiacevole. In qualche modo, è come se si sentissero soffocare», spiega la psicologa Marta De Ponte. «E in fondo, quando laviamo loro i capelli, i piccoli sono in balia dei nostri gesti. Non hanno, cioè, il controllo su ciò che accade e questo li mette a disagio».

Con il tempo

Man mano che il bimbo cresce, conviene insegnargli a lavare i capelli in modo autonomo, con solo piccoli interventi di correzione. In questo modo impara a prendere confidenza con acqua e shampoo e ad acquisire sicurezza in se stesso e a regolare i gesti che riguardano il suo corpo.
Occhio all’asciugacapelli: rumore e aria calda addosso possono spaventare. Quando possibile, è meglio evitarne l’uso.

L'igiene si impara da piccoliEcco come

Non solo capelli: anche il naso

Eh già, la pulizia del nasino crea particolare tensione nei genitori perché la trascuratezza può portare anche a otiti & co. «All’inizio il bambino non è capace di pulirselo. Comincia a essere in grado di farlo per bene solo verso i tre anni», spiega la psicologa. «Da principio non sa come gestire la situazione. E non gli importa nemmeno molto, perché andrebbe avanti a giocare comunque».
A questa età, sarà il genitore a occuparsi dell’igiene, spiegando ad alta voce al bimbo cosa sta facendo e perché. E sottolineando i vantaggi che otterrà in termini di respirazione e benessere. Piano piano, i piccoli impareranno come si deve procedere.

Con il tempo

Quando i bambini diventano più grandi, capita che evitino di farlo perché questo significa uscire dal mondo magico del gioco. «Per non sostituirsi al bambino, che lo può fare in autonomia, gli si può ricordare che ha una situazione da gestire», spiega l’esperta. «Occorre richiamarlo alla realtà, fargli notare che ha il naso sporco. E dirgli che deve pulirselo prima di tornare al suo divertimento». Basta suggerirgli che ci vorrà un attimo, poi il gioco sarà più bello, esattamente come lui. E così accrescerà anche la sua autostima.

Capelli: lunghi, ma niente pettine o spazzola

Capita di frequente. E così le bimbe di oggi ‘scordano’ di pettinarsi. Per di più, piangono quando cominciano a spazzolare la chioma perché piena di nodi. «A dare più fastidio è il dolore del capello che tira. O l’impressione nel vedere una manciata di capelli sulla spazzola. Le bambine pensano che, una volta strappati, non cresceranno più», spiega De Ponte.

SOS genitori

«Molto spesso i piccoli non sanno bene come eseguire un compito, ai nostri occhi semplicissimo, e hanno paura di sbagliare». Tocca ai genitori dare indicazioni concrete delle tecniche più adatte. «L’abitudine a prendersi cura dei capelli può essere acquisita per imitazione», sottolinea la psicologa.
«Non lamentiamoci se le bimbe non si pettinano quando siamo noi mamme le prime ad accontentarci di due colpi di spazzola. Conviene iniziare da subito a far pettinare le figlie davanti allo specchio, stando vicino a loro. Ancora, si può pettinare la piccola e farsi pettinare, in modo da creare un momento di complicità».

di Caterina Belloni

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