Disturbi del sonno: a due anni trattiene il fiato e russa | Insieme
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Disturbi del sonno: apnee notturne e russamento

La buona notizia è che il bambino non è in pericolo. Tuttavia, i disturbi respiratori possono minare il benessere delle sue giornate. E allora...

Disturbi del sonno: apnee notturne e russamento

Il figlio di Tiziana, un’assidua lettrice di Insieme, ha due anni e da qualche mese accusa alcuni disturbi del sonno. Ad esempio russa e lo fa tutte le notti. A volte trattiene il fiato per qualche secondo, poi si agita nel letto e torna a respirare. Non è raffreddato, di giorno non ha il naso chiuso. Così Tiziana chiede: è pericoloso? Che conseguenze può avere per la sua salute? Le risponde Raffaele Piumelli, responsabile del Centro disturbi respiratori nel sonno e Centro Regionale di riferimento per lo studio e la prevenzione della SIDS – Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer di Firenze.

Disturbi del sonno: c’è da stare tranquilli

Sgombriamo il campo dalla paura: a questa età un bimbo non corre rischi. Tuttavia il disturbo respiratorio, alterando l’architettura del sonno, si ripercuote sulla qualità della vita. A due anni, soprattutto se va all’asilo e contrae frequenti infezioni, può capitare che il piccolo abbia saltuarie difficoltà di respirazione mentre dorme. In tal caso, bisogna solo curare il raffreddore e aspettare che passi. Se, invece, il bimbo sta bene e russa per almeno tre notti a settimana sperimentando apnee, è opportuno rivolgersi al pediatra per un approfondimento.

Apnee notturneCome comportarsi

Cattivo riposo

Potrebbe, infatti, soffrire della Sindrome da Apnee Ostruttive nel Sonno, che compromette la qualità del suo riposo. I bambini che hanno questo problema spesso sono stanchi, irritabili, si concentrano con difficoltà e possono presentare un rallentamento della crescita. Per una diagnosi certa occorre una visita da un pediatra specialista in disturbi del sonno. E da un otorinolaringoiatra che utilizza uno strumento a fibre ottiche per esplorare le prime vie aeree. Sono indicate anche una saturimetria e una polisonnografia, per valutare l’attività respiratoria del bimbo mentre dorme.

Tonsille

Nella maggior parte dei casi, all’origine delle apnee ostruttive nel sonno in età pediatrica c’è un’ipertrofia delle tonsille o delle adenoidi, infiammate e ingrossate anche in assenza di un’infezione acuta. La terapia è sostanzialmente chirurgica e consiste nell’asportazione delle tonsille e delle adenoidi stesse.

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