Montagna senza rischi: solo divertimento e relax

Montagna senza rischi: solo divertimento e relax

Giochi nel bosco, escursioni, incontri ravvicinati con insetti e cerbiatti. Nella natura, il mondo diventa un laboratorio a cielo aperto da scoprire e sperimentare. Ma sempre in sicurezza

Montagna senza rischi: solo divertimento e relax

Aria pulita, zero afa, niente caos, ritmi tranquilli. Sono tanti i motivi che spingono a scegliere una vacanza in quota. «L’ambiente montano offre l’occasione di staccare la spina dalla frenesia cittadina e di riscoprire il piacere di fare le cose con calma», spiega Antonella Bonaldi, presidente della Commissione centrale alpinismo giovanile del CAI (Club Alpino Italiano). «Andare a fare un’escursione, per esempio, significa passeggiare e non correre, fermarsi a contemplare un panorama, indugiare a osservare un fiore».

«In montagna, inoltre, l’ossigeno è più rarefatto, ma anche più puro, perché non ci sono gli inquinanti delle città, non ci sono fabbriche e circolano molte meno automobili», aggiunge Leo Venturelli, pediatra di famiglia a Bergamo e responsabile di Educazione alla salute della SIPPS (Società di Pediatria Preventiva e Sociale). «Anche chi è allergico, beneficia di un soggiorno in vetta, perché oltre i 1000 metri non crescono le piante che producono pollini allergizzanti e oltre i 2000 spariscono gli acari della polvere.

Una vacanza in quota dà, infine, una sferzata al sistema immunitario, sia perché il relax favorisce la sintesi di endorfine, che agiscono positivamente su di esso, sia perché il cambio climatico stimola la produzione da parte del midollo di tutte le cellule, comprese quelle deputate alla difesa dell’organismo». Vediamo allora quali sono  le precauzioni da osservare per una vacanza in montagna senza rischi.

Itinerari a misura di bambino

Quando si desidera fare una gita con i bambini, l’ideale è informarsi sulle escursioni organizzate per le famiglie, così da avere la certezza che i tragitti siano adatti anche ai più piccoli.
In questo modo ci si muove in gruppo e i bambini, stando insieme, si divertono di più. Conviene, comunque, preferire percorsi non troppo lunghi, che durino al massimo 2-3 ore, tenendo presente che i tempi indicati sulle guide o sui cartelli posti all’inizio dei sentieri sono calcolati sull’andatura di un adulto: con i bambini si devono aggiungere almeno 30-40 minuti. Senza considerare i tempi del ritorno.
Meglio cercare sentieri non troppo scoscesi, abbastanza larghi o con staccionate laterali di protezione. «Per conoscere già in partenza le caratteristiche di un tragitto, si possono chiedere informazioni all’ufficio turistico del luogo, alla proloco o alla sede del CAI», consiglia Antonella Bonaldi. «Oppure consultare il livello di difficoltà su una guida turistica, magari di quelle specifiche per vacanze con bambini».
Se si sceglie un percorso in salita, è consigliabile prevedere più soste, per dare al piccolo la possibilità di riposarsi, adattarsi alle variazioni di altitudine e clima e indossare indumenti via via più pesanti. Un consiglio valido ancor più se si va in funivia o in seggiovia, che comportano un repentino cambio di quota: in tal caso sarebbe opportuno scegliere impianti che non salgano troppo in alto o che facciano fermate intermedie.

Coinvolgimento e giuste pause

Durante l’escursione, i bambini vanno coinvolti con gli stimoli giusti, per evitare che si annoino e, dopo un po’, comincino a lamentarsi. «Il loro cammino deve avere un obiettivo, che non è solo raggiungere la cima, troppo lontana per suscitare il loro interesse», spiega Antonella Bonaldi. «Meglio porsi altri traguardi, come quello di cercare sassolini di un certo colore o fare una gara a chi trova più fiori. Senza raccoglierli, però: potrebbero appartenere a specie protette o essere tossici».
Quando i bimbi ce lo chiedono, fermiamoci senza farci prendere dalla frenesia di arrivare alla meta: siamo in vacanza, abbiamo tutti voglia e diritto di rilassarci e divertirci. Ma qual è l’altitudine massima che si può raggiungere con loro? «Dipende principalmente dall’età», dice Bonaldi. «Se per i più piccoli è consigliabile non andare oltre i 1500 metri, dai 4 anni in poi i bambini possono arrivare ai 2000 metri e, man mano che crescono, anche più su, ma senza esagerare». «Camminare per ore in alta quota, dove c’è una minore quantità di ossigeno, potrebbe causare difficoltà respiratorie a un bambino», sottolinea, però, Leo Venturelli.
Se l’orecchio si tappa?«È facile che questo accada quando si cambia improvvisamente altitudine: serve per mantenere costante la pressione all’interno dell’orecchio», spiega il pediatra. «Per ‘stapparlo’, basta deglutire o sbadigliare per un po’ di volte, o masticare un chewing gum durante la salita o la discesa».

Vestirsi a strati

Che cosa è meglio far indossare al bimbo quando si va in gita? Innanzitutto conviene preferire abiti chiari: riflettono il sole e mantengono più freschi, oltre ad attirare meno gli insetti.
L’abbigliamento a cipolla è l’ideale. Se c’è il sole e non si va troppo in alto, si può mettere al piccolo una maglietta a maniche corte e, sopra, qualcosa di più pesante.
Meglio usare pantaloni lunghi, magari in tessuto leggero, che proteggono da insetti e piante urticanti, oltre che da eventuali sbucciature.
Le calzature devono essere chiuse, con suola antiscivolo e alte fino alla caviglia, per sostenere meglio il piede, impedire di ferirsi con rametti o pietre e proteggere da vipere o insetti. Ideale la tipica scarpa da trekking.

Cosa mettere nello zaino

Per avere tutto il necessario a portata di mano, ecco cosa portare con sé.
Se si sale di quota, occorre avere un giubbotto pesante, calzettoni alti, guanti, cappelli di lana. «In montagna le condizioni meteorologiche possono cambiare velocemente e nei bambini mani e piedi diventano subito freddi», avverte Bonaldi.
Utile un plaid, da stendere sul prato per non stare sulla terra umida ed evitare il contatto con gli insetti.
In una tasca dello zaino è bene mettere: crema solare, fazzoletti, stick per punture d’insetti, pinzetta per sopracciglia (per estrarre spine o pungiglioni), cerotti, salviette disinfettanti. Valido anche un telo termico: ingombra pochissimo, ma può risultare comodo se c’è bisogno di tenersi al caldo.

Montagna senza rischi: giocare con l’acqua è bello, ma…

Ai bambini piace divertirsi in riva ai torrenti, lanciare sassolini o schizzarsi con l’acqua per trovare refrigerio.
Nessun problema se si tratta di un torrentello con acqua bassa, sui 10 centimetri. Meglio tenersi alla larga, invece, se il torrente ha una portata d’acqua notevole e, soprattutto, vi sono salti tra le rocce che formano cascatelle, molto pericolosi se il bambino dovesse perdere l’equilibrio e cadere dentro.
Se la situazione ci sembra sicura, lasciamo che il piccolo giochi, sempre dietro stretta sorveglianza di un adulto, concedendogli pure di mettere i piedi scalzi nel ruscello, ma solo per pochi minuti: l’acqua proviene da sorgenti, quindi è molto fredda.
Se si bagna o scivola in acqua, occorre asciugarlo subito e mettergli abiti asciutti. Se si è bagnato parecchio, bisogna avvolgerlo in un telo termico e tenerlo al caldo per un po’.

di Angela Bisceglia

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