Prima colazione: cominciare alla grande | Insieme in famiglia

Prima colazione: cominciare alla grande

La prima colazione ha tutto per piacere ai bambini. Ma il sonno, la fretta, gusti e disgusti a volte complicano le cose. 10 soluzioni smart

Prima colazione: cominciare alla grande

Ci sono 5 ottimi motivi per fare un’ottima prima colazione. Il primo è che è dolce: per la gioia dei nostri bambini. Poi è veloce. Il che risolve non pochi problemi di tempo a noi grandi. Ed è pure versatile: si presta a mille combinazioni, accontentando i palati più difficili. Quarto: a tavola ci si siede con mamma e papà, cosa non sempre scontata a pranzo o a cena.
Da ultimo, frutta, biscotti, brioche ammettono l’uso delle mani senza che parta il rimprovero. Insomma, la colazione è una mini festa che si perpetua ogni mattina. In teoria. In pratica, piccoli empasse sono all’ordine del giorno. Augusta Albertini, nutrizionista, ci spiega come risolverli.

Una tazza di tenerezze

Fino a due anni sembra impossibile trovare il tempo per le coccole e per mangiare. Ma «le coccole» sono il modo migliore per rimettere in pista un bambino insonnolito, che vede la tazza di latte come un “dovere”», spiega Albertini. «Rilassato, sarà più motivato a mangiare». Poi capita sempre la giornata no: perché si sveglia che non sta bene, perché sta attraversando un momento della vita in cui ha più bisogno di essere confortato. Magari è arrivato un fratellino o s’è appena consumato un trasloco. Farebbe comunque fatica. Pazienza. Avrà tutta la giornata per recuperare: la prima colazione la ritenteremo la mattina dopo».

Bambini più sereni con le coccoleLeggi qui

Si sveglia affamatissimo

Tra i tre e i quattro anni il bambino può trovarsi nel bel mezzo di un’impennata di crescita. Motivo per cui ha bisogno di mangiare di più. «Se il peso è regolare, assecondiamolo, stando attenti a bilanciare i nutrienti. Approfittiamo, poi, del suo appetito per proporgli frutta con buccia (contiene più fibre) al posto della spremuta e biscotti ricchi di crusca». In questo modo lo mettiamo nelle condizioni di masticare: lentamente e a lungo. Con due benefici: «Si gusterà quel che ha davanti, ma si sentirà anche sazio. Prima, infatti, che i segnali di sazietà dallo stomaco arrivino al cervello, passano venti minuti. Il tempo che gli servirà per soddisfare la sua fame e che vale la pena ritagliarsi quando in ballo c’è la salute».

Fatica ad aprire gli occhi

Tipico dei più grandicelli, alle prese con un numero crescente di attività. E che di notte, magari, non si riposano abbastanza. Possiamo guadagnare tempo preparando, la sera prima, i vestiti. Che saranno veloci da indossare: una t-shirt al posto di una polo con i bottoni. Una tuta. Delle scarpe senza stringhe. Quando la partita si gioca sul filo dei minuti, conta anche questo. Potrà dormire di più senza sacrificare il tempo della prima colazione.

È abitudinario

Qualsiasi cosa non rientri nella routine lo manda in crisi. «Noi genitori abbiamo il dovere di rispettare le sue consuetudini, anche solo per il fatto che lo rassicurano. Se forziamo la mano, rischiamo l’effetto contrario», avverte la nutrizionista. «Non solo il bambino rifiuterà il nuovo, ma, irritato, potrebbe rinunciare alla solita colazione. Per gli esperimenti, dunque, aspettiamo il fine settimana quando siamo tutti più tranquilli. E ricordiamoci di provare noi per primi quel che c’è di nuovo. I bimbi sono grandi emulatori: ci seguiranno!».

Rifiuta il latte

L’ha bevuto fino a ieri e adesso? «Alle volte la resistenza a un alimento nasce da un’improvvisa intolleranza, nella fattispecie al lattosio», chiarisce la nutrizionista. «Se il latte non gli va più, proponiamogli dello yogurt, bianco e naturale, magari con del miele a mitigarne l’acidità. I batteri in esso contenuti trasformano il lattosio in acido lattico e rendono lo yogurt più tollerabile». Se anche dello yogurt non ne vuole sapere, «per garantirgli il corretto apporto di calcio, proviamo con del grana che di lattosio non ha traccia. In questo caso la parte liquida della prima colazione sarà una spremuta di arancia, magari con una fogliolina di menta: anche quelle sono “portatrici sane” di calcio».

Intolleranza al lattosioCosa fare?

Goloso, ma di salato

Non c’è da stupirsi: tutto il mondo, già al di là delle Alpi, comincia la giornata così. Va bene. Prestiamo solo attenzione a offrire al bambino del prosciutto, crudo o cotto che sia, o della bresaola di ottima qualità: contengono meno sale. Sì alle uova. E sì ai formaggi, purché freschi come, ad esempio, il primosale. Il bello dell’Italia è che ogni regione ne ha diversi: si tratta di scegliere in base ai suoi gusti. In accompagnamento una fetta di pane, possibilmente integrale, o dei crackers, ricchi di fibre. Al posto del latte, un centrifugato, ad esempio di pomodori e carote, di cetrioli e menta. Gli accostamenti possibili sono infiniti. Possiamo sperimentare insieme a lui: sarà divertente».

Mai senza vitamina C

Tiene lontano raffreddori & co. «Fino a 6 anni, di vitamina C ne basta poca: un agrume o un kiwi i cui semi, peraltro, fanno bene al pancino. Il massimo sarebbe averla fresca ogni mattina». Siccome non sempre è così, possiamo ricorrere anche a un succo di frutta al 100% senza aggiunta di altri zuccheri al di fuori di quelli naturalmente contenuti nella frutta. «In commercio ce ne sono di ottimi: basta leggere con attenzione le etichette. In questo le mamme sono imbattibili».

Vitamina CBisogna integrare?

Prima colazione in auto

Non è il massimo a tre come a sei anni. Ma se questa è la situazione, un motivo ci sarà. Dopotutto, sempre meglio che saltarla. «Nel caso, noi genitori avremo l’accortezza di mettere il bambino a suo agio, con tovagliette a perdere perché non si sporchi. Poi, in un contenitore antirovesciamento, prepariamo dello yogurt che andrà a sostituire il latte: è meno liquido. Non correremo, perciò, il rischio che ce lo ripresenti alla prima curva. Ottima idea anche un panino morbido con, all’interno, una crema di ricotta e spinaci. Una brioche con grassi controllati, dei biscotti. La nostra preoccupazione, a questo punto, è il tragitto: che dovrà essere tranquillo. Senza stravolgimenti, il bambino arriverà a destinazione pronto per cominciare la sua giornata».

Oggi giornata densa di attività

Per consentirgli di affrontarla con la giusta carica, come prima colazione offriamogli un buon mix di latticini e carboidrati semplici e complessi. Ad esempio biscotti poco zuccherati o fette biscottate integrali: rilasciano energia in tempi lunghi. In aggiunta, una spremuta fresca e della frutta secca: mandorle, nocciole, gherigli di noce con il loro prezioso apporto di calcio, magnesio, fosforo, potassio. Ovvero tutto quel di cui i suoi muscoli hanno bisogno per correre, saltare, nuotare».

La prima colazione è al bar

Anche se in piedi, resta la nostra coccola mattutina che, però, il bambino vede “ad altezza inguine”. E fatica a condividere. Perché non provare a replicarla a casa, magari investendo in una buona macchina del caffè? In quanto al profumo di brioche “fresche” (quelle passate direttamente dal congelatore al forno), «al super ne troviamo di competitive. Da scaldare al mattino: dai 20 ai 30 minuti. Il tempo che servirà al nostro bambino per una ghiotta prima colazione sulla sua seggiola preferita».

di Chiara Amati

Commenti