Sciare in sicurezza con i nostri bambini si può! Così... | Insieme
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Sciare in sicurezza fin da bambini

Sciare in sicurezza fin da bambini

Bello, divertente, salutare: identikit dello sci, uno degli sport più amati da grandi e piccini. Ma quando la cronaca riferisce di incidenti drammatici, persino mortali, la neve non appare più così attraente e candida. E l’idea di andare a sciare non è più così allettante. Possibile che accadano fatti tanto efferati? Evidentemente sì perché, forse, in montagna non c’è sufficiente sicurezza. Almeno non ancora. Da Arturo Guarino, direttore della struttura complessa di Traumatologia dello Sport all’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano, un vademecum per sciare tranquilli.

Per cominciare

Parte dai rudimenti il professor Guarino. «A sciare si impara dai professionisti. Per cui, se vogliamo mettere il nostro bambino sugli sci, è utile affidarlo a una scuola specializzata. Una scuola, cioè, con maestri esperti, capaci di valutarne limiti e potenzialità. Ma anche in grado di considerare fattori esterni come, ad esempio, le condizioni della neve e della pista». Il papà è uno sciatore provetto e ci pensa lui? «Meglio di no: saper sciare non significa per forza saper insegnare».

Se il bambino sa già sciare

La prudenza non è mai, comunque, troppa. «I bambini, in quanto a sport, imparano in fretta», commenta Arturo Guarino. «Questo, però, non significa che possiamo abbassare la guardia. Anzi, proprio quando i piccoli si sentono capaci, dobbiamo avere un occhio di riguardo in più. Se riprendono a sciare dopo un anno, è importante capire fino a quanto siano allenati, così da non forzare le articolazioni. Bisogna ricominciare gradatamente. E in condizioni climatiche ottimali. Cioè con una buona visibilità, con piste ben tenute, possibilmente senza strati di ghiaccio».

https://www.quimamme.it/insieme-in-famiglia/ogni-sport-ha-la-sua-eta/INCOLLA-QUI-URL-LINK” testo_link=”Bambini e sport” testo_bottone=”A ogni età la giusta disciplina”]

‘Traffico e viabilità’

Quando si desidera andare a sciare, sarebbe opportuno, se possibile, scegliere giorni e orari meno affollati. Ad esempio, il sabato è meglio della domenica. I weekend ordinari sono da preferire ai ponti. Dalle 9 alle 11 in quota c’è più fresco, ma si trova di certo meno gente. Attenzione alle gare delle scuole sci che occupano parte delle piste per intere mattinate. Se si sa dove e quando sono, si può valutare di scegliere un’altra stazione sciistica.

La preparazione atletica: un’ottima alleata

Arrivare sulle piste preparati dal punto di vista fisico riduce notevolmente il rischio di infortuni. E garantisce una migliore tenuta sulla neve. «La ginnastica preliminare, da fare con uno specialista, è opportuna per chiunque. Può, infatti, evitare patologie da sovraccarico e, di conseguenza, traumi», specifica il professor Guarino.

Quale outfit?

Sulla neve mai senza casco, obbligatorio per i minori di 14 anni. E vivamente consigliato anche agli adulti. E poi, scarponi, sci e bastoncini oculatamente scelti, in base al peso e all’altezza del piccolo. E ancora: una buona maschera con filtri solari che ripari gli occhi dall’aria e dalla luce. Una tuta adeguata e dei guanti, meglio se muffole, che difendano dalle basse temperature. Secondo Arturo Guarino, «può essere utile anche un paraschiena, per proteggere la colonna vertebrale. Così come le imbottiture a gomiti e spalle, ma senza esagerare. Lo sci, per un bambino, resta un gioco. Non creiamo ‘omini Michelin’ che, poi, autorizziamo a sciare come pazzi.

Buon senso prima di tutto

Insomma, l’attenzione per l’attrezzatura non deve giustificare la mancanza di buon senso. Quindi, ancor prima di inforcare gli sci e prendere una discesa, vento tra i capelli, insegniamo ai bambini a essere prudenti. A riconoscere i propri limiti e non spingersi oltre, se poi non si ha la capacità di affrontare le situazioni nel migliore dei modi. Sciare è ancora più bello se si agisce nel pieno rispetto degli altri e delle regole. «È quanto mai urgente arrivare a un’educazione comportamentale sulle piste, che invece manca del tutto», rimarca Guarino.

Il codice degli sciatori

Il buon senso insegnato dai maestri e dai genitori può fare molto. Ma esiste anche un vero e proprio vademecum di buona condotta. Punto primo: sci ai piedi solo se si ha rispetto per se stessi e per gli altri. La vita è una: va salvaguardata. Punto secondo: la velocità è nemica del controllo. Va quindi tarata in base alle proprie capacità. Tre: quando si percorre una discesa, bisogna cercare di seguire una traiettoria che tenga conto degli altri, senza brusche virate, né sorpassi azzardati. Subentra la stanchezza? Vietato sostare in mezzo alla pista: è pericoloso e di intralcio. Con calma e attenzione, ci si sposta a lato. A riposo avvento, pronti, via, si riparte? Ok, ma prima si guarda a monte per dare la precedenza a chi sta scendendo. Quindi ci si immette e via fino al traguardo. Infine, in caso di risalita a piedi, è bene mantenersi ai bordi del tracciato e rispettare la segnaletica. La responsabilità personale è preziosa per evitare incidenti.

Sos infortunio

Abbiamo rispettato tutto, ma alla fine c’è scappato l’infortunio. Che cosa fare? «Con un trauma, anche di lieve entità, è buona norma chiamare i soccorsi. Ogni stazione sciistica ha un team dedicato. Utile possederne il numero prima di cominciare a sciare. Perché subito dei professionisti? Perché sanno valutare la situazione e, di conseguenza, decidono come meglio intervenire. Senza recare ulteriori danni», specifica Guarino.

Sciare in sicurezza è possibile

Una giornata sulla neve insieme ai nostri bambini è un’occasione di festa. E, al tempo stesso, una grande opportunità educativa. Insegnare loro a considerare le persone intorno, li aiuta a crescere rispettosi e altruisti. Se apprendono questo atteggiamento sulle piste, sarà spontaneo per loro comportarsi allo stessso modo nella vita di tutti i giorni.

di Anna Sartea

 

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