Sicurezza antincendio nelle scuole: è (di nuovo) proroga | Insieme
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Sicurezza antincendio nelle scuole: è (di nuovo) proroga

Sicurezza antincendio nelle scuole: è (di nuovo) proroga

Quando si lascia un bambino all’asilo nido o alle elementari, si suppone di affidarlo a un luogo sicuro. Invece, spesso, gli edifici scolastici non sono a norma. E non lo saranno ancora a lungo visto che, nel decreto legge Semplificazioni, approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 ottobre 2018, sono state rinviate le scadenze per la messa in sicurezza dei piccoli. Sembra quasi che, mentre si dibatteva per rendere accessibili le pensioni, aiutare i disoccupati o facilitare il lavoro delle start-up, il mondo politico abbia lasciato sullo sfondo la salute dei bambini. E così la sicurezza antincendio nelle scuole resta un appuntamento, non prioritario, in agenda…

Uno spostamento continuo

La prima volta era successo a settembre. Allora, il decreto Milleproroghe aveva fissato per fine 2018 (e non entro l’inizio dell’anno scolastico) il termine ultimo entro cui presidi e dirigenti didattici dovevano dotare i loro plessi di quello che, un tempo, era il Certificato Prevenzione Incendi. E che adesso si chiama Segnalazione Certificata Inizio Attività o SCIA antincendio. Tre mesi in più che, in fondo, non erano troppi.

Se la scadenza fosse stata rispettata…

… dal primo gennaio del 2019, ogni scuola senza certificato avrebbe finito per ricevere contestazioni da parte degli ispettori. Una circostanza che il decreto Semplificazioni ha voluto rinviare di nuovo, spostando più avanti il termine ultimo. Questa volta fissandolo al 31 dicembre 2021 per le scuole primarie e secondarie. Al 31 dicembre 2019 per materne e nidi. Finché tutto va bene…

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Sicurezza antincendio: non è una priorità

Eppure il ritratto della scuola italiana non è entusiasmante sotto il profilo delle strutture. La maggior parte degli istituti è vecchia. Mancano i fondi per gli interventi strutturali. Accade in molte città, grandi e piccole, con spazi che, in caso di incendio, potrebbero trasformarsi in trappole. E questo nonostante ospitino quotidianamente centinaia di bambini e ragazzi.

Alcuni dati

Dall’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica realizzata dal Ministero, si scopre che il 58 per cento delle scuole non rispetta le norme di sicurezza antincendio. Il 53 per cento non è neppure in regola sotto il profilo dell’agibilità. Quanto alla famigerata certificazione di prevenzione incendi, in caso di ispezione solo una scuola su tre la rispetta.

La legge è chiara

In ossequio alla legge, però, ogni preside dovrebbe avere definito un progetto di sicurezza antincendio articolato. Che tenga, cioè, conto delle offerte di sicurezza per allievi, docenti e personale non docente. Un piano per sfuggire ai rischi senza lasciarsi prendere in contropiede dal panico. Secondo gli estensori del Decreto Semplificazioni, però, per ottenere tutto questo serve tempo. Ecco spiegate le ragioni del rinvio a cui sulla carta corrisponde in realtà anche un piano triennale di interventi per rendere più razionale – e appunto semplice – la procedura a cui le scuole devono sottoporsi. Peccato che le leggi siano in vigore dal 2014 per il nido e addirittura dal 1992 per le altre scuole. Un segnale che tempo ce ne sarebbe stato, ma probabilmente sono mancati la volontà e soprattutto i fondi. Aspetti che non importano granché ai bambini quando suona l’allarme antincendio (sempre che ci sia) e non si sa cosa fare.

di Caterina Belloni

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