Frutta nelle scuole: la merenda è servita!

Frutta nelle scuole: la merenda è servita!

Rendere la frutta familiare, gustosa e apprezzata dagli alunni. Possibile? Sì, con i giusti progetti in classe e la collaborazione dei genitori

Frutta nelle scuole: la merenda è servita!

I bambini italiani mangiano poca frutta e verdura: il 20% non ne mangia tutti i giorni. E il 54% consuma merende troppo ricche a metà mattinata. Ecco perché anche quest’anno il Ministero dell’Agricoltura, in collaborazione con quello della Salute e quello dell’Istruzione, è pronto a portare in tante primarie su tutto il territorio nazionale il programma “Frutta e verdura nelle scuole” che coinvolgerà, come gli anni passati, più di un milione di alunni. Il progetto prevede attività educative sulla corretta alimentazione, giornate speciali dedicate all’assaggio e alla realizzazione di laboratori sensoriali e, soprattutto, la distribuzione quotidiana di porzioni di frutta nelle scuole per la merenda di metà mattina.

La ricreazione, un momento di convivialità

“Per i bambini, non c’è niente di meglio delle attività di gruppo e dell’emulazione per motivarli ad adottare sane abitudini, che poi possono trasmettere anche alle loro famiglie, allargando i benefici dell’iniziativa”, dice Giuseppe Morino, responsabile dell’Unità Operativa di Educazione alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “Naturalmente, perché programmi come questo abbiano successo, l’offerta della merenda giusta deve essere accompagnata da un adeguato supporto didattico, un processo che coinvolga i piccoli e dia loro consapevolezza dell’importanza di quel che mangiano. Sarebbe bene che questo genere di impegno iniziasse anche prima della primaria, già dai piccolissimi della materna e del nido. È necessario poi che le porzioni di frutta nelle scuole siano di ottima qualità e freschissime, perché si tratta di alimenti rapidamente deperibili”.

Frutta nelle scuole: un’idea da copiare

Nelle scuole che non saranno coinvolte nel progetto del Ministero dell’Agricoltura o negli altri analoghi organizzati da Regioni e Comuni, mamme e papà possono copiare l’idea e realizzarla in proprio, mettendo nella cartella dei loro bambini un frutto al posto del solito panino o della solita merendina.
“Una mela, una pera, una banana, un piccolo grappolo d’uva. Qualunque tipo di frutta va benissimo, con l’accortezza di variare la scelta il più possibile giorno dopo giorno, perché ogni frutto contiene principi nutritivi diversi e tutti contribuiscono a un’alimentazione bilanciata”, osserva l’esperto. “Non ci sono frutti vietati ai bimbi sovrappeso. La porzione, ovviamente, deve essere adeguata, non esagerata: 100-150 grammi”.

Anche per il bimbo che mangia poco

Come regolarsi per il bimbo che non ha problemi di sovrappeso e al contrario mangia poco già di suo? Per lui non sarebbe meglio una merenda più nutriente, che gli fornisca l’energia necessaria per arrivare fino a pranzo? “No, se ha fatto una colazione adeguata prima di andare a scuola: una bevanda come il latte, oppure una spremuta di frutta, e una fetta di pane e marmellata, o dei biscotti. Volendo, va bene anche una merendina. La prima colazione dovrebbe soddisfare l’8-10% del fabbisogno energetico della giornata. Così a metà mattinata un frutto sarà sufficiente a sostenere e saziare il bambino fino a pranzo”, spiega Morino. “Poi, se i genitori ritengono che ne abbia bisogno e il piccolo lo gradisce, possono offrirgli uno spuntino più sostanzioso a metà pomeriggio o porzioni più abbondanti a cena. Una distribuzione equilibrata dei pasti giova sia ai bambini che mangiano tanto sia a quelli che mangiano poco. Un discorso a parte meritano i bimbi estremamente selettivi, che accettano solo alcuni alimenti e rifiutano di assaggiarne di nuovi. Bisogna spingerli ad aprirsi a una maggiore varietà, ma con tatto, evitando scontri di volontà che li porterebbero a chiudersi ancora di più. L’emulazione dei compagni può essere molto utile in questi casi”.

5 porzioni al giorno

Frutta e verdura devono far parte integrante dell’alimentazione quotidiana dei bambini, così come degli adulti. Cinque porzioni al giorno è la quantità ideale per grandi e piccoli, secondo gli esperti. “I bimbi possono mangiare frutta a merenda o a conclusione del pranzo o della cena. Non è vero che la frutta a fine pasto interferisca con la digestione. Se lo gradiscono, possono mangiare un frutto anche a colazione”, dice Morino.

Anche la verdura può essere un ottimo spuntino

“Altrettanto importante è la verdura, che deve sempre accompagnare le altre pietanze a pranzo e a cena. Non escluderei anche la possibilità di offrire verdure a merenda: un pomodoro ben lavato da mangiare a morsi, qualche carotina o del sedano. Se il bambino è abituato fin da piccolo, troverà lo spuntino gradevole come quello a base di frutta”.

A casa, i genitori sono l’esempio

Quel che più conta, oltre ai programmi educativi organizzati nelle scuole, è l’esempio dei genitori a casa. “Serve l’impegno di tutta la famiglia per promuovere abitudini alimentari sane che mettano radici ed entrino a far parte dello stile di vita dei figli anche quando saranno grandi e decideranno da soli cosa mettere nel piatto”, conclude l’esperto.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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