Genitori e insegnanti uniti per il bene dei bambini | Insieme
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Genitori e insegnanti uniti per il bene dei bambini

Non sempre la convivenza è facile perché, spesso, le vedute sono diverse. Così come le competenze da mettere a fattor comune per il bene dei più piccoli. Ne va del futuro della società

Genitori e insegnanti uniti per il bene dei bambini

La scuola porta di nuovo in contatto due figure molto significative per il bambino: quella dei genitori da un lato, degli insegnanti dall’altro. Non sempre, però, la relazione genitori e insegnanti è caratterizzata da rose e fiori. Al contrario, a volte si assiste alla nascita di disaccordi più o meno aperti. Questo avviene per diverse ragioni. Innanzitutto gli adulti hanno una capacità di adattamento, morbidezza e flessibilità che, con il trascorrere del tempo, viene meno. L’incontro non è frutto di una scelta, casomai ‘imposto’ da circostanze esterne. E in questa relazione entrano in contatto sì generazioni diverse. Ma anche persone con caratteristiche socio-demografiche e stili di vita differenti tra loro.

Convivenze coatte

L’oggetto di questa ‘convivenza forzata’ è, per genitori e insegnanti, molto importante. Se per gli uni è una ragione di vita, per gli altri è lo scopo del proprio lavoro e del proprio successo professionale. Entrambi hanno un compito educativo prezioso nella vita del bambino. D’altra parte è proprio su quest’ultimo punto che, spesso, si incrinano gli equilibri. Come fare, allora, per costruire un rapporto basato sulla collaborazione e non sui contrasti?

InsegnanteCe l'ha con mio figlio?

Genitori e insegnanti. E viceversa

Innanzitutto è vantaggioso provare a mettersi nei panni dell’altro per guardare le cose dal suo punto di vista. Questo aiuta a comprendere alcune scelte e a tollerare comportamenti che possono causare insofferenza (per esempio ristrettezze burocratiche, specificità culturali).
Poi è utile ricordare che, se i genitori sono gli esperti del figlio, gli educatori sono gli esperti dei bambini in generale e possono offrire validi stimoli su cui lavorare.

La condivisione premia

Tutti i genitori hanno debolezze e sentimenti nei confronti del proprio figlio: non vale la pena usarli come scudo protettivo. Conviene, invece, condividerli con le maestre perché possano avere un quadro più completo e ricco del bambino, offrendo a loro volta consigli pratici per renderlo più sereno in caso di difficoltà (ad esempio tensioni familiari, conflitti o regressioni poco gestibili, dubbi su tappe di crescite e così via).

Nella diversità si cresce meglio

Infine, è costruttivo e vincente valorizzare la ricchezza che punti di vista diversi possono offrire. Non può esistere, infatti, un metodo educativo universale infallibile adatto a tutti i bambini. E questo è forse il miglior insegnamento da trasmettere al proprio figlio.

di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta di Milano, blogger di unamammasottosopra.it

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