In classe, sì alla lettura ad alta voce

In classe, sì alla lettura ad alta voce

Che facesse bene ai bambini, lo sapevamo. Adesso sappiamo anche quanto, grazie a una ricerca che ne ha studiato gli effetti su un ampio campione di studenti tra i 6 e gli 11 anni

In classe, sì alla lettura ad alta voce

Per la realizzazione di questo studio, Giunti scuola, insieme a Giunti Editore, ha fornito i libri. E l’Università di Perugia, con il professor Federico Batini, docente di Pedagogia sperimentale, ha valutato gli effetti su 1500 studenti dai 6 agli 11 anni, dislocati tra Torino, Modena e Lecce. Questi bambini hanno praticato la lettura ad alta voce per un’ora al giorno per 100 giorni, in classe, ascoltando la maestra che leggeva storie e libri di narrativa.

I risultati? Sorprendenti

La lettura ad alta voce ha dimostrato di avere effetti significativi su molte abilità di questi bambini. Sul loro lessico, ad esempio: il quoziente intellettivo verbale dei piccoli coinvolti ha mostrato un aumento del 10-15%. Questo vuol dire che i bambini hanno imparato ad organizzare meglio la produzione di parole e a gestire meglio quelle ‘ricevute’, lette o ascoltate. Ma non finisce qui: è risultata migliorata anche le loro capacità di socializzare e di sintonizzarsi empaticamente con gli altri bambini.

Più “abili”

Un miglioramento importante (+18-20%) è emerso anche nello sviluppo delle abilità cognitive di base: i bambini coinvolti nella lettura ad alta voce hanno mostrato, cioè, di saper gestire meglio le informazioni in entrata, scritte o orali. Questo ha portato benefici nella vita scolastica (con effetti positivi sui compiti e sulla comprensione dei testi) ma anche a casa, perché il miglioramento ha interessato gli stessi processi cognitivi che si attivano durante una partita di calcio, una gara di nuoto, un momento difficile in famiglia. “I risultati rilevati nei bambini esposti alla lettura ad alta voce in classe con regolarità e costanza ci fanno ipotizzare che questi bambini, nell’affrontare un compito, siano in grado di gestire meglio le informazioni, di ordinarle, siano più capaci di pianificare una strategia di risoluzione del problema, si distraggano meno fino al raggiungimento del risultato”, chiarisce il professor Batini.

Uno strumento democratico

La lettura ad alta voce ha mostrato anche di avere un’altra preziosa qualità. “Si tratta di uno strumento didattico democratico, capace di portare benefici ai bambini, da qualsiasi livello partano. Sia che siano alunni performanti, sia che siano allievi in difficoltà, la lettura ad alta voce è capace di produrre effetti sugli uni e sugli altri, ‘autograduandosi’ e portando benefici alle funzioni cognitive dei bambini, qualsiasi sia il loro livello di partenza”, spiega il professor Batini. È come se la lettura ad alta voce si tarasse da sola sul bambino destinatario: in questo modo nessuno resta indietro.

Lettura ad alta voce: quanta al giorno?

L’ideale sarebbe cominciare con una fase intensiva: l’insegnante legge ai suoi alunni un’ora al giorno per almeno 50 giorni consecutivi. Poi si prosegue con una ‘dose di mantenimento’, che  può essere anche di sole tre sessioni a settimana, sempre da un’ora ciascuna. “La lettura ad alta voce è come una ‘palestra per il cervello’, si rivela uno strumento portentoso se viene usato con regolarità e con sufficiente intensità e durata”, spiega il professore.

Risultati: come sono stati “misurati”?

La ricerca, la più corposa di questo tipo mai realizzata a livello nazionale, ha misurato gli effetti della lettura con strumenti di valutazione scolastica validati e standardizzati, come le prove Mt e le Invalsi. “Questi test sono stati sottoposti sia al gruppo che ha partecipato alla lettura ad alta voce, sia a quello di controllo che invece seguiva il percorso didattico standard, senza l’ora di lettura”, racconta il professore. “I 1500 partecipanti sono stati sottoposti a queste prove all’inizio e alla fine del percorso, durato circa 5 mesi, e poi abbiamo confrontato gli esiti dei due gruppi, verificando come il gruppo che ha partecipato alla lettura abbia mostrato incrementi significativamente diversi rispetto al gruppo di controllo”.

Il progetto continua

Conclusa la ricerca, l’esperienza continua: il progetto nazionale Leggimi ancora. Letture ad alta voce e life skills promosso da Giunti scuola prosegue, con oltre 13 mila docenti e 200mila bambini già coinvolti in un’esperienza di lettura ad alta voce. Le iscrizioni sono aperte fino al 30 novembre.

 

di Giulia Righi

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