Note ed espulsioni che erano previste saranno cancellate

Note addio alle elementari. La scuola italiana cambia pelle

Il decreto che reintroduce l'Educazione civica modifica anche le sanzioni previste per i più piccoli

Note addio alle elementari. La scuola italiana cambia pelle

Addio note e sospensioni per i piccoli, benvenuta educazione civica. La scuola italiana cambia ancora pelle, grazie alla riforma sull’educazione che è stata approvata nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati. E che adesso attende solo la conferma da parte del Senato. Le due modifiche sostanziali sono da un lato la reintroduzione dell’educazione civica, con tanto di compiti in classe, interrogazioni e voti. Dall’altro la cancellazione delle sanzioni disciplinari alle scuole elementari.

Il Decreto Regio viene cancellato

In questo senso, la Camera dei Deputati ha eliminato alcuni articoli che risalivano al Regio Decreto 1297 del 1928. Si tratta degli articoli dal 412 al 414 che prevedevano una serie di sanzioni disciplinari per gli alunni che mancano “ai loro doveri”. Da settembre scompariranno dunque l’ammonizione e le note sul registro con comunicazione scritta ai genitori. Poi la sospensione (da uno a dieci giorni di lezione), l’esclusione dagli scrutini o dagli esami della prima sessione. Infine l’espulsione dalla scuola con perdita dell’anno. In caso di problemi di disciplina, in futuro si dovrà procedere convocando i genitori. E risolvendo la questione insieme a loro, nell’ambito del Patto educativo scuola-famiglia, che è entrato in vigore per le scuole medie e superiori all’interno della riforma Berlinguer.

L’allarme per i ‘mini’ bulli

Benché sia passata in Parlamento senza voti negativi, la nuova normativa suscita qualche preoccupazione negli insegnanti. A spaventarli è il bullismo, fenomeno che si manifesta ormai già intorno ai nove o ai dieci anni. E che per i maestri andrebbe affrontato con strumenti più efficaci della chiacchierata con mamma e papà. Per i componenti della Commissione che hanno elaborato la modifica, però, si tratta solo di mettersi in linea con i tempi. Una volta si poteva parlare di punizioni. Ora con bambini e ragazzi la via è solo quella della concertazione e della comprensione. E pazienza se alcuni a volte davvero si comportano in modo poco rispettoso.

Note cancellate, arriva l’Educazione civica

L’altra grande modifica prevista dal decreto, oltre a quella delle note, riguarda la reintroduzione dell’Educazione Civica come materia obbligatoria. Un buon proposito, che però nasce in una scuola senza risorse. Per questo non ci saranno ore specifiche o professori specializzati. Sono previste 33 ore all’anno, che saranno spalmate all’interno delle altre lezioni in modo trasversale. La docenza verrà affidata ai diversi prof, tranne che nelle scuole in cui ci sono insegnanti di diritto o di economia. Va segnalato, comunque, che gli argomenti dell’Educazione civica risultano in realtà già presenti ora nella vita della scuola.

I temi caldi sono molti

In classe si parlerà di Costituzione italiana e istituzioni nazionali, dell’Unione Europea e degli organismi internazionali, della storia della bandiera e dell’inno nazionale. Tra gli argomenti anche l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, l’educazione alla cittadinanza digitale e il cyberbullismo. Nell’ambito di questa materia verranno discussi poi elementi fondamentali di diritto. Ma anche di educazione ambientale, di sviluppo ecosostenibile e di tutela del patrimonio ambientale. Spazio poi per tematiche come le produzioni e le eccellenze territoriali e agroalimentari. E ancora: l’educazione alla legalità e la lotta alla Mafia. L’educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni. Senza dimenticare l’educazione stradale, alla salute e al benessere. Nel corso di queste ore, infine, sono previsti incontri con Polizia e Carabinieri, con il mondo del volontariato e con chi si occupa delle diverse agenzie governative.

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Il voto avrà un peso

Sia alle elementari che alle medie e superiori ci sarà un voto per l’educazione civica anche in pagella. Molto probabilmente verrà espresso in decimi benché in questo senso si sia deciso di lasciare una certa discrezionalità al docente coordinatore. Sono previste verifiche periodiche e interrogazioni. Il voto farà media con le altre materie quando si tratterà di essere ammessi agli esami di terza media o di maturità. Il decreto segnala inoltre che si tratta solo di un inizio. L’intenzione è di dare uno statuto maggiore alla materia non appena ci saranno fondi sufficienti, con docenti ad hoc e ore dedicate nell’orario ministeriale.

di Caterina Belloni

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