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Pubertà: già a 8-9 anni?

Il corpo che cambia, i primi accenni di seno, l'altezza che aumenta rapidamente. Ma a 8-9 anni non è presto per svilupparsi?

Pubertà: già a 8-9 anni?

La pubertà precoce, oggi, è un fenomeno sempre più diffuso. Ad anticipare i tempi sono soprattutto le femmine, bambine con un corpo da ragazzina che diventa difficile gestire. E che può interferire nel rapporto con i coetanei, ancora bimbi a tutti gli effetti. «In realtà, a essere in anticipo è l’inizio della pubertà, che si annuncia con i primi tipici segnali. Ovvero la peluria e il bottone mammario, il piccolo rigonfiamento sotto l’areola che segna l’inizio dello sviluppo della mammella», spiega Maria Chiara Lucchetti, responsabile dell’Ambulatorio di Ginecologia Pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. «L’età media del menarca, la prima mestruazione, è rimasta invece invariata a 12 anni e tre mesi».

Non più piccole, non ancora grandi

Ma quando si può veramente parlare di pubertà precoce? «Quando compare prima degli 8 anni nelle femmine e prima dei 9 anni nei maschi», risponde Lucchetti. «Oggi sono in aumento i casi in cui i primi segnali si manifestano, nelle bambine, tra i sette e gli otto anni. Per questo l’Accademia Americana di Pediatria sta valutando di abbassare la soglia di guardia, ovvero l’età in cui è necessario procedere con alcuni accertamenti, a sette anni».
«Non ci sono ancora studi che permettano di prevedere gli effetti a lungo termine di questo fenomeno a livello fisico», considera l’esperta.

Ma…

«Se questa precocità influisce sullo sviluppo e, quindi, sull’inizio dell’età fertile, a livello psicologico la situazione diventa difficile da gestire. Inoltre c’è il problema della statura, poiché in questi casi la crescita in altezza non raggiunge il ‘bersaglio’, ovvero il potenziale genetico individuale». Per questo, in presenza di una diagnosi di pubertà precoce può essere necessario intervenire con un trattamento che interrompa lo sviluppo temporaneamente. Questo per dare modo al bimbo o alla bimba di continuare a crescere in altezza.

Figli maschiI segreti per crescerli

Alla ricerca delle cause

Un inizio precoce della pubertà è probabilmente il risultato di più fattori. Diciamo ‘probabilmente’ perché il fenomeno è tuttora oggetto di studio. Esistono varie ipotesi ancora da confermare. Un ruolo, in questo senso, lo gioca senz’altro l’alimentazione. «La presenza di estrogeni, utilizzati impropriamente dall’industria zootecnica per accelerare la crescita degli animali da allevamento, fa sì che le bambine possano assumere dosi importanti di questi ormoni attraverso la carne», spiega l’esperta. «Un problema che riguarda anche le ragazzine cresciute con una dieta vegetariana o vegana. Una dieta a base di abbondanti dosi di prodotti derivati dalla soia è rischiosa. La soia contiene infatti molecole naturali con una struttura simile a quella degli estrogeni».

Sos sovrappeso

Anche il sovrappeso in età prepuberale è un fattore di rischio poiché è la quantità di tessuto adiposo che segnala al cervello, tramite l’ormone leptina, che è giunto il momento di dare il via allo sviluppo. «Questo ha senso se pensiamo che la maturazione dell’organismo è finalizzata alla riproduzione», sottolinea Lucchetti. «Finché le riserve energetiche non garantiscono un’eventuale gravidanza, lo sviluppo non inizia. Se le riserve sono abbondanti,
il segnale potrebbe partire, in maniera ingannevole, in anticipo rispetto a quanto geneticamente predisposto». Le abitudini alimentari giocano quindi un ruolo importante nel proteggere dal rischio di anticipare i tempi.

Pubertà: l’azione degli inquinanti

Anche l’ambiente può influire sull’avvio della pubertà, per la presenza di elementi che mimano l’azione degli estrogeni. Sostanze chimiche, tossiche e inquinanti, sono presenti per esempio in vari tipi di plastiche. E, di conseguenza, in alcuni imballaggi usati per gli alimenti, in accessori e prodotti. «Sono chiamate interferenti endocrini (endocrine disruptors) perché interferiscono con l’attività ormonale dell’apparato endocrino», spiega l’esperta.
Ancora da verificare è, infine, una possibile responsabilità di fattori sociali. Come, ad esempio, l’esposizione precoce a stimoli visivi provenienti dalla televisione e dal web, con un contenuto o un sottofondo erotico. Secondo diversi studi recentemente pubblicati, anche il ruolo facilitatore o di freno che sulla pubertà potrebbero svolgere eventi infantili stressanti. Tra questi l’abuso fisico o sessuale e addirittura l’esposizione a fenomeni di bullismo.

Altri fattori

Tra quelli non genetici attualmente oggetto di studio, perché sospettati di indurre un anticipo puberale, ci sono: l’aumento del peso materno in gravidanza, il diabete gestazionale, il peso alla nascita, un eccesso ponderale nei primi 12 mesi di vita. E ancora: l’esposizione prenatale e, nei primissimi anni, agli ‘endocrine disruptors’. «Non esistono ancora dati scientifici conclusivi. Il consiglio non può che essere quello di mantenere
un atteggiamento prudente nei confronti di tutte queste condizioni», conclude l’esperta.

di Giorgia Cozza

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