Rispetto dell'ambiente: si impara anche a scuola

Rispetto dell’ambiente: si impara anche a scuola

L'educazione ambientale è sempre più presente in classe. Le iniziative “green” si moltiplicano e sono sempre più numerosi gli istituti scolastici che scelgono la strada della sostenibilità

Rispetto dell'ambiente: si impara anche a scuola

Scuole “plastic free”

Sono tantissime le scuole che hanno messo al bando, più o meno gradualmente, la plastica. Lo scorso aprile la scuola primaria  “La Pieve” di Castelnovo ne’ Monti (RE) è stata premiata da Cittadinanzattiva, nell’ambito del premio Vito Scafidi per le buone pratiche, proprio per questo motivo.
Nel comune di Bagno a Ripoli, alle porte di Firenze, all’inizio dell’anno scolastico si è raggiunto il 100% di mense plastic free: in 15 scuole su 16 le stoviglie sono lavabili, si beve “acqua del sindaco” servita in brocche, la frutta viaggia in sacchetti bio e i pasti inviati da fuori arrivano in vaschette di acciaio. Tutto questo ha coinvolto 1800 bambini, e, sulla bilancia, porta a oltre 21 tonnellate di plastica risparmiate ogni anno.
Ma la scommessa ambientale corre davvero lungo tutto lo Stivale: in Sicilia, in provincia di Agrigento, l’Istituto Comprensivo “Bersagliere Urso” di Favara ha dichiarato guerra tutto quello che è in plastica. Via le cannucce, via le stoviglie usa e getta, entra invece, tra le ore di lezione, quella di educazione ambientale.
A Cava de’ Tirreni, comune del salernitano, agli oltre 500 studenti delle mense cittadine è stato consegnato un kit che contiene due piatti, le posate ed un bicchiere in materiale completamente riciclabile da usare per i pasti di tutti i giorni.

Viva le borracce!

Una buona abitudine che si sta diffondendo è poi l’uso della borraccia: all’inizio di quest’anno scolastico in molti Comuni italiani sono state distribuite nelle scuole primarie e secondarie. È successo a Milano (con 100mila borracce donate ad altrettanti studenti), a Firenze e in moltissimi comuni, piccoli e grandi, di tutto il Belpaese: da Pegognaga, in provincia di Mantova, a Castiglione Cosentino (Cosenza) passando per Bonefro, piccolo comune del Molisano dove è stato il sindaco stesso ad acquistarle per i “suoi” studenti, con i fondi della sua indennità.

Erogatori d’acqua

Altri ancora i progetti che decolleranno ad anno scolastico iniziato: nel distretto turistico della Costiera Amalfitana, ad esempio, oltre alle 5mila borracce già distribuite, nelle scuole arriveranno addirittura gli erogatori di acqua corrente potabile, mentre nei 30 comuni della provincia di Forlì Cesena dovrebbero sparire le bottigliette di plastica sia dalle scuole, sia dalle biblioteche, sostituiti da erogatori e borracce in distribuzione a circa 45mila studenti. “In questo modo si spera che diminuisca progressivamente l’uso di acqua minerale, ancora distribuita nel 66% delle mense scolastiche”, commenta Adriana Bizzarri, responsabile Scuola Cittadinanzattiva.

Rispetto dell’ambiente: sempre più Pedibus

Altra buona pratica scolastica a impatto zero, importatadal Nord Europa già dagli anni ’90 e oggi ben consolidata anche in Italia, è il Pedibus. Si tratta di un vero e proprio “autobus umano”: un gruppo di bambini che si dà appuntamento in un luogo per andare a scuola tutti insieme, rigorosamente a piedi e guidati da uno o più adulti di riferimento. Nelle città in cui questo servizio è più diffuso – come ad esempio Prato e molti altri centri urbani di Lombardia, Veneto e Emilia Romagna – ci sono più linee e tante fermate e si arriva a contare anche 200 bambini delle scuole primarie che partecipano ogni giorno. Si tratta di un sistema di mobilità alternativa pieno di benefici: non inquina, educa alle passeggiate e al rispetto dei segnali stradali e invoglia anche gli adulti (spesso pensionati volontari) a mettersi in moto. C’è persino una rete nazionale.

Le Green School

A proposito di reti nazionali, da segnalare anche il forum delle Green School. Si tratta di un progetto coordinato dalla Provincia di Varese e Agenda 21 Laghi che certifica le scuole della provincia che si impegnano con gesti concreti di sostenibilità ambientale. Il marchio di Green School è un vero e proprio bollino che si ottiene rispettando dei requisiti, tra i quali la riduzione delle emissioni di Co2. Un esempio? Nella scuola secondaria di primo grado Giovanni XXIII di Cittiglio, lo scorso anno, 108 alunni sono stati coinvolti attivamente per monitorare che la raccolta differenziata venisse fatta correttamente e che le luci non rimanessero accese inutilmente, con tanto di nomina di “guardiani dei cestini” e “guardiani della luce”. Lo scorso anno scolastico ben 119 scuole hanno ottenuto la certificazione di “Green School”.

 

di Giulia Righi

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