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Sesso e bambini: l’imbarazzo dei genitori

'Certe domande' arrivano come fulmini a ciel sereno tanto da imbarazzare mamma e papà. Uscire dall’impasse si può. Noi vi diciamo come

Sesso e bambini: l'imbarazzo dei genitori

Cominciamo con tre dati dell’Ordine degli Psicologi della Regione Marche: il 95% di noi adulti pensa che l’educazione sessuale dovrebbe essere materia scolastica, il 57% che dovrebbe iniziare alla primaria, il 37% alle medie. Se volessimo interpretare questi numeri, verrebbe da pensare che la maggior parte delle mamme e dei papà non sa come parlare di sesso ai propri figli, teme di commettere errori, si sente a disagio. Ecco perché tanti genitori eludono le domande dei bimbi. «Le mamme e i papà di oggi non hanno ricevuto alcuna educazione sessuale a scuola. Sono impreparati e sono stati abituati a non parlare di questi argomenti», dice Marco Rossi, presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale. Visto che il tema c’è, vediamo allora come trattarlo…

Educazione sessualeAi bambini spieghiamola così

Sesso: affrontare il discorso con serenità

C’è chi teme che sollecitare troppo presto l’interesse dei figli nei confronti del sesso possa spingerli a esperienze precoci. «Ma è l’esatto contrario», sottolinea Stefania Girelli, presidente dell’associazione L’Ombelico. «È la confusione a favorire la sessualizzazione prematura. Dove c’è un’adeguata educazione affettiva, i giovani giungono più tardi alla prima esperienza sessuale».
Che fare, allora, quando arriva una domanda diretta e l’imbarazzo impedisce la risposta? «Ammettere onestamente la difficoltà con il piccolo», continua Girelli. «La tua è una domanda bella, ma papà adesso non trova le parole per risponderti nel modo giusto. Ci penso un po’ e ne riparliamo». Poi, bisogna trovare un aiuto. «Si può cercare in biblioteca un libro adatto all’età del bimbo e leggerlo insieme», propone Rossi. Oppure ci si può rivolgere al consultorio o alla scuola per verificare la possibilità di un intervento comune.
In Italia, al momento mancano una legge o disposizioni generali del Ministero dell’Istruzione sull’educazione sessuale come materia di insegnamento e ogni scuola fa da sé, magari appoggiandosi a qualche associazione. «In questi casi, è fondamentale la collaborazione tra insegnanti e famiglie, che devono educare insieme», osserva Rossi. Suscitando la curiosità dei piccoli, incoraggiandoli a rivolgere domande, la scuola può fare da traino all’educazione affettiva da parte delle famiglie. «I figli, incuriositi dal programma svolto, pongono domande a casa», osserva Susanna Marongiu, ostetrica di un consultorio famigliare in provincia di Cagliari, «e offrono ai genitori l’occasione per parlare anche di valori, secondo il loro orientamento morale e religioso».

di Maria Cristina Valsecchi

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