Meningococco: scegli la prevenzione per i tuoi bambini!

Meningococco: scegli la prevenzione!

Meningococco: scegli la prevenzione!

Tra le malattie infettive più temute degli ultimi anni, c’è sicuramente la meningite da Meningococco. Perché è difficile da riconoscere, può diventare fatale in meno di 48 ore e, tra i sopravvissuti, nel 10-20% dei casi causa danni a lungo termine. Colpisce soprattutto bambini, adolescenti e persone con sistema immunitario compromesso. A oggi, il solo modo per proteggersi è la prevenzione vaccinale. Elena Bozzola, Segretario Nazionale della Società Italiana di Pediatria, pediatra infettivologo presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, spiega perché in 5 domande.

Perché la meningite da meningococco rappresenta uno dei problemi più gravi in pediatria? È sempre mortale? Che esiti può lasciare?

La meningite è un’infiammazione a carico del sistema nervoso centrale, in particolare delle membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale. Quella da Meningococco è causata dal batterio Neisseria meningitidis che, insieme allo Streptococcus pneumoniae, è più frequentemente coinvolto nell’età pediatrica. Ma, sotto i 4-5 anni, il più frequente è il Meningococco.

È considerato uno dei più gravi in pediatria perché è difficile da riconoscere e il tempo di accesso in PS è tanto più lungo quanto più il bambino è grande. Spesso si scambia per influenza, anche perché il picco di incidenza, da ottobre a febbraio, è sovrapponibile. Sappiamo che, in genere, i sintomi terminali compaiono tra le 15 e le 24 ore e spesso è troppo tardi. Il rischio di decesso è del 10%. Quello di sequele fisiche, neurologiche, complicanze uditive e psichiatriche è tra il 10/20%.

Secondo lei, vista l’esperienza dell’M-team, i genitori italiani sono sufficientemente informati sui rischi della meningite da meningococco?

Negli ultimi anni hanno sicuramente sviluppato un interesse. Che non porta sempre alla giusta consapevolezza, a causa delle tante opinioni e, spesso della cattiva informazione. Secondo le ultime ricerche, solo il 41% si dichiara consapevolmente informato. Campagne come questa dell’M-Team, alla quale partecipo in prima persona, nascono proprio per cercare di diffondere il più possibile le informazioni corrette. L’M-Team è una squadra di mamme voluta dal Comitato Nazionale Liberi dalla Meningite per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione di questa infezione e sulla importanza della promozione della salute del bambino a 360°.

Come mai avete puntato l’attenzione sul meningococco B? Ci sono bambini a rischio più elevato?

Esistono 13 sierogruppi in totale, ma solo alcuni sono virulenti per l’uomo. A, B, C, W e Y sono i peggiori. Il B è quello che attualmente ha un’incidenza maggiore nella popolazione pediatrica. E riconoscerlo non è facile. Febbre, rigidità nucale e cefalea, nel caso del tipo B, si trovano solo nel 27% dei casi. I sintomi più precoci, che si manifestano entro le prime 8 ore, sono molto generici: dolore alle gambe, piedi freddi, cute pallida… E anche quando si inizia precocemente una terapia, il rischio di decesso o di sequele a lungo termine è alto. Il vaccino è l’unica concreta possibilità per evitare di contrarlo.

I fattori di rischio di sviluppare malattia sono legati a tre fattori: microrganismo, ambiente ed ospite. Tra i fattori legati al microrganismo bisogna ricordare la virulenza e la concentrazione. Altra variabile è l’ospite: lo stato del suo sistema immunitario, l’età, eventuali patologie o sovrainfezioni possono indebolirlo e renderlo più aggredibile. Infine l’ambiente, in particolare il clima (più a rischio i climi tropicali e le stagioni invernali), i fattori sociali (frequentare luoghi affollati) e i fattori igienico-economici.

La vaccinazione nel lattante viene spesso consigliata in associazione alle altre: ha senso o occorre spostare i tempi della profilassi?

La raccomandazione è di seguire il calendario vaccinale. Con fiducia. Quando un bimbo nasce, è esposto a tutti i pericoli. L’incidenza maggiore è sotto i 4 anni. In particolare, sotto i 12 mesi, prima lo si protegge meglio è.

Fino a che età ha senso vaccinare il bimbo per il meningococco B? Qual è la curva dei casi in Italia?

Ha sempre senso, a ogni età. Qualche fattore di rischio, in un modo o nell’altro, lo abbiamo tutti. Il rischio è massimo sotto i 4 anni, un altro picco c’è nell’adolescenza, ma anche alle elementari i bimbi stanno in comunità e quindi a rischio di contagio. Senza considerare che esistono i portatori sani. Anche gli adulti e gli anziani sono esposti, quest’ ultimi, in genere, per comorbilità. Nessuno è a rischio zero.

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