Puntura di ape: cosa fare quando il segno non va via | Insieme

Puntura di ape: se il segno non va via

Se un frammento del pungiglione rimane nel tessuto può provocare una reazione infiammatoria e un piccolo nodulo. Ecco cosa fare

Puntura di ape: se il segno non va via

Il pungiglione dell’ape, al contrario di quello della vespa, è seghettato. Quando l’insetto punge rimane incastrato nella cute. Se la pelle del bambino o della bambina ne ingloba un residuo e produce una reazione infiammatoria sviluppa un piccolo nodulo. Il cosiddetto granuloma da corpo estraneo. È poco più di un inconveniente estetico, ma, in caso di puntura di ape con queste conseguenze, si consiglia una visita da un dermatologo.

Puntura di ape: trattamento

Bisogna osservare l’evoluzione del granuloma e capire se tende a scemare oppure a proliferare ulteriormente. Nel primo caso, l’infiammazione si estinguerà e il residuo di pungiglione verrà espulso spontaneamente. Per favorire la guarigione il dermatologo potrà prescrivere l’applicazione di una pomata al cortisone. Se invece il nodulo dovesse persistere o crescere, si può considerare l’idea di rimuoverlo. Come? Basta un piccolo e semplicissimo intervento ambulatoriale.

Puntura di ape: prevenzione

Per evitare problemi di questo tipo, in caso di puntura di ape o altro insetto bisogna detergere accuratamente la pelle. E rimuovere eventuali residui di pungiglione con una pinzetta sterilizzata con alcol o scaldata sulla fiamma. Poi lasciata raffreddare. Quindi conviene applicare sul sito della puntura un po’ di pomata al cortisone. Previenel’insorgere della reazione infiammatoria che può essere molto intensa e fastidiosa.

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Se a pungere è una zanzara

I bimbi atopici, cioè quelli con predisposizione alla dermatite atopica, hanno la pelle particolarmente reattiva ai morsi delle zanzare. Sviluppano pomfi vistosi e molto fastidiosi.
Non si può fare nulla per prevenire queste reazioni. L’atopia di solito si attenua con la crescita, quindi la situazione tende a migliorare spontaneamente col passare degli anni. Per lenire l’infiammazione si può applicare sui pomfi una pomata al cortisone.

Puntura di ape o vespa: shock

Se dopo una puntura di vespa o ape l’infortunato manifesta malessere o difficoltà respiratorie, bisogna portarlo subito al pronto soccorso. Potrebbe essere allergico al veleno e rischiare uno shock anafilattico.

in collaborazione con Andrea Diociaiuti, responsabile del Centro delle Dermatosi Croniche Complesse e Genodermatosi –  Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma

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