Allarme social media: il decalogo della Polizia Postale | Insieme
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Allarme social media: il decalogo della Polizia Postale

Allarme social media: il decalogo della Polizia Postale

Allarme social media, di nuovo nel mirino dei genitori dopo che, di recente, un padre inglese ha accusato Instagram di aver contribuito a spingere al suicidio la figlia quindicenne. Un’accusa pesante che riporta a galla le paure di mamme e papà che vedono i loro figli affascinati dalla tecnologia e da Internet, ma non sanno come aiutarli a difendersi. «Anzitutto bisogna dedicare del tempo ai nostri figli», suggerisce Lisa Di Berardino, vice questore della Polizia Postale e delle Comunicazioni. «I minori vanno accompagnati nella navigazione in rete. Non si può pensare di delegare questa responsabilità ad altri».

D’obbligo il controllo

E’ importantissimo esercitare un’attività di controllo, non in senso negativo. «Nel senso, casomai, di verificare cosa fanno i bambini dopo che abbiamo dato loro indicazioni. Prima c’è la spiegazione. Poi non si può abdicare al compito del genitore di accompagnare questi ragazzi nella navigazione. Alla fine della giornata, nel weekend e durante le vacanze occorre trovare il tempo per verificare cosa fanno al telefonino, con chi si interfacciano. Altrimenti, è come se lasciassimo soli i nostri bambini nella piazza di qualche megalopoli sconosciuta». Anche quando sta in camera sua, infatti, il bambino può essere in pericolo, se ha un telefonino in mano. Ecco perché servono regole precise sin da subito. Come quelle messe a fuoco dalla Polizia Postale, che da vent’anni si occupa di prevenzione nel settore delle comunicazioni. E in quello informatico. Eccole.

New mediaCome proteggere i bambini

L’importanza della scelta

Scegliete per i vostri figli un computer portatile o fisso da usare per la navigazione in Internet. Posizionatelo in una stanza centrale della casa piuttosto che nella camera dei ragazzi. Evitate di lasciare cellulari e dispositivi elettronici nella loro stanza anche durante la notte. Questo vi darà la possibilità di dare una fugace occhiata mentre lavora al computer. E di prevenire che di notte si colleghi via chat e video.

Occhio ai tempi

Per non incrementare l’ allarme social media, non lasciate i ragazzi troppe ore in rete. Date dei tempi, come si faceva una volta con la televisione. Se il pc serve per studiare avranno un tempo, se per giocare un altro tempo e comunque non deve assorbire tutto il loro tempo libero. Il bambino deve avere spazio per svolgere attività ricreative con altri ragazzi ma anche nella vita reale. Preoccupatevi di aiutarlo ad organizzarsi in questo senso.

Allarme social media: sì ai filtri

Per la navigazione dei piccoli esistono molti software che funzionano da filtro. Scegliete qualche software tra quelli disponibili. Quindi spiegate che si tratta di una misura di sicurezza indispensabile. E verificate periodicamente che i filtri funzionino in modo corretto. Anche per evitare che i nativi digitali diventino più abili del genitore sotto il profilo tecnico e riescano ad aggirarli. Nel ual caso, altro che allarme social media.

Niente dati personali

Insegnate ai vostri figli l’importanza di non rivelare in rete i dati personali. Nome, cognome, indirizzo, età, numero di telefono, orario della scuola, nomi degli amici: tutto top secret! Dite che non devono mai pubblicare su Internet foto di sé e degli amici, se sono minori. Basta spiegare che è pericoloso. E non vanno fornite informazioni che riguardano vita personale e familiare.

False identità

Occhio ai ragazzi giocano online, nei forum e nelle chat. Verificate che non diano mai dati personali, perché chi si spaccia per bambino potrebbe invece essere un adulto che si nasconde dietro una falsa identità per adescare il minore. Quando si vede un figlio che gioca su Internet si deve chiedere con chi gioca. Se è una persona nota e reale non ci sono problemi. Se non è una persona conosciuta, occorre verificare che non abbia fatto domande personali. O parlato di altri temi magari personali.

Solo programmi sicuri

Insegnate loro a non scaricare i programmi se non ne conoscono bene la provenienza. Potrebbero contenere virus che poi danneggiano i computer. O delle brutte sorprese. Magari il film titolato ‘Biancaneve e i sette nani’ nasconde un video di pedopornografia…

Incontri: dal virtuale al reale? No, grazie!

Dite ai bambini di non incontrare mai le persone conosciute su Internet. Se decidono di farlo, occorre che avvertano i genitori e prendano appuntamento in luoghi affollati.

Il diritto alla privacy… altrui

Ricordate ai bambini che le immagini sia loro che degli altri sono proprietà privata. Quindi non si possono mettere foto e filmati fatti con il telefonino in chat o sui social network. Una volta in rete, possono anche continuare a girare contro volontà di chi è ritratto.

Ma quale low cost?

Spiegate ai ragazzi che, quando su Internet trovano prezzi allettanti di oggetti che nel mondo reale costano di più, non devono abboccare. Nessuno regala nulla. Quindi, se si riceve un’offerta o un dono, in realtà poi lo si paga in un altro modo. Ovvero con le informazioni che vengono fornite. Le promesse di ricariche, di regali e offerte devono far scattare il campanello di allarme. I criminali usano questi mezzi per carpire la fiducia dei ragazzi.

Simple as that

Chiarite ai vostri figli che il telefonino è un mezzo di comunicazione. In quanto tale, impone una cautela analoga a quella che si ha nei confronti dei computer. Per i più piccoli scegliete un modello semplice ed essenziale. E cioè senza telecamere e fotocamere che useranno quando cresceranno e saranno più consapevoli.

di Caterina Belloni

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