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Anziani: una risorsa irrinunciabile per tutti i bambini!

Anziani: una risorsa irrinunciabile per tutti i bambini!

Che i nonni, gli anziani in genere, siano un dono del cielo è cosa così certa che è stata creata una festa per celebrarli. Il vantaggio, però, non consiste solo nell’aiuto pratico in termini di assistenza, quando i genitori sono impegnati con il lavoro. Il tempo trascorso insieme genera, infatti, notevoli benefici. Lo sostiene una ricerca appena condotta in Inghilterra dall’associazione United for All Ages. Associazione fondata nel 2010 per sviluppare politiche di condivisione con persone di tutte le età che collaborano e trascorrono tempo insieme.

NonniImpossibile farne a meno

Lo dicono i dati

I piccoli che frequentano degli anziani, a casa o in programmi integrati con le case di riposo, conseguono un miglioramento notevole delle competenze di comunicazione. E poi potenziano la loro capacità di leggere. Sviluppano l’abilità di socializzare e rapportarsi con il mondo esterno. Tre risultati importanti, che hanno spinto il ministro inglese della salute Matt Hancock a lanciare un progetto per accrescere questa collaborazione tra asili, scuole e case di riposo. Secondo il suo programma, entro il 2023 in Inghilterra dovranno essere attivati almeno 500 centri di interscambio tra le diverse generazioni. Obiettivo: aiutare bimbi e nonni a stare meglio.

Lo ribadisce l’esperta

Un progetto interessante, che raccoglie il pieno consenso di Emilia Ropa, 43 anni, educatrice e madre di due bambini, Gioele ed Emanuele. «Mio padre è anziano, viene spesso da noi e per i miei figli è una grande risorsa», esordisce. «Nonostante abbia un deficit di memoria, per loro è una presenza importantissima. Quando si mette a leggere un libro ai bambini e magari ai loro amici, riesce a tenerli quieti per mezz’ora senza problemi, anche se hanno già letto quel libro milioni di volte. Lui legge in maniera meravigliosa, facendo vedere bene tutto come se fosse la prima volta. E loro sono incantati e ascoltano». Un’esperienza personale che porta Emilia Ropa a confermare le scelte del governo inglese. Anche secondo lei, il rapporto tra bambini e anziani è fondamentale perché giova agli adulti, ma fa bene soprattutto ai piccoli. Per almeno cinque buone ragioni. Eccole.

L’elogio della lentezza

«Anzitutto gli anziani fanno scoprire ai bambini la bellezza della lentezza», spiega Emilia Ropa. «I miei figli quando si muovono non camminano, ma in genere corrono e poi fanno tutto velocemente. Con il nonno invece scoprono la bellezza di fare le cose con calma. Anche perché gli anziani sono metodici e precisi: insegnano un altro ritmo e fanno capire che ci sono cose che è bello fare con tranquillità».

I bambini: la memoria dei nonni

Il secondo vantaggio consiste nel fatto che i bambini con gli anziani si allenano a cogliere negli altri sempre l’aspetto della risorsa. «I bambini non contestano e non si arrabbiano se il nonno è smemorato o si ripete», dice l’esperta. «Da un lato, a loro piace ripetere le regole. Quindi lo fanno senza fatica o fastidio. Dall’altro si sentono competenti rispetto a delle cose perché diventano la memoria del nonno e questo li fa stare bene. Quanto agli anziani si scoprono come una risorsa e ciò li rende felici, pieni di fiducia e autostima».

Oltre gli orizzonti

Il terzo beneficio deriva dal fatto che nel rapporto con gli anziani, i bambini allargano l’orizzonte dei canali comunicativi. «Genitori e insegnanti sono molto parolacentrici. Invece gli anziani hanno dei linguaggi più immediati, che passano dallo sguardo e dal fare le cose insieme. I bambini colgono la cura e la tenerezza, che arriva anche a compensare gli eventuali deficit. Fare le cose insieme, giocare o disegnare crea un canale privilegiato e profondo».

Anziani: i custodi della memoria

Un ulteriore vantaggio deriva, poi, dal fatto che gli anziani sono i custodi della memoria. Raccontano, fanno riscoprire l’importanza del passato e delle storie. Costruiscono con le loro parole un universo di riferimento e dimostrano quanto sia bello saper ricordare e sforzarsi di farlo. Una tendenza che nel mondo di oggi, dove per trovare e scoprire tutto bastano un paio di click sul cellulare, ha risvolti educativi essenziali.

Multitasking? No, grazie!

Il quinto aspetto che rende utile il contatto tra questi due mondi è ancora più interessante. «Gli anziani sanno focalizzare e, frequentandoli, anche i bambini imparano a focalizzare. A concentrarsi su una cosa per volta senza fretta, accantonando il vizio del multitasking che caratterizza i genitori», conclude Emilia Ropa. «Le persone di età avanzata hanno la capacità di concentrarsi sul rapporto con i bambini, senza distrazioni. Questo da una parte li rende felici. Dall’altra insegna loro che c’è un altro modo di vivere oltre a quello frenetico che caratterizza gli adulti più giovani». E spesso li vede presenti fisicamente ma allo stesso tempo assenti per quanto riguarda il pensiero. Distratti da mille incombenze e programmi, quando invece i piccoli sognano solo di giocare e ridere con loro».

di Caterina Belloni

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