Bebè in arrivo: come preparare l'amico pet all'evento | Insieme

Bebè in arrivo: come preparare l’amico pet all’evento

Quando la famiglia si allarga, cani e gatti risentono del cambiamento di ritmi e abitudini e possono sentirsi esclusi. Il segreto? Giocare d’anticipo...

Bebè in arrivo: come preparare l'amico pet all'evento

La nascita di un bambino è un evento gioioso che porta con sé momenti molto piacevoli. Ma allo stesso tempo stravolge la vita, modificando abitudini e ritmi quotidiani. Se in famiglia ci sono animali, questo si ripercuote inevitabilmente anche su di loro. C’è un modo per far sì che l’arrivo del bebè non venga vissuto dal nostro amico a quattro zampe soltanto come un fastidioso scompiglio? Sicuramente sì. Basta giocare d’anticipo. E mettere in atto qualche piccolo accorgimento per prevenire disagi e inconvenienti.

Bebè in arrivo: nuovi spazi, nuovi rumori

Il primo consiglio è quello di preparare per tempo arredi e oggetti che serviranno alla cura del bambino. «In questo modo il cane, o il gatto, potrà abituarsi ai cambiamenti che ci saranno in casa», spiega Elena Borrione, medico veterinario esperta in comportamento animale a Torino e provincia. «A poco a poco, il nuovo assetto dello spazio gli diventerà familiare. Così come i rumori, per esempio quello della giostrina da appendere sopra il lettino. E gli odori, come quelli dei prodotti per la toeletta o per il bucato del bebè».

Occhio alla privacy

Può essere il caso di considerare ed eventualmente modificare anche gli spazi di privacy riservati al nostro amico a quattro zampe. «Magari il micio era solito accoccolarsi sulla mensola della sala. Luogo che, per le visite dei parenti in arrivo dopo la nascita del piccolino, non sarà più il posto tranquillo di prima», osserva l’esperta. «In questo caso, potremmo acquistare una nuova struttura su cui il gatto possa arrampicarsi. E posizionarla in un luogo più riparato. Lo stesso discorso vale per la cuccia di Fido».

Animali in casaPerché sì

Se c’è bisogno di aiuto

Organizzare preventivamente quella che sarà la nuova routine domestica è un’altra mossa importante. «È senz’altro una buona idea rivedere la suddivisione dei compiti. E stabilire nuovi ritmi sulla base delle mutate esigenze familiari», commenta l’esperta. «Può darsi, per esempio, che certi orari, come quello della passeggiata di Fido, debbano essere modificati. Oppure si potrebbe presentare la necessità di una figura esterna che si occupi, per un po’, di questa incombenza. Meglio chiedere per tempo la disponibilità del parente o dell’amico che potrebbe darci una mano. O ricorrere a un dog sitter. Nel qual caso sarà bene presentarlo al più presto al nostro amico animale. In questo modo alla nascita del bebè la sua presenza non costituirà per lui un ulteriore cambiamento».

Ti presento il piccolo

E veniamo al momento dell’incontro vero e proprio. «Ancora prima dell’arrivo del neonato, se possibile, sarebbe bene che il papà portasse a casa dall’ospedale un suo camicino. O una sua tutina usata affinché l’odore del piccolino diventi familiare», afferma Borrione. «Basterà ‘dimenticarla’ sul bracciolo del divano. E aspettare che il nostro amico la scopra e vada ad esplorarla per conto proprio. Va assolutamente evitato, invece, farla odorare forzatamente, sventolandogliela davanti al muso. Il gatto la vivrebbe come un’imposizione e, quindi, come qualcosa di poco piacevole, che finirebbe per associare alla presenza del bebè. Il cane potrebbe interpretarlo come un gioco e questo lo porterebbe a interagire in modo troppo vivace con il neonato stesso.

Gratificare è importante

Se poi, mentre l’animale sta annusando i vestitini, lo si gratifica o lo si coccola, questo gli consentirà di associare la presenza di quell’odore con qualcosa di positivo e di piacevole». Allo stesso modo, è bene che la presenza del bebè non sia imposta. Ma che l’incontro avvenga in un clima di serenità. «Riguardo al cane, è opportuno che a entrare in casa con il piccolino in braccio sia il papà. La mamma sarà così disponibile alle feste che l’animale le riserverà. Ancora meglio se la mamma, al suo rientro, riuscisse ad andare a fare una passeggiata con Fido. Un modo per sottolineare che l’affetto per lui rimarrà immutato». E per quanto riguarda il gatto? «All’inizio potrebbe sembrare indifferente», commenta la veterinaria. «Non forziamolo all’incontro: verrà a curiosare quando ne avrà voglia».

di Francesca Mascheroni

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