Capre: per noi Bruni una passione di famiglia | Insieme
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Capre: una passione di famiglia!

Ma quale ironia?! Guido e Monica con questi simpatici quadrupedi convivono davvero: «Ci insegnano il rispetto e la comprensione», spiegano all’unisono. Poi dei figli dicono che...

Capre: una passione di famiglia!

Lui, al secolo Guido Bruni, classe 1961, è un entusiasta agronomo zootecnico, specializzato in produzione animale. Lei, Monica Brenga, 10 anni tondi tondi in meno, è architetto convinto (e molto altro ancora) al Parco Regionale Campo dei Fiori di Brinzio, in provincia di Varese. Detta così, sembra che non abbiano alcunché da spartire l’uno con l’altra. Fatto sta che dal primo incontro, avvenuto per questioni di lavoro, al giorno del matrimonio sono intercorsi solo tre mesi. Pareva una scommessa, ancor prima che uno scambio di promesse. Eppure la loro intesa si perpetua ancora oggi e, ogni giorno, pone le basi per un futuro stimolante. Il segreto? La condivisione di una vita semplice, con le loro amiche capre, ma fortemente impegnata in difesa di un Pianeta che soffre, dilaniato com’è da un incalzante inquinamento. E il desiderio di un’esistenza ‘agreste’ che convince e motiva entrambi e che entrambi vogliono lasciare in eredità ai figli.

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Due: il ‘lord’ e la ‘ado’

Ovvero Nicolò, 8 anni, e Francesca, 15, che ha un altro papà, ma che con Guido ha un rapporto straordinario, nonostante gli sbalzi d’umore tipici dell’età. «Di quelli che mettono a dura prova persino la pazienza di noi mamme», ammette sospirando Monica. «È il periodo. Poi, però, quando penso che Francesca ha trascorso la sua ultima estate a studiare indefessamente per passare da una scuola superiore, scelta da me, a un’altra, quella che avrebbe voluto frequentare fin da subito, non posso che inchinarmi a lei e dire: ‘chapeau’». Chapeau anche per come Francesca, la sola che riesca a sbaciucchiarsi il fratello persino a bordo di un mezzo agricolo, si prende cura di Nicolò, per tutta la famiglia ‘Lord Precisetti’. «Precisetti perché è molto attento alle sue cose, in particolar modo ai quattrini: ha un concetto del risparmio più unico che raro», spiega Monica. «Lord nel senso che è… ‘lordo’: fargli lavare i denti è talvolta un’impresa. Per fortuna cerchiamo di mangiare sano. Considerato che bazzichiamo tra le capre, una buona carica di calcio giornaliera, tra latte e derivati, non ce la toglie nessuno».

Capre: una passione viscerale

E’ quella della famiglia Bruni per le capre. «La preferita di Guido sono io», scherza Monica, bruciando sul tempo la più scontata delle battute. «Ormai ci sono abituata: gioco d’anticipo, passando per una delle tante capre, e così non gliela do vinta». Un siparietto che la dice lunga su quanto marito e moglie siano affiatati. «Trascorriamo molto del nostro tempo distanti: il mio lavoro mi porta spesso a trasferte impegnative, tra la Francia e l’intero territorio italiano», racconta Guido. «Nonostante questo, il rapporto di coppia è più vivo e complice che mai. Gran parte del merito va a Monica, al suo essere autentica, entusiasta e verace. Tipico temperamento di quel Sud in cui affonda le sue radici. È intorno a lei che, spesso, ruota la famiglia. E anche quando penso di avere il comando, in realtà dietro c’è la sua regia. È splendido potersi affidare senza competizione, ma in assoluta complementarietà».

Un gioco di equilibri

Tant’è il ménage dei Bruni. Che possono fare leva anche su una dose massiccia di serenità, data dalla fortuna di svolgere lavori appassionanti. «Sono un architetto e questo basterebbe a fare di me una donna appagata», ammette Monica. «Ma c’è di più. Il mio quartier generale è nel Parco Regionale Campo dei Fiori, delimitato a nord-ovest dalla Valcuvia, a est dalla Valganna, a sud dalla città di Varese. Le pareti del mio ufficio sono fatte di piante di ogni specie che nascondono una varietà faunistica importante. Senza contare le rilevanti presenze storico-architettoniche. Cosa volere di più?».

Un hobby magari

«Io ne ho più di uno», seguita Monica. «Adoro disegnare e dipingere. In genere lo faccio di sera, approfittando del riposo dei guerrieri. Do la buonanotte a Nicolò e Francesca, preparo pennelli & co, torno nella loro camera, li ‘respiro’ – amo sentirne l’odore mentre dormono – quindi mi metto a creare. Principalmente per me, anche se non mi tiro indietro quando mi chiedono bozzetti per copertine di libri o scenografie». Ogni sera è diversa per Monica che riferisce di un amore incondizionato per la danza, «purché sia moderna», tiene a precisare lei. E per il giardinaggio: «I sei gradini di ingresso della nostra casetta, in un ameno complessino anni Trenta, sono tripudio di fiori e piante aromatiche». Poi è la volta dei fumetti: «Vantiamo una ricchissima bibliografia: da Guy Delisle ad Andrea Pazienza, passando per Milo Manara, François Bourgeon, Vanna Vinci… Il bello è che ce li contendiamo, ragazzi inclusi. E questo mi rende felice perché li vedo crescere curiosi e creativi, con tanta voglia di inventare storie e situazioni nuove in qualunque ambito si cimentino, che sia didattico o ludico. Il tutto senza tecnologia che, comunque, non demonizziamo. Io trovo che sia una avvincente rivoluzione mentale, voi che dite?».

di Chiara Amatifoto Betty Colombo per Insieme

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