Cinque modi per fare ecologia senza saperlo | Insieme
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Ecologia, 5 modi per farla senza saperlo

Ecologia, 5 modi per farla senza saperlo

Ogni giorno è quello giusto per riflettere sulle azioni atte a fermare il consumo di risorse naturali che stiamo sottraendo alle generazioni future. Prima di tutto ai nostri figli, che dovranno fare i conti con l’acuirsi dello scioglimento dei ghiacci. Ma anche con una deforestazione inarrestabile, con una meteorologia sempre più schizofrenica… Se tutto concorre a farci sentire consapevoli dei nostri errori quotidiani, è difficile che le persone ‘non impegnate’ si soffermino a pensare alle cose che, seppure involontariamente, fanno per aiutare il Pianeta. Lo abbiamo appreso dalle testimonianze di alcuni genitori, ecologisti inconsapevoli. E assolutamente da emulare in quel che fanno sul fronte ecologia.

1. Il gioco dell’acqua

Ovvero ‘accendi-spegni-spegni-accendi’. Un rituale che mamma Francesca fa con i suoi tre bimbi. E che ognuno, poi, personalizza. «Ad esempio Samuele, 6 anni, sotto la doccia si diverte a insaponarsi tenendo il rubinetto dell’acqua chiuso. Lo stesso fa Viola, 4, quando si lava i dentini. Giacomo, 2 anni e mezzo, è ancora piccolo ma, anche solo per spirito di emulazione, copia quel che fanno i fratelli».

«Un ottimo esempio di ecologia: da seguire», commenta Annalisa D’Onorio che di Slow Food è responsabile del progetto Orto in Condotta. «Magari spiegando ai bambini, estremamente sensibili, che i loro coetanei in Africa hanno a disposizione molta meno acqua. Tra i 12 e i 50 litri al giorno rispetto a noi italiani, in cima alla hit dei più spreconi d’Europa con 250 litri al giorno. Proprio perché sono sensibili, e molto ricettivi, abituiamoli a fare docce veloci, quindi a basso consumo. E con del sapone al posto del bagnoschiuma: è persino più economico».

2. Meno smog per tutti

Per papà Davide, che si trincera dietro a un «noi per non facciamo niente!», è importante spegnere il motore dell’auto a semaforo rosso. «Se non lo faccio è Edoardo, neppure 7 anni, che me lo ricorda». Elisabetta con Anna, 7 anni, Gabriele, 4, e Maria, appena 2, si sposta sui mezzi pubblici o a piedi. «Non sempre il tempo lo permette, ma mi piace l’idea di abituare i miei figli a camminare. O a cavarsela a bordo di autobus e metropolitane. In fondo è pure divertente». E pure questa è ecologia.

Anche Stefano è un papà green quando a Giulia, 11 anni, e a Nicola, 8, propone di usare le scale al posto dell’ascensore. «Capita che alle volte sbuffino, ma poi le fanno di buona lena. Motivati per lo più dall’effetto salutare che si traduce in gambette atletiche e scattanti».

«Ai bambini delle 500 scuole che aderiscono al progetto Orto in Condotta», spiega Annalisa D’Onorio, «diamo anche dritte in termini di condizionamento e riscaldamento. Da non alzare troppo in estate e in inverno. Un solo grado, in più o in meno corrisponde, a ben 340 kg di anidride carbonica risparmiati».

3. Ecologia: plastica, addio!

Anna e Luca non ci fanno tanto caso – è routine -, eppure il loro esempio è arrivato dritto a Federico, 4 anni e mezzo. Che ci spiega: «Quando facciamo la spesa, usiamo i sacchetti che si sciolgono perché gli altri ci mettono tantissimo per scomparire». Per Annalisa D’Onorio «Federico ha ragione: un sacchetto di plastica impiega circa 400 anni per essere smaltito naturalmente. Quel che è peggio è che i rifiuti in plastica causano, ogni anno, la morte di 1 milione di uccelli. E di oltre 100.000 mammiferi marini».

Insieme ad Andrea, 4 anni, Cristina gioca con la plastica, ma anche con carta e cartone, vetro, metalli… «In casa è lui l’addetto ai rifiuti. Se qualcuno sbaglia a differenziare, il rimprovero arriva puntuale. Nessuno sconto, neppure a Lorenzo e Tommaso, i gemellini di soli 16 mesi! Nasce comunque tutto come un gioco». Bambini super green sono anche Christopher, 6 anni, e Giada, 8, che riciclano pure l’olio esausto di frittura. «Lo buttiamo in discarica», racconta mamma Pamela. «Mai nel lavandino, anche fossero poche gocce. Un gesto tutto sommato normale che non ci costa fatica». Ma che ha un grande risvolto eco dal momento che un litro di olio nelle falde acquifere inquina fino a un milione di litri d’acqua. In discarica, invece, viene raccolto e opportunamente rigenerato.

4. Il televisore non ha paura del buio

A luci spente si risparmia. Anche se le luci sono quelle piccole, piccole degli elettrodomestici. «Sembrano innocue, ma ho scoperto che sprecano molta energia», testimonia ancora Stefano. «Vero», commenta D’Onorio. «La lucina di un televisore lasciato in stand-by tutta la notte, ad esempio, consuma come se guardassimo due film. Mentre una lampadina fluocompatta da 15 watt illumina tanto quanto una comune lampadina da 60 watt. Ma… consuma cinque volte meno e dura dieci volte di più. Perché allora non giocare a sostituire, man mano che si bruciano, le lampadine dispendiose?».

5. Il tempo delle mele (e anche delle fragole)

La sostenibilità, in fatto di ecologia, si apparecchia anche a tavola. «Con frutta e verdura di stagione», continua mamma Francesca. Se i miei bambini a novembre chiedono le fragole, o ad agosto le arance rispondo loro che ogni frutto ha il suo mese preferito, quello in cui nasce, cresce e dà il meglio di sé». Meglio aspettare, perciò, che sia maggio. «E preferire prodotti locali», conclude D’Onorio. «Sono più saporiti e ricchi di nutrienti perché arrivano prima sulle nostre tavole. Non da meno, restituiscono ai bambini il senso della provenienza dei cibi e della loro stagionalità. Se bio, poi, ancora meglio. Le colture biologiche sfruttano la naturale fertilità del suolo. Escludono l’utilizzo di sostanze chimiche e di organismi geneticamente modificati. Promuovono la biodiversità dell’ambiente in cui ci si trova». Fate anche una sola cosa di tutto ciò senza rendervi conto? Allora anche voi siete genitori ecologisti…

di Chiara Amati

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