Fratelli: un'incredibile risorsa per il resto della vita | Insieme

Fratelli: una risorsa per la vita

Si amano, ma poi litigano, giocano, poi discutono. E stando insieme imparano a sviluppare competenze e abilità relazionali

Fratelli: una risorsa per la vita

Crescere con uno o più fratelli accanto sta diventando un evento sempre più raro in Italia. A rivelarlo sono i dati Istat che, per il 2017, ci parlano di una media di 1,34 figli per donna. Una cifra in continuo calo, così come la percentuale delle famiglie numerose, composte da cinque o più persone, che lo scorso anno è scesa al 5,4%. Un peccato, dato che gli esperti sottolineano che un fratello, oltre a essere una preziosa compagnia negli anni dell’infanzia, può rivelarsi un alleato per la vita.

Stimolare la complicità

«Chi ha un fratello non è mai solo. Cresce anzi con un compagno di giochi sempre disponibile e ha qualcuno con cui condividere i momenti felici. Ma anche le tempeste emotive che si verificano in famiglia, come le liti tra i genitori», sottolinea Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Milano. «Grazie ai fratelli si sperimenta un assetto cooperativo e i bambini imparano a fare squadra». Ma qual è il compito dei genitori? Che cosa possono fare (o non fare) mamma e papà per favorire l’alleanza?

Il ruolo dei genitori

«Ci sono bambini che vanno spontaneamente molto d’accordo e altri che appaiono più in competizione tra loro. Questo dipende da diverse variabili. Ad esempio il temperamento, le fasi della crescita, il modo in cui il primogenito ha vissuto l’arrivo del fratellino». A dirlo è Rosalinda Cassibba, professoressa di psicologia dello sviluppo. E direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell’Università di Bari. «Quello che possono fare i genitori è evitare che i figli si sentano in gara per conquistare la loro attenzione e il loro apprezzamento. Come? Accogliendo e valorizzando le peculiarità di ognuno, permettendo ai bambini di coltivare le proprie passioni e mostrando interesse per queste. C’è il figlio portato per lo studio e quello più dotato nell’attività sportiva. C’è il piccolo più riflessivo e quello più intraprendente:
è importante gratificare ognuno, riconoscendone qualità e impegno in qualunque ambito».

FratelliniCome evitare gelosie e bisticci

Fratelli: un posto per ciascuno

In pratica, il genitore è chiamato a riconoscere che ogni figlio è un mondo a sé. In quanto tale, con un carattere e dei bisogni spesso differenti da quelli dei fratelli. «I bambini hanno bisogno di sentire che mamma e papà li conoscono e li apprezzano nella loro diversità». A darne conferma è Monica Castagnetti, psicopedagogista a Milano. «Ecco perché l’equità del genitore non consiste nell’offrire le stesse cose a tutti, ma nel dare a ciascuno ciò che gli serve».

Sulla stessa frequenza

È necessario, dunque, sintonizzarsi con ogni bambino e accogliere le sue specificità. Questo vale sia per le attività a cui dedicarsi insieme, in famiglia.
Sia per la scelta di corsi e proposte extrascolastiche. «Se un bimbo ha un carattere vivace, è inutile cercare di trattenerlo mezz’ora sul divano a leggere le fiabe. Magari funziona con la sorella che apprezza le attività più tranquille», considera Cassibba. «Diverso è anche il modo di apprendere di ogni bambino. C’è chi non sopporta la ripetitività e ha bisogno di stimoli sempre diversi. C’è chi si sofferma a lungo su ogni cosa nuova. Compito del genitore è comprendere cosa ‘funziona’ meglio per ciascun figlio e agire di conseguenza».

Come conciliare richieste differenti?

Se, ad esempio, la domenica uno dei bambini vuole restare a casa a giocare e l’altro chiede di andare al parco, come evitare il conflitto? «Domandando a ogni figlio perché vorrebbe dedicarsi a un’attività piuttosto che all’altra. E mostrando, così, interesse per il vissuto e i desideri di tutti», risponde Rosalinda Cassibba. «Poi si cerca insieme un accordo. Un compromesso che risulti abbastanza soddisfacente, sottolineando che in una famiglia è giusto tenere conto delle esigenze di ognuno».

di Giorgia Campaniello

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