Halloween: una festa per i bambini? | Insieme

Halloween: una festa per bambini?

Molti pensano che sia una festa diseducativa perché semina terrore, soprattutto tra i bambini più piccoli. Ma è ben altro, parola dell'esperta

Halloween: una festa per bambini?

A detta dei più, l’evento in questione è fin troppo diseducativo. Non tanto per le origini: la ricorrenza, americana, nulla ha a che fare con le nostre tradizioni. Quanto piuttosto per quel che infonde: un senso di indicibile paura mista a terrore. E se i più grandi ben si destreggiano tra streghe, zombie, fantasmi & co, i piccoli potrebbero subirne gli effetti horror. Ma siamo sicuri che tutto questo corrisponda al vero? E se, invece, Halloween avesse un risvolto pedagogico?

Le sue paure?Gestiscile così

Il significato della parola

Intanto sgombriamo il campo da ogni (ir)ragionevole dubbio: Halloween è una festa ‘luminosa’ istituita il 1° novembre del lontano 835 d.C. per celebrare i santi, non gli zombie. Il vocabolo inglese deriva dal verbo hallow, santificare, e dal vocabolo een, vigilia, da evening = sera: quindi vigilia dei santi. Come molti altri appuntamenti della tradizione cristiana (si pensi alla Pasqua e al Natale), anche questa solennità inizia nella notte, non per spaventare, ma per condividere insieme un momento di gioia.

Halloween: un’occasione per stare insieme

Già questo dovrebbe bastare a rassicurare. Halloween è, dunque, una festa positiva. A ciò, l’educatrice Emilia Ropa aggiunge che «Halloween è una interessante occasione per riscoprirsi felici e complici insieme ai propri figli. Magari realizzando dei lavoretti insoliti. Il tempo trascorso con mamma e papà nel tentativo, ad esempio, di intagliare una zucca o di creare un pipistrello di cartoncino, è impagabile per i nostri bimbi. Senza contare che, insieme, possiamo rispolverare il gusto per una certa manualità».

La magia del travestimento

«Indossare un costume equivale, spesso, a mettersi una maschera, quindi a nascondersi per negarsi agli altri», continua Ropa. Il che non è propriamente edificante. «Ma, se con travestimento si intende la possibilità di dare spazio alla fantasia per calarsi in ruoli diversi, per sperimentarsi in un personaggio differente e tornare, poi, se stessi, allora Halloween assume una connotazione magica perché diventa un volo metafisico. Che, in quanto tale, aiuta a esorcizzare la paura del diverso da noi», sottolinea ancora l’educatrice. «Ad esempio», spiega Ropa, «quando permettiamo ai nostri bambini di giocare e divertirsi con vampiri e streghe, queste figure finiscono per perdere quell’aura terrificante che li caratterizza. Se togli il lenzuolo al fantasma, il fantasma non c’è più. I genitori che aiutano i propri figli a travestirsi per Halloween possono lavorare con loro sulle paure proprio attraverso il gioco».

Verso una maggiore autonomia

Halloween è anche ‘viaggio’ vero e proprio alla ricerca dei dolcetti che i nostri bambini, in genere, chiedono ai vicini di casa. «Ritrovarsi a piccoli gruppi, spingersi tra i corridoi dei palazzi, bussare di porta in porta al suono di ‘dolcetto o scherzetto’ è, per loro, pura avventura», aggiunge Ropa. «Ma andare di appartamento in appartamento significa anche smarcarsi dai genitori per stare con i coetanei e sperimentare, così, l’autonomia». Infine, nel migliore dei mondi possibili, grazie ai bambini si possono addirittura stringere rapporti di convivialità con i vicini, spesso semisconosciuti. A trarre giovamento è la socialità. Di questi tempi, non è poco…

di Anna Sartea

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