Intendersi con le maestre: 7 regole d'oro | Insieme in famiglia

Intendersi con le maestre: 7 regole d’oro

Intendersi con le maestre: 7 regole d'oro

Già al nido o più avanti alla scuola dell’infanzia sono coinvolti in nuove relazioni non solo i bambini, ma anche i genitori. Con i genitori degli altri bambini, naturalmente, e non solo per stringere nuove amicizie ma anche per creare una sorta di “comitato di vigilanza” e scambiare impressioni e informazioni su spazi e servizi della scuola. Ma soprattutto occorre mantenere un dialogo con le educatrici, il più possibile leale e proficuo. Ecco 7 modi  per riuscirci.

1.Al primo colloquio meglio partecipare in due, mamma e papà: aiuta a confrontarsi e integrare i diversi punti di vista. Soprattutto in un momento in cui la mamma, sotto pressione per l’avvicinarsi del distacco dal bambino, può vedere facilmente “tutto nero”.

2. La strada migliore per lavorare in tandem è puntare ad una confidenza autentica, che vada aldilà dei rispettivi ruoli. Già al primo colloquio, quindi, conviene cogliere l’occasione per fare piazza pulita di stereotipi e pregiudizi. Bene esprimere liberamente le proprie aspettative e preoccupazioni. Raccontare caratteristiche ed abitudini del bambino. E soprattutto: parlare senza temere giudizi, perché ogni informazione per l’educatrice è preziosa.

3. Evitare giudizi frettolosi, nelle prime settimane. L’educatrice potrebbe trattare il bambino diversamente da quanto atteso o diversamente da altri. Non è detto che siano “preferenze”, ma strategie relazionali che l’educatrice utilizza in risposta ai segnali diversi di ogni bambino.

4. Osservare il bambino. Per capire se nel nuovo ambiente si trova bene, non badare tanto al fatto che pianga o meno, ma a come interagisce con l’educatrice. Se piange ( è normale) ma si lascia consolare da lei, vuol dire che sta reagendo bene!

5. Affrontare i problemi senza perdere la testa, è l’atteggiamento da tenere in caso di contrasti.Senza chiudersi in difesa, a riccio, parlare dei propri dubbi con l’educatrice. Rivolgersi a lei per chiedere spiegazioni su quanto il bambino può aver riferito, evitando accuse finché la situazione non si è chiarita. Il dialogo aperto è la miglior ricetta contro equivoci o differenza di vedute.

6.Accettare di provare sentimenti contrastanti nei confronti dell’educatrice. Oltre alla gratitudine, si può provare rivalità nei confronti di chi si occupa del bambino per tante ore al giorno: è normale. E poi ci sono il senso di colpa per averlo separato da sé. la paura di apparire inadeguata… Riconoscere ed affrontare queste emozioni aiuta un confronto sincero.

7. Evitare che il piccolo si trovi in mezzo al conflitto, se proprio non si riesce ad andare d’accordo.Non deve sentirsi costretto a scegliere: per lui sarebbe un peso troppo grande. Meglio spiegare che a casa e all’asilo ci sono regole diverse, comunque da rispettare.

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