Selfie senza chiedere il consenso, il caso Paltrow | Insieme in famiglia

Selfie: Gwyneth Paltrow attaccata dalla figlia. Chi ha ragione?

Apple, che ha 14 anni, si è arrabbiata quando ha visto la sua immagine su Instagram e ha protestato pubblicamente: «Mamma, ne abbiamo già discusso!»...

Selfie: Gwyneth Paltrow attaccata dalla figlia. Chi ha ragione?

Da domenica tutte le mamme di figlie adolescenti possono dire di avere qualcosa in comune con Gwyneth Paltrow. Sì, proprio lei, la 46enne protagonista di Shakespeare in Love. Perché l’attrice ha messo in imbarazzo pubblicamente Apple, la sua figliola 14enne, che l’ha sgridata davanti a tutti. La causa della tensione? Un selfie senza consenso, che la star di Hollywood ha postato sul suo profilo Instagram. Nell’immagine, colta su una seggiovia ad alta quota, appaiono Gwyneth e Apple, che indossa casco da sci e occhialoni a specchio. Il suo volto è parzialmente coperto. Eppure la ragazza si è risentita perché la madre non l’ha consultata prima di diffondere lo scatto. «Mamma, ne abbiamo già discusso: non puoi postare nulla di me senza che abbia acconsentito», ha scritto Apple piccata. L’attrice ha risposto subito spiegando: «La tua faccia quasi non si vede!». Ma alla ragazzina questa spiegazione non è bastata. E a poco sono serviti anche gli emoticons con il cuore, lo sciatore e la mela, da cui prende il nome.

La lite in famiglia diventa social

Degli 802 commenti la maggior parte è positiva. E arriva dai seguaci dell’attrice, che hanno regalato 152mila like al selfie. In genere hanno trovato incantevole l’immagine, ovvero i due visi perfetti e somiglianti accostati. E il panorama mozzafiato alle loro spalle. Eppure Apple ha continuato a tenere il broncio. Finché a darle man forte è intervenuto il padre Chris Martin, cantante dei Coldplay, che ha divorziato dalla Paltrow nel 2010. In un commento succinto e implacabile ha chiesto alla ex di “mettere dei paletti”. Una specie di lite di famiglia mostrata in diretta Instagram, che ha attirato l’attenzione di genitori di tutto il mondo.

Supermodelle e genitori normali stanno con l’attrice

La supermodella Elle Macpherson ha replicato: «Quella faccia! Dolce». Molti hanno voluto esprimersi: personaggi famosi e madri e padri comuni. Che hanno simpatizzato con l’attrice, spiegando che vivono lo stesso problema. I loro figli adolescenti contestano, riprendono e criticano di continuo. Qualcuno ha anche sottolineato come spesso le proteste arrivino pure per selfie presi alle spalle. Persino da lontano, in cui il soggetto è irriconoscibile.

Selfie: il consenso deve essere richiesto

La questione del consenso per le foto da pubblicare online, però, è ormai ricorrente. E risulta molto delicata. Secondo gli esperti andrebbe richiesto sin da quando i bambini sono piccoli. Anche per abituarli al fatto che non possono lanciare nel mondo virtuale immagini di una persona, senza che ne sia consapevole e accetti il rischio che questo comporta. Solo spiegando ai bambini cosa significa e abituandoli a chiedere il consenso, si riuscirà a fare in modo che, da grandi, pensino due volte se valga la pena di pubblicare una foto. Nella speranza che si guardino dal mettere sulla “piazza virtuale” immagini dei loro amici, se questi ultimi non ne sono più che contenti.

Noi figli diciamo noscoprilo qui

Un basso profilo conviene sempre

Dopo dieci anni di matrimonio e la nascita dei figli Apple e Moses, che ha 12 anni, la coppia Paltrow Martin si è separata. E ora l’attrice si è sposata con il produttore Brad Falchuk. La sua vita privata non appare spesso sui canali social. A essere protetti sono soprattutto i bambini. L’ultima apparizione online di una foto di Apple risale al 26 settembre dello scorso anno, giornata nazionale delle figlie. L’orgogliosa mamma Gwyneth ha postato una foto con Apple, che ha reso felici i suoi 5 milioni e 200mila followers. Pochi mesi prima c’era stato lo scatto per i 14 anni della ragazzina. Immagini evidentemente concordate, che non hanno creato scompiglio. Diversamente dallo scatto sulla neve di pochi giorni fa: davvero uno… scivolone.

di Caterina Belloni

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