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Tata: trovala così

Tata: trovala così

AAA tata cercasi. E che sia brava perché la tata può diventare per il bambino una compagna di giochi, un’amica, un’educatrice. Mentre per noi genitori è una preziosa alleata, sulla quale fare affidamento per la gestione dei figli dopo l’asilo o la scuola. Ma come individuare quella giusta per le nostre esigenze? E come essere sicuri che si tratti di una persona affidabile? Dopotutto nelle sue mani lasciamo il nostro bambino. Ecco cosa c’è da sapere.

Dove trovare le informazioni: online

Ci sono siti specializzati di annunci dove, compilando un form con l’indicazione delle proprie esigenze, si visualizzano i profili di baby sitter con le quali ci si può mettere in contatto direttamente. Uno dei più completi, dove trovare assistenza anche per altre esigenze familiari (pulizie domestiche, assistenza ad anziani o ad animali) è https://ti-aiuto.it/

Baby sitter cercasiSegni particolari: bravissima

Agenzie

Molto attive all’estero, si stanno via via diffondendo anche in Italia. La garanzia offerta è che si tratta di persone referenziate. Che hanno cioè dovuto superare una preselezione. E fornito documentazione degli studi effettuati o delle competenze aggiuntive acquisite. Qualche indirizzo? https://www.nannybutler.it/ è un’agenzia internazionale “top level” attiva in numerosi Paesi, mentre per il solo territorio italiano c’è https://i-stella.com/

Passaparola

È il metodo tradizionale, basato sulle referenze di chi ha già testato una determinata baby sitter e si è trovata bene. Vero: le esigenze delle famiglie non sono tutte uguali. Ma così si ha una prima garanzia della serietà e affidabilità della persona.

Tata: italiana o no?

Può essere utile scegliere una tata straniera se parla una lingua che desideriamo che nostro figlio impari e se è una donna scolarizzata, altrimenti potrebbe non insegnarla bene o usare un linguaggio ‘misto’ che potrebbe generare solo confusione.

Andrà tutto bene?

La tata è stata scelta e sta lavorando. Ma come essere sicuri che tutto vada per il meglio? Il primo segnale che tutto procede per il meglio è la serenità del piccolo. Se accoglie la baby sitter con il sorriso, gioca volentieri con lei e in genere si mostra tranquillo vuol dire che tutto va bene. Non ci lasciamo allarmare se i primi giorni è restìo a rimanere con la tata o fa i capricci quando torniamo a casa. «I bambini sono abitudinari e agli inizi per loro non è facile adattarsi a una nuova presenza. Inoltre, con certi comportamenti vogliono quasi ‘farla pagare alla mamma’ perché è andata via», evidenzia Elena Urso, pedagogista a Milano. «Manteniamo i nervi saldi. Comunichiamo con fermezza che dobbiamo andare al lavoro: i bambini si lasciano influenzare dal nostro stato d’animo sereno».

Telefonare o no?

Si può chiamare il piccolo, ma senza esagerare. Inoltre è meglio farlo in orari prestabiliti: dopo pranzo, al ritorno dallo sport.
Fare blitz a sorpresa? Una volta ci può anche stare. In generale è meglio evitare: la baby sitter potrebbe interpretarlo come un segnale di cattiva fiducia. Il piccolo potrebbe crearsi la stessa aspettativa tutti i giorni. E poi, se anche trovassimo il bambino in lacrime non sarebbe il segnale di chissà cosa. Magari gli è stato appena detto no per un capriccio. Molto più efficace un ‘monitoraggio esterno’, ad esempio da parte di altre mamme che possano osservare come si comporta il bimbo quando è con la tata.

di Angela Bisceglie

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