Celiachia: si impara in classe!

Celiachia: si impara in classe!

Nell’anno scolastico appena concluso, grazie all’iniziativa “Non solo glutine” tanti bambini delle materne e delle elementari lombarde sono stati sensibilizzati sull’argomento. Ma il progetto continua...

Celiachia: si impara in classe!

Tanti bambini dai 3 ai 10 anni sanno che alcuni compagni di classe stanno male se consumano determinati alimenti, ma sono perfettamente sani se li evitano. Sanno che non devono scambiare la merenda con loro o giocare con il cibo rischiando di contaminare i loro piatti. Gli insegnanti che hanno o avranno allievi celiaci hanno imparato ad affrontare la situazione con serenità e sicurezza. E gli stessi bimbi con celiachia hanno imparato a non sentirsi preoccupati o a disagio nel momento del pasto: i loro amici ora possiedono gli strumenti per comprendere e li sostengono.
Ecco i frutti dell’iniziativa “Non solo glutine”, che l’Associazione Italiana Celiachia Onlus porta nelle scuole da più di dieci anni e continuerà a proporre negli anni a venire in collaborazione con la Direzione Generale Salute della Regione Lombardia, l’Ufficio Scolastico Regionale del MIUR e le Agenzie di Tutela della Salute – ATS – sul territorio.

Una diffusione capillare

“A livello nazionale, da tempo l’Associazione Italiana Celiachia organizza interventi informativi nelle scuole, su richiesta degli insegnanti/dirigenti o delle famiglie”, spiega Isidoro Piarulli, presidente di AIC Lombardia Onlus. “È il progetto ‘In fuga dal glutine’ da noi ribattezzato nel 2014 ‘Non solo glutine’. La nostra Regione ci ha permesso di agire in modo molto più capillare, raggiungendo un maggior numero di bambini e ragazzi, perché qui in Lombardia non sono i nostri volontari ad andare direttamente nelle scuole. Noi formiamo il personale delle Agenzie di Tutela della Salute, che va poi nei complessi scolastici”.
Lo scopo dell’iniziativa è duplice: informare docenti e non docenti sulla celiachia e sulle attenzioni da porre per la tutela degli allievi celiaci e favorire l’inclusione degli stessi allievi tra i compagni. “Abbiamo messo a punto strumenti didattici che ci permettono di sensibilizzare anche i più piccoli: delle fiabe che introducono l’argomento in modo semplice e chiaro, dei giochi da fare in classe”, spiega Piarulli.

Un occhio anche ai cuochi di domani

Parallelamente alle iniziative rivolte ai più piccoli, l’AIC punta anche a sensibilizzare i professionisti dell’alimentazione di domani, con interventi negli istituti alberghieri.
“Entriamo nel percorso formativo dei futuri operatori della ristorazione”, dice Piarulli. “Il nostro obiettivo è preparare una nuova generazione di cuochi, personale di sala e receptionist consapevoli e sensibili alla questione.
Sia gli interventi con i piccoli, sia quelli negli istituti alberghieri e professionali sono attuati su richiesta della scuola, che può essere sensibilizzata dalle famiglie, quindi raccomando a chi fosse interessato per l’anno scolastico 2019/2020 di contattare subito l’AIC Lombardia per mettere in calendario l’iniziativa nella propria scuola”.

Celiachia: una consapevolezza sempre maggiore

Oggi per legge le scuole pubbliche devono garantire agli allievi celiaci il pasto senza glutine, spiega Piarulli. “La preparazione sull’argomento è diffusa e col passare del tempo sta crescendo anche l’attenzione alla qualità del menù senza glutine”.
È fondamentale che le scuole offrano un ambiente sicuro e inclusivo ai bambini con celiachia. “Stiamo parlando dell’1% della popolazione pediatrica, quindi di una condizione diffusa”, puntualizza Francesca Ferretti dell’unità operativa Malattie Epato-metaboliche dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “Particolarmente importante è la preparazione del personale delle scuole dell’infanzia, perché è proprio nella fascia d’età dai due ai cinque anni che l’intolleranza al glutine si manifesta più frequentemente. La celiachia insorge nei soggetti predisposti a causa di un evento scatenante, spesso di natura infettiva, e i bimbi in età prescolare sono quelli più suscettibili alle infezioni. Il piccolo con diagnosi di celiachia impara molto rapidamente a distinguere gli alimenti sicuri da quelli che deve evitare, ma gli addetti della mensa scolastica devono essere ben informati, perché basta una distrazione per commettere errori in buona fede”.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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