Crolla dal sonno e salta la cena | Insieme in famiglia

Crolla dal sonno e salta la cena

Crolla dal sonno e salta la cena

Ore 15.45 uscita dall’asilo. Ore 16.15 merenda ( ai giardinetti, se il tempo ci assiste), ore 17 spesa e commissioni con la mamma, ore 18 ritorno a casa e riordino della casa. 0re 19.00 la mamma prepara la cena. Ore 19.01 il bimbo crolla dal sonno sul divano! Un’altra volta non si è arrivati in tempo a farlo cenare!

Il tempo è il rivale delle mamme

E’ il tempo che scandisce il ritmo frenetico delle giornate con i bambini. Ed i piccoli arrivano spesso a cena più stanchi dei genitori, perché hanno giornate frammentate e molto intense. Il sogno di mangiare  tutti assieme, mamma, papà e bambino, per godere di qualche momento di gioco e complicità si scontra con il rientro sempre più posticipato dal lavoro di molti uomini ( e di qualche mamma).

C’è posto per il bambino a tavola?

“Se vogliamo fare spazio alla nostra tavola al bambino, tuttavia, dobbiamo trovargli davvero un posto e quindi  adeguarci noi al suo stile di vita, ai suoi orari”, osserva Augusta Albertini, esperta di nutrizione infantile. “Questo vuol dire, per accogliere piccoli commensali di tutte le età, mantenere un’atmosfera serena, senza dar sfogo proprio in quel momento alle tensioni e ai malumori della giornata. E accogliendo anche le loro storie, concedendo la dovuta attenzione e tenendo conto dei loro ritmi diversi a seconda dell’età.”

Rispettare i ritmi dei piccoli

Chi sta finendo l’asilo nido o ha appena iniziato la scuola dell’infanzia ha orari e menu che richiedono attenzione da parte dei genitori.  Sia per evitare doppioni nutrizionali, sia per rispettare i tempi di fame e sazietà del bambino. Per lui può essere necessario mangiare tra le 7 e le sette e mezzo, quando cenare in compagnia di papà comporterebbe invece un attesa più lunga. Quel tempo perduto lo si potrà recuperare nel fine settimana o nei modi che la creatività di ogni famiglia suggerisce. E così si eviteranno forzature che altrmenti vanno ad incidere sulla qualità del sonno e poi sul benessere del bambino.

Crolla dal sonno: la soluzione latte!

Il biberon di latte ( o la tazza per i più grandi) costituisce la dose di recupero da trangugiare già mezzi addormentati. Ci sta: la fatica del bambino di  stare tante ore in un ambiente più impegnativo di quello familiare, magari con nuovi compagni e nuove educatrici, è compensata dal poter gustare un cibo, il latte, che gli permette di regredire, di sentirsi ancora piccino e perché no, di addormentarsi nelle braccia della mamma.

“Il latte come cena ogni tanto ci sta”, concorda la nutrizionista, ma non può diventare un’abitudine. La cena serale infatti va preparata in modo da bilanciarla con gli altri pasti consumati fuori casa, alternando le proteiene, senza dimenticare la digeribilità. Se a pranzo mangia asciutto, conviene proporre creme di verdure e minestrine, ad esempio, o proporre un piatto unico, dalla torta di verdure alle polpette verdure e carne o verdure e pesce, gustose anche per i bambini più esigenti.

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