Diabete infantile: ne sai abbastanza?

Diabete infantile: ne sai abbastanza?

Si può fare qualcosa per proteggere i bambini dal rischio di ammalarsi fin da piccoli o più avanti, in età adulta?

Diabete infantile: ne sai abbastanza?

Il diabete colpisce sempre più in basso: un tempo era una malattia dell’adulto o dell’adolescente, oggi sono più frequenti le diagnosi nei primi anni di vita. “Le cause sono diverse e non le conosciamo ancora tutte, ma sicuramente incide il fatto che i nostri bimbi si sono allontanati dalla dieta mediterranea e conducono una vita sempre più sedentaria”, osserva Marco Cappa, responsabile dell’Unità Operativa di Endocrinologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Possiamo fare qualcosa per proteggerli dal rischio di ammalarsi di diabete infantile? Dipende. “Innanzi tutto dobbiamo chiarire che cosa intendiamo quando parliamo di questa malattia”, precisa Cappa. “Esistono infatti due tipi differenti di diabete”, dice Cappa.

Tipo 1: se manca l’insulina…

Dopo mangiato, il livello di zucchero nel sangue aumenta. L’insulina, un ormone prodotto dal pancreas, lo fa penetrare nelle cellule dei tessuti, che lo utilizzano come fonte di energia. Se l’insulina non c’è o non funziona, lo zucchero non raggiunge i tessuti, si accumula nel sangue e provoca danni a diversi organi.
“Il diabete di tipo 1 è una malattia di origine autoimmune: per un errore, il sistema immunitario attacca e distrugge le cellule del pancreas che producono l’insulina. L’ormone viene a mancare e insorge il diabete, spesso all’improvviso: nel 95% dei casi sotto i 25 anni, nel 25% dei casi sotto i 5 anni”, spiega l’endocrinologo. “Le diagnosi nei bambini piccoli sono sempre più numerose e non conosciamo con certezza il motivo”.

C’entrano anche fattori ambientali

Il diabete di tipo 1 è dovuto a una predisposizione genetica, e su questo aspetto non si può fare nulla. Ma è anche vero che può essere scatenato da fattori ambientali che sono tuttora oggetto di studio. “Sono state formulate diverse ipotesi: che alcune infezioni possano attivare la reazione autoimmune contro il pancreas, che la carenza di vitamina D abbia un’influenza, oppure che abbiano un ruolo gli interferenti endocrini, inquinanti ambientali che alterano l’equilibrio ormonale”, dice Cappa. Quindi, bisogna ancora fare chiarezza.
“Di certo, sappiamo che un’alimentazione sbilanciata e una vita sedentaria portano a sovrappeso, alterazioni del metabolismo dello zucchero e dei grassi, ipertensione, e favoriscono l’insorgenza della malattia o ne anticipano l’esordio”, continua l’endocrinologo. “Quindi allo stato attuale non possiamo fare nulla per prevenire il diabete di tipo 1, ma possiamo ridurre il rischio di un esordio precoce lavorando sulla dieta e sullo stile di vita dei bambini”.

Tipo 2, quando l’ormone non funziona

Poi c’è il diabete di tipo 2, che è dovuto principalmente a insulino-resistenza: l’ormone c’è ma non funziona, non fa più effetto sui tessuti che dovrebbero assorbire e utilizzare lo zucchero dal sangue. L’insorgenza è lenta, perché i tessuti diventano poco a poco resistenti all’azione dell’insulina. “È un processo che va di pari passo con l’accumulo di peso in eccesso, di colesterolo nel sangue, con lo sviluppo di ipertensione”, spiega l’endocrinologo. “La malattia si manifesta quasi sempre negli adulti, frutto di decenni di cattiva alimentazione e vita sedentaria. Tra i bimbi è raro, ma può accadere e accade sempre più spesso, perché aumentano sovrappeso e disfunzioni del metabolismo fin dai primi anni di vita. Lo abbiamo osservato soprattutto in alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, dove l’epidemia di obesità infantile è dilagata prima che in Europa e le diagnosi di diabete di tipo 2 tra i bambini sono aumentate nettamente.

Il problema obesità

Oggi anche da noi il 21% dei bimbi è sovrappeso e quasi uno su 10 è obeso. A fronte di questi dati, ci aspettavamo un incremento dei casi di diabete di tipo 2 in età infantile paragonabile a quello americano, invece da noi è stato molto più contenuto, probabilmente grazie a qualche fattore genetico che protegge i nostri bimbi. Ma il pericolo non è scampato. Magari un bambino italiano obeso, con ipercolesterolemia e ipertensione non svilupperà il diabete già da piccolo, in virtù di questo fattore protettivo ancora sconosciuto, ma probabilmente sarà un adulto diabetico”.
Dunque, abituare i piccoli a un’alimentazione sana e a uno stile di vita attivo previene il rischio moderato di sviluppare un diabete di tipo 2 prima dell’adolescenza e il rischio elevato di svilupparlo da adulti. “È sempre una strategia vincente”, sottolinea Cappa.

6 mosse per combatterlo a tavola

  1. Consumare zuccheri semplici produce innalzamenti repentini della concentrazione di glucosio nel sangue, che nuocciono alla salute e favoriscono il diabete. Limita il contenuto di zuccheri semplici nella dieta del tuo bimbo. Favorisci piuttosto il consumo di carboidrati complessi come il pane e la pasta di farina integrale. Consumare zuccheri semplici produce infatti innalzamenti repentini della concentrazione di glucosio nel sangue, che nuocciono alla salute e favoriscono il diabete.
  1. Togli il grasso della carne dal suo piatto. È nei grassi animali che si accumulano più interferenti endocrini, inquinanti ambientali che influiscono sul funzionamento del sistema endocrino e che sono probabilmente coinvolti nell’insorgenza precoce del diabete di tipo 1.
  1. Condisci i suoi piatti con (poco) olio extra vergine d’oliva a crudo che, secondo uno studio italiano del 2018 condotto dai ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma, agisce come un anti-diabetico naturale abbassando la concentrazione di zucchero e colesterolo nel sangue dopo i pasti.
  1. Offrigli frutta e verdura di tutti i colori. I vegetali colorati sono più ricchi di vitamine e a ogni colore corrispondono vitamine diverse. Consumarne una buona varietà assicura un apporto bilanciato di principi nutritivi.
  1. Le proteine sono indispensabili per una crescita sana, ma senza esagerare. La giusta proporzione è di circa 0,8 grammi per ogni chilogrammo di peso del bambino. Un po’ di più sotto i due anni di età, un po’ di meno in seguito.
  1. Occhio agli zuccheri nascosti negli alimenti confezionati. Non si trovano solo nelle bibite e nelle merendine, ma anche nel pane in cassetta, nelle salse, nelle zuppe in scatola… Per proteggere la salute di grandi e piccoli basta leggere con attenzione le etichette e scegliere consapevolmente.

Diabete infantile: si contrasta anche col movimento

Adottare uno stile di vita sano non vuol dire solo mangiare bene, ma anche muoversi e condurre una vita attiva. Il movimento aiuta a controllare il peso corporeo e abbassa il livello di zuccheri nel sangue. “A ogni bambino servono almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata”, osserva Marco Cappa. “Non è necessario praticare uno sport strutturato, ma camminare, correre, andare in bicicletta, giocare a pallone almeno un’ora al giorno. E abituarsi a fare le scale anziché prendere l’ascensore, andare e tornare a piedi da scuola piuttosto che prendere l’auto…”.
E se l’attività mette appetito? “Uno spuntino va bene, ma che non sia troppo abbondante, per non vanificare i benefici del movimento”.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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