Farmaci e sole: una coppia… litigiosa!

Farmaci e sole: una coppia… litigiosa!

Il sole fa bene alla pelle, se preso con le giuste precauzioni. Ma ci sono situazioni per cui è meglio che il bimbo non si esponga...

Farmaci e sole: una coppia… litigiosa!

I bambini piccoli, già lo sappiamo, si ammalano anche d’estate. Capita così di partire per le vacanze appena concluso la cura antibiotica per l’otite, o terminata la convalescenza per la malattia infettiva. E poi? Bisogna stare attenti a lasciarli stare al sole, sia al mare che in montagna. Ci sono infatti farmaci come alcuni antibiotici, antistaminici e antinfiammatori non steroidei, che possono provocare fotosensibilità allergica: compaiano macchie o un’eruzione simile all’orticaria nella zona esposta ai raggi solari (e raramente in altre parti del corpo). In genere, le reazioni cutanee si risolvono spontaneamente in 3 o 4 giorni, se si evita l’esposizione al sole. È bene comunque consultare il medico per capire se è necessario sospendere l’assunzione del medicinale (quando la reazione continua nonostante tutto).

Farmaci a rischio

« In genere, quelli usati nell’infanzia non impongono alcuna limitazione», rassicura Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Tra i farmaci segnalati dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) per reazioni di fotosensibilizzazione, infatti, ci sono creme a base di prometazina (un antistaminico utilizzato per le punture di insetti o le allergie cutanee) e due classi di antibiotici: i chinolonici e le tetracicline. «I chinolonici si danno ai bambini sopra i 12 anni, ma le indicazioni sono pochissime. Le tetracicline, invece, non si usano proprio più in età pediatrica», dice l’esperto.

«Se un bambino assume antibiotici, comunque non ha molto senso farlo stare al sole perché significa che non sta bene e quindi, bisogna adottare tutte le accortezze possibili: tra queste c’è il fatto di non esporlo ai raggi diretti tra le 10.30-11 del mattino e le 16.30-17 di pomeriggio e stare possibilmente in luoghi ombreggiati e freschi: ciò indipendentemente dal fatto che prenda farmaci o no».
Tra gli antinfiammatori non steroidei, l’Aifa segnala il Ketoprofene: «Un altro farmaco che viene prescritto solo raramente ai piccoli», dice l’esperto. Tra gli effetti indesiderati, oltre alle macchie sulla pelle nelle zone esposte ai raggi solari, si segnala anche l’insorgenza (più rara) di dermatiti da contatto di natura fotoallergica, con lesioni che possono estendersi ad aree non raggiunte dal sole.

In caso di varicella

Un’altra eventualità in cui è meglio non far stare il bambino al sole è subito dopo una varicella. «Quando si formano le crosticine il piccolo non è più contagioso però, in quei punti, la condizione della pelle non è normale. Se si espone al sole, si rischia che rimangano delle chiazze antiestetiche che poi impiegano anni per scomparire», dice l’esperto. Una particolare cautela richiedono anche i nei, specialmente quelli “importanti”. «Se sono presenti è bene proteggere la cute con la massima cura utilizzando creme ad alta protezione».

 

di Michela Crippa

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