Intolleranza al glutine: ecco come viene diagnosticata

Intolleranza al glutine: ecco come viene diagnosticata

Esiste un iter corretto per accertare questa malattia. L'importante è evitare pratiche fai da te pericolose per la salute

Intolleranza al glutine: ecco come viene diagnosticata

Se il bambino ha spesso  mal di pancia, vomito, diarrea, soprattutto dopo aver mangiato la pasta o la pizza, è normale che i genitori sospettino che sia celiaco, e cioè che abbia un’intolleranza al glutine. Che cosa bisogna fare per averne la certezza? Ecco i consigli di Francesca Ferretti, specialista di epato-gastroenterologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Primo passo: la valutazione del pediatra

La prima cosa che mamma e papà devono fare, se sospettano un’intolleranza al glutine, è portare il bambino dal pediatra di fiducia, che lo visita, si informa sui sintomi manifestati e prescrive due esami del sangue: il dosaggio degli anticorpi anti-transglutaminasi e quello delle immunoglobuline IgA. Se l’esito delle analisi avvalora il sospetto, il pediatra indirizzerà il piccolo al più vicino presidio o centro di riferimento accreditato per la diagnosi della celiachia.

Intolleranza al glutine: quali accertamenti?

Solo lo specialista del presidio può porre la diagnosi, dopo avere effettuato due ulteriori esami del sangue: il dosaggio degli anticorpi anti-endomisio e il test per verificare che il bambino abbia una predisposizione genetica, senza la quale non può svilupparsi la patologia.
Se il risultato di queste due analisi è positivo e non lascia adito a dubbi, non sarà necessario sottoporre la piccola a biopsia intestinale per cercare le lesioni provocate dalla reazione al glutine. Posta la diagnosi, il gastroenterologo compila il certificato di malattia celiaca che va consegnato alla ASL di riferimento che, a sua volta, iscrive la paziente nell’elenco dei celiaci certificati e fornisce il tesserino sanitario con il codice di esenzione per celiachia e le impegnative per l’acquisto mensile di prodotti senza glutine. Lo specialista, con l’aiuto di una dietista dedicata, fornisce tutte le informazioni necessarie per impostare una corretta dieta priva di glutine e programma i futuri controlli.

No al fai da te

Questo è l’iter corretto da seguire per avere la diagnosi e porre rimedio al più presto al problema. Di fronte a un sospetto di celiachia, bisogna resistere alla tentazione di togliere il glutine dalla dieta di propria iniziativa. Così facendo si rischia di mascherare i sintomi del disturbo e falsare l’esito delle analisi, ritardando la diagnosi e peggiorando la situazione. Oppure, se il sospetto fosse infondato, di privare il bambino di alimenti utili senza alcun guadagno in salute.

Attenzione al marchio

I prodotti alimentari privi di glutine idonei per l’alimentazione del celiaco si riconoscono per il simbolo della spiga rossa barrata, ideato dall’Associazione Italiana Celiachia e accreditato dal Ministero della Salute. Attenzione alle imitazioni contrassegnate con simboli diversi che possono trarre in inganno.

di Maria Cristina Valsecchi

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