L'ansia ti fa brutta! | Insieme in famiglia

L’ansia ti fa brutta!

L'ansia ti fa brutta!

Occhiaie, un diavolo per capello, brufoli a ripetizione e pelle lucida. Identikit di una neomamma, stritolata dal frenetico meccanismo ‘casa-lavoro-neonato da accudire’. Buone notizie: una via d’uscita esiste.

L’ansia indebolisce l’organismo
In situazioni di stress, il nostro sistema nervoso rilascia determinati mediatori chimici (gli ormoni CRH, ACTH e cortisolo) che possono ridurre le risposte immunitarie del corpo, anche quelle della pelle. Per questo, quando si è particolarmente stanchi e ansiosi, l’epidermide può risultare più vulnerabile all’attacco dei batteri.
Alcuni esperimenti, poi, hanno dimostrato che i nervi periferici rilasciano particolari sostanze capaci di provocare una risposta infiammatoria all’interno dei follicoli piliferi e una distruzione delle cellule che producono la cheratina dei capelli.
Infine, l’ormone CRH aumenta l’attività dei lipociti, stimolando la produzione di sebo e rendendo la carnagione più untuosa e aggredibile da brufoli e punti neri.

Stress: gestirlo significa ridurlo
Imparare a gestire lo stress significa prima di tutto identificare le strategie per evitarlo. In particolare, modificando le nostre reazioni emotive su tre livelli.

– A livello muscolare, con tecniche di rilassamento, aiutati da suoni, luci e profumi che fanno stare bene.
– A livello polmonare, imparando tecniche di controllo della respirazione.
– A livello scheletrico-posturale, assumendo posizioni naturali e comode: niente spalle incurvate davanti al computer, per esempio, ma una seduta ergonomica che consenta di tenere la colonna in linea.

È importante anche imparare la ‘gestione cognitiva’ dello stress, che si basa sull’identificazione degli eventi che lo scatenano e la comprensione dei motivi che lo generano (in pratica dobbiamo domandarci: che cosa temiamo?). Quindi, è necessario attuare una strategia per difendersi, diversa a seconda dei casi.1) S.O.S. capelli
La salute dei capelli è connessa al benessere psicologico e può capitare di perderne più del normale a causa della somatizzazione di uno stato di stress (perché alcuni mediatori chimici liberati in situazioni di particolare tensione possono interferire con la fase di crescita del capello). Gli episodi di caduta possono manifestarsi con modalità varie, per intensità e gravità: si va dal semplice indebolimento (che interessa in modo omogeneo ma lieve tutto il cuoio capelluto) a forme più serie come l’alopecia aerata, in cui la perdita si verifica abbondante in una o più chiazze tondeggianti e grandi all’incirca come una moneta.
Nel primo caso, all’origine ci possono essere situazioni di stress (eccessiva stanchezza) ma anche un’alimentazione povera di ferro e sali minerali (se si saltano i pasti o si mangia in modo disordinato); l’alopecia aerata, invece, risente prevalentemente dello stress, sia fisico sia psichico. Un’altra forma di alopecia è quella che si può verificare dopo il parto, nota come ‘effluvium post-partum’: a causarla sono i repentini cambiamenti ormonali, ma contribuisce anche lo stress psicofisico che coinvolge la neomamma obbligata ad affrontare uno stravolgimento improvviso delle sue abitudini di vita.
Di fronte a un’iniziale caduta, possono essere molto utili le fiale o le lozioni con un’azione stimolante sul bulbo pilifero. Frizionate sul cuoio capelluto, si applicano anche in funzione preventiva nella stagione autunnale, quando è facile che si verifichi una perdita fisiologica. Ma se il problema persiste per più di un mese, o si presenta sotto forma di chiazze di alopecia, è opportuno consultare il dermatologo che meglio potrà prescrivere integratori per bocca a base di cisteina, ferro, aminoacidi ricchi di zolfo.
Attenzione: in gravidanza o durante allattamento sarà lo specialista a indicare l’opportunità di una terapia e a prescrivere quella più adeguata.

2) Mai più acne
In America il fenomeno è conosciuto col nome di ‘acne delle donne in carriera’. E non a caso, visto che – oltre a forme riconducibili ad alterazioni ormonali e irregolarità del ciclo – la comparsa dei brufoli può essere strettamente legata a momenti di maggiore affaticamento e tensione. In genere, le eruzioni dovute a stress si riconoscono perché compaiono tra mandibola e parte laterale del mento sotto forma di piccoli foruncoli, che si possono gonfiare e sgonfiare in base all’andamento del ciclo, ma che difficilmente evolvono in pustole.
Anche in questo caso, all’origine dell’inestetismo vi è la liberazione di mediatori chimici legati allo stato di tensione, che rendono le ghiandole sebacee ipersensibili agli ormoni in circolo. Questo tipo di acne risponde bene ai trattamenti cosmetici con alfa-idrossiacidi, come l’acido glicolico o citrico, che favoriscono il ricambio cellulare liberando la pelle dalle impurità che ostruiscono i pori. Se il problema non si risolve, è però necessario rivolgersi al dermatologo, che potrà prescrivere creme con acido retinoico o peeling medici.
Attenzione: se i cosmetici si possono usare anche in gravidanza, per gli altri trattamenti bisognerà aspettare la fine dell’allattamento.

3) Occhi ‘cerchiati’? No, grazie!
Le occhiaie sono un inestetismo che dipende principalmente da caratteristiche costituzionali, ma, soprattutto in chi è predisposto, lo stress può accentuare gli aloni scuri. La loro comparsa è imputabile più a fattori fisici che alla tensione psicologica: se si dorme poco di notte, se si hanno problemi intestinali o si segue un’alimentazione sbilanciata e irregolare, ecco che si può avere un affaticamento del metabolismo e un rallentamento della microcircolazione locale, che si traducono nei classici occhi cerchiati. Il rimedio? Applica sieri specifici per il contorno occhi, arricchiti da vitamina C e K, dalla leggera azione schiarente; molto utili anche gli impacchi con camomilla e le maschere a effetto freddo, da tenere in frigo fino al momento dell’uso: entrambi i trattamenti leniscono, decongestionano ed eliminano lo stato di tensione a livello cutaneo, migliorando la circolazione. 4) Quelle rughe le devi all’ansia
Gli stati di tensione (per esempio quando si assume un’espressione corrucciata e cupa) accentuano le rughe mimiche, soprattutto quelle che si formano alla radice del naso o le lunghe linee orizzontali sulla fronte. E questi segni possono, nel tempo, diventare rughe permanenti.
La risposta prevede una ‘revisione’ attenta del beauty case, in particolare delle specialità idratanti da giorno. In altri termini, sostituisci la crema idratante con una specialità botox-like, a base di principi attivi che simulano l’azione delle iniezioni di botulino: distendono i muscoli superficiali, attenuando i segni. Ottimi anche i cosmetici effetto filler, che si fissano nel solco della ruga con un’azione riempitiva.

5) E la pelle ‘ingrassa’
La superficie cutanea si presenta impura, con pori dilatati e punti neri, soprattutto nella zona T (include fronte, naso, mento), che appare spesso untuosa. La pelle grassa può preannunciare le eruzioni acneiformi. Vari fattori contribuiscono a provocarla: un’alimentazione troppo ricca di condimenti, ma soprattutto il solito stress, in special modo se legato ad affaticamento fisico e scarse ore di sonno.
Per aggirare il problema, utilizza cosmetici adatti alla tua pelle. Spesso si è portati a scegliere detergenti troppo sgrassanti, che sortiscono l’effetto contrario: asportando il normale livello di lipidi presenti sulla superficie cutanea, stimolano le ghiandole sebacee a reintegrare le perdite. E ancora: usa prodotti che normalizzano la produzione sebacea ed eliminano l’aspetto oleoso e fai uno scrub due volte la settimana con un cosmetico realizzato specificatamente per le pelli a tendenza grassa o acenica. Infine, l’applicazione una tantum (la cadenza ideale è settimanale) di una maschera astringente a base d’argilla assorbirà l’untuosità.

6) Più fragili anche le unghie
Una maggiore fragilità può segnalare un indebolimento fisico, correlato a una carenza di calcio o di ferro, ma può essere anche la conseguenza del minor tempo che la neomamma riesce a dedicare alla cura delle mani. Infine, in situazioni di stress è più facile cedere alla tentazione di rosicchiare le unghie: una cattiva abitudine che può sfaldare le estremità. Un segnale di fragilità è anche la comparsa di macchioline bianche sotto la lamina ungueale: sono bollicine d’aria, che si formano perché la cheratina (la proteina che costituisce l’unghia) non è compatta.
Per rimediare: aumenta l’apporto di sali minerali – calcio e ferro – e di aminoacidi, che rafforzano la cheratina. Uno smalto indurente protegge e potenzia la cheratina.

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