Miopia di mamma e papà: il bimbo eredita di sicuro il difetto visivo?

Miopia di mamma e papà: il bimbo eredita di sicuro il difetto visivo?

Quali controlli e accortezze mettere in atto se il bimbo ha una predisposizione genetica a sviluppare un disturbo della vista

Miopia di mamma e papà: il bimbo eredita di sicuro il difetto visivo?

Se mamma e papà sono miopi, soprattutto fortemente miopi, è normale che si chiedano se il loro bimbo sia destinato a manifestare lo stesso difetto visivo, se si può fare qualcosa per prevenirlo e quali controlli conviene programmare per la sua vista, per diagnosticare e correggere la miopia non appena si manifesterà. Ecco i consigli di Antonio Todaro, medico oftalmologo di Clinica Baviera Italia di Milano e Varese.

Miopia: qualche chiarimento

La miopia è un difetto di rifrazione dell’occhio dovuto ad allungamento del bulbo oculare. Ha una forte base genetica, ma non può essere considerata ereditaria: non è detto che da mamma e papà miopi nascano bambini con lo stesso disturbo, anche se la percentuale è più alta rispetto ai figli di genitori non miopi. Allo stesso tempo, possono nascere figli miopi da genitori che non lo sono.
Si ritiene che alla comparsa del problema nelle persone predisposte contribuisca l’abitudine a sforzi eccessivi e prolungati della visione da vicino, perché lo stress meccanico di compressione e rilassamento della membrana che avvolge il bulbo favorirebbe la sua deformazione.

Postura corretta, tanta luce e dieta mediterranea

Il consiglio  è  insegnare al piccolo ad assumere una postura corretta quando svolge attività che richiedono la visione da vicino: spalle indietro, schiena diritta e polsi all’altezza del piano di lavoro. L’ambiente in cui gioca, disegna e legge deve essere bene illuminato. È importante poi incoraggiare l’attività all’aria aperta: meno computer e smartphone e più sport.
Anche l’alimentazione ha il suo ruolo. Per funzionare bene tutte le strutture dell’occhio, dalla retina alla cornea, hanno bisogno di nutrienti specifici e la loro carenza può influire sulla storia naturale delle malattie. La dieta salva-vista è quella mediterranea, che prevede un buon apporto di pesce, ricco di grassi omega-3, verdura e frutta, ricche di carotenoidi, vitamine e fosfolipidi, di uova, frutti di mare e carne di manzo, ricchi di minerali come il selenio e lo zinco, ingredienti indispensabili per la salute dei nostri occhi.

Quali controlli?

Non esistono al momento dei trattamenti efficaci per prevenire o fermare l’andamento della miopia nel bambino. Rimane comunque importantissima la correzione ottica, benché non influenzi il decorso naturale del difetto visivo, perché la miopia non corretta tempestivamente può portare all’ambliopia o “occhio pigro”, danno irreversibile una volta superata l’infanzia.
È fondamentale, quindi, che il bimbo sia sottoposto ai controlli previsti per la sua età: tra i 2 e i 3 anni l’esecuzione dello stereotest di Lang: si mostrano al bambino delle figure che sono riconoscibili solo se il cervello utilizza entrambi gli occhi, per escludere la presenza dell’ambliopia.
Un’altra visita oculistica è prevista a 4 anni, poi poco prima dell’inizio delle elementari e, a seguire, ogni anno fino alla maggiore età.

Ambliopia: è importante intervenire in tempo

In presenza di un difetto visivo come la miopia, l’astigmatismo o l’ipermetropia, può accadere che il cervello non riesca a interpretare i segnali che gli arrivano e disattivi quelli che provengono da un occhio. Si instaura allora una condizione detta ambliopia, o occhio pigro. Il danno è reversibile fino ai 4-6 anni.
La cura è correggere il difetto visivo con opportune lenti e far lavorare l’occhio pigro coprendo quello dominante con un cerotto occlusivo. La terapia può durare da alcuni mesi fino ad alcuni anni. È importante che i genitori si attengano alle istruzioni dell’oculista e mantengano il bendaggio per tutto il tempo richiesto, per evitare danni permanenti.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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