Rifiuto della scuola: mettiamoci in ascolto, non è un capriccio

Non voglio andare a scuola!

Può succedere che, dopo l’entusiasmo iniziale, il bimbo cominci a protestare. Come comportarsi in questi casi?

Non voglio andare a scuola!

Se settembre è il mese in cui tutto ha inizio, in cui l’euforia e la curiosità verso il nuovo anno scolastico si alternano alla fatica nell’esplorare e nel mettersi in gioco, ottobre è il mese in cui molte attività e abitudini del bambino cominciano a consolidarsi: si ‘scelgono’ amici e compagni, si definiscono le dinamiche familiari, si alzano le aspettative da parte delle educatrici e delle insegnanti sul comportamento e sul rendimento in classe.  Non è strano che in questo periodo si possa assistere a un vero e proprio rifiuto della scuola da parte del proprio figlio, che magari chiede di poter saltare le lezioni e rimanere a casa per un giorno.

Non è un capriccio

Può sembrare, ma è invece la richiesta di sentirsi rassicurato. È bene allora porsi in ascolto e monitorare l’evolversi della situazione, cercando di capire se ci sono stati episodi che hanno creato malessere nel bambino, per esempio un litigio con un amico, un voto basso, un rimprovero da parte della maestra.

Come agire col bambino

Prestare attenzione allo stato d’animo del bimbo è importante per farlo sentire accolto e compreso. I bambini comunicano in un modo un po’ diverso rispetto agli adulti e il linguaggio non verbale ha un ruolo particolarmente importante. I segnali del corpo e gli atteggiamenti possono rivelarci molto di ciò che stanno provando a livello emotivo.
Ed è bene assecondare la sua richiesta di stare a casa un giorno se questo è utile a comprendere meglio che cosa sta accadendo e che cosa lui sta provando.

Incoraggiamolo così

Possiamo spiegargli che tutte le paure – che siano dovute a una novità, a un’interrogazione o a una relazione – non sono un male, ma sentimenti inevitabili di adattamento. E per incoraggiarlo, possiamo raccontargli episodi della nostra vita in cui ci siamo trovati in situazioni simili, spiegandogli cosa abbiamo fatto per affrontarle.

Rifiuto della scuola: se la situazione persiste

Se non si tratta di un giornoe si manifestassero una forte ansia o paura, tristezza, irritabilità o addirittura importanti regressioni o, ancora, se si dovessero presentare significativi mal di pancia, crisi di pianto, senso di vertigini, tremori, il disagio potrebbe essere più profondo. A questo punto potrebbe valere la pena rivolgersi a uno psicologo per indagare i motivi alla base di difficoltà e malessere – per esempio ansia da separazione, da prestazione, atti di bullismo, bassa autostima, forti cambiamenti in famiglia – in modo da ricevere un supporto più strutturato.

di Marta Rizzi, psicologa e psicoterapeuta di Milano, blogger di unamammasottosopra.it

Commenti