Piede piatto: è ancora normale a tre anni?

Piede piatto: è ancora normale a tre anni?

Sì, perché  l'arcata plantare del bambino si sviluppa progressivamente nel corso dei primi anni di vita. Aiutano l'attività fisica e la corretta scelta delle scarpine

Piede piatto: è ancora normale a tre anni?

La pianta del piede del bambino si sviluppa progressivamente nei primi anni di vita fino ad assumere la forma dell’arco plantare dell’adulto. I tempi di questa maturazione sono variabili da individuo a individuo e vanno dai 4 agli 8-10 anni. Va detto poi che il piede del bambino, sia nella prima che nella seconda infanzia, ha un’elevata capacità di adattamento alla superficie di appoggio. Vuol dire che se il piccolo sta camminando su una superficie piatta, il piedino appare piatto.
Ecco le rassicurazioni di Cosimo Gigante, direttore dell’Unità Semplice Dipartimentale di Ortopedia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova.

La preoccupazione dei genitori

Non c’è ragione di preoccuparsi della situazione a tre anni. È quasi certamente fisiologica e in corso di evoluzione senza bisogno di fare alcunché. Se però il piattismo è molto accentuato e i genitori sono preoccupati, possono chiedere un parere al pediatra di famiglia che può rimandare, se lo ritiene opportuno, allo specialista pediatra ortopedico. Le eccezioni patologiche sono rare e dipendono da una malformazione presente fin dalla nascita oppure dalla brevità congenita del tendine d’Achille.

Piede piatto: tra genetica e ambiente

La iper-lassità del piede del bambino, cioè la tendenza ad appiattirsi al contatto con una superficie piatta, è in parte ereditaria. Se uno o entrambi i genitori hanno questa caratteristica, è probabile che il figlio la erediti.
Ci sono poi dei fattori ambientali che influiscono sulla maturazione del piede. L’attività fisica che coinvolge direttamente il piedino del bambino, come la corsa, aiuta la muscolatura della pianta a svilupparsi correttamente e quindi va favorita.
Il piede è anche un organo propriocettivo: raccoglie una serie di informazioni sensoriali al contatto con la superficie su cui poggia e queste informazioni nel bambino modulano la maturazione della struttura della pianta. Per questa ragione è consigliabile lasciare i bimbi a piedini nudi quando camminano in condizioni di sicurezza.

Le scarpe? Meglio leggere e flessibili

Anche la scelta delle scarpette è importante per il corretto sviluppo e il benessere del piede del bambino. Devono essere leggere, flessibili, morbide e avvolgenti, antiscivolo e realizzate con materiali di buona qualità, traspiranti. Le cosiddette scarpe ortopediche, correttive, raramente risolvono eventuali problemi di piattismo. Solo in circostanze particolari e con la prescrizione dello specialista può giovare l’utilizzo di un plantare.
Infine, una raccomandazione: il sovrappeso o la vera e propria obesità sono fattori di rischio per lo sviluppo dell’arco plantare del bambino. Quando il piccolo cammina, il peso del corpo grava sui piedini e se il carico è eccessivo può ritardarne lo sviluppo.

di Maria Cristina Valsecchi

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