Farmaci e alimenti: esistono interazioni?

Se prende un farmaco può mangiare di tutto?

La maggior parte delle molecole utilizzate per le terapie pediatriche non presenta interazioni con gli alimenti. Tuttavia, qualche cautela è necessaria

Se prende un farmaco può mangiare di tutto?

Se il bimbo si è ammalato ed è necessaria una cura, sorgono dubbi se questa può essere in contrasto con gli alimenti assunti normalmente. Di solito non ci sono problemi, ma qualche accortezza bisogna averla se si tratta di antibiotici, farmaci per l’asma, integratori di ferro, antinfiammatori e antiepilettici.

Le avvertenze con antibiotici e antinfiammatori

«Alcune classi di antibiotici, come le tetracicline, possono presentare un’interazione con il calcio, per cui occorre distanziare l’assunzione di latte e latticini di un paio d’ore», spiega Antonio Clavenna, farmacologo del Laboratorio per la Salute materno infantile dell’Istituto Mario Negri di Milano.
Nessun problema particolare,  invece, con gli antibiotici più frequentemente usati nei bambini.
«Amoxicillina e acido clavulanico non richiedono attenzioni alimentari specifiche: è vero però che l’assunzione a stomaco pieno può migliorarne la tollerabilità, riducendo nausea e vomito che possono correlarsi alla sua assunzione». Lo stesso vale per alcuni dei più comuni antinfiammatori di uso pediatrico, come l’ibuprofene:uno spuntino può aiutare a proteggere lo stomaco. Invece il paracetamolo non presenta tossicità a livello gastrico, per cui il momento della somministrazione è indifferente: semplicemente, a pancino vuoto si avrà un effetto più rapido.

In caso di asma

Alcuni farmaci impiegati per controllare le crisi asmatiche, come il salbutamolo per inalazione, possono invece amplificare alcuni loro effetti collaterali (come il tremore) se assunti contemporaneamente a bevande che contengono caffeina o teina. «I bambini non sono consumatori di caffè, ma ricordiamoci che la caffeina è contenuta anche nella cola e in molti energy drink», ricorda Clavenna.

E gli integratori di ferro?

Se invece – ipotesi frequente – al piccolo è stato prescritto un integratore a base di ferro, è bene assumerlo insieme a una spremuta fatta in casa di arancio o mandarino. «Grazie alla vitamina C, il ferro si ‘trasforma’ in ferro bivalente, caratteristica che lo rende più facile da assorbire da parte dell’organismo». Al contrario, latte e thé possono ridurne l’assorbimento, per cui è bene evitare di assumerli in prossimità dell’integratore, distanziandoli di almeno un’ora.
Nessuna premura particolare, invece, con integratori multivitaminici o fermenti lattici, per i quali non sono note interazioni con alimenti.

Antiepilettici: attenzioni speciali

«Alcuni, se assunti subito dopo mangiato, potrebbero essere più scarsamente assorbiti, specialmente nella fasi iniziali della cura o quando questa viene cambiata. Ed è possibile che l’alimentazione di questi bambini vada integrata con acido folico e vitamina D, i cui livelli possono essere ridotti da alcune molecole usate nella terapia dell’epilessia», spiega il farmacologo.

Farmaci e alimenti: il succo di pompelmo

Come gestire, invece, il succo di pompelmo, per le sue possibili interferenze con il metabolismo di alcuni farmaci? «Rispetto ai farmaci di uso pediatrico in Italia, le interazioni possibili sono veramente poche: occorre cautela solo se il bambino assume antiepilettici a base di carbamazepina, oppure alcune determinate statine per il controllo del colesterolo o alcuni farmaci utilizzati per le aritmie, ma in questi casi saranno gli stessi specialisti ad avvertire i genitori», conclude il farmacologo.

 

di Giulia Righi

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