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Mamma mia le mamme!

Mamma mia le mamme!

Se si dovesse chiedere a un bambino perché si celebra la festa della mamma, probabilmente risponderebbe: “Perché è la migliore del mondo”. Girando la stessa richiesta ai padri, si otterrebbe un parere forse meno entusiastico. Rivolgendola al mondo politico e sociale, infine, ci sarebbero occhi sbarrati e alzate di spalle. In Italia la Festa della mamma viene vista soltanto come una tradizione. Un giorno in cui si presta attenzione a colei che dona la vita. Senza però riflettere fino in fondo sul significato del suo ruolo.

Un vero peccato…

… perché così la celebrazione finisce per diventare un pro forma, una questione superficiale, il mazzo di fiori o il lavoretto dell’asilo. Che, certo, fa sorridere chi lo riceve e strappa abbracci, ma non si avvicina nemmeno lontanamente a celebrare davvero una persona che ha mille volti ed è il pilastro fondante di ogni società.

Mamma che fatica!

《Dal punto di vista ideologico è bello che ci siano giornate dedicate a dare attenzione e spazio a determinati ruoli, come quello della mamma, del papà e dei nonni. Ma dal punto di vista operativo questa attenzione non si traduce mai nella realtà dei fatti》,  attacca critica Maria Cristina Maculan, 58 anni e otto figli tra i 34 anni e i 17, già nonna di una bimba di cinque mesi. Iscritta all’Associazione delle famiglie numerose, Cristina sa bene di cosa parla. Ha messo al mondo otto bambini, vissuto momenti di difficoltà, collezionato traslochi e trasferimenti. E ha sempre continuato a lavorare come maestra d’asilo. Una professione che le ha permesso di conciliare lavoro e famiglia. E che l’ha messa a contatto con centinaia di altre mamme, con storie diverse dalla sua. 《A mio parere manca un’attenzione concreta e autentica al ruolo delle mamme e alle loro fatiche》, insiste. 《Ci si limita al regalino, al biglietto, ma la vita della mamma rimane una fatica che nessuno si impegna ad alleviare. La festa della mamma oggi dovrebbe essere un momento per dare quell’attenzione che le mamme non hanno》.

E per mettere in gioco agevolazioni e sostegni

《Una donna oggi non è libera di scegliere di avere tanti figli e continuare a lavorare. Se lo fa deve sopportare le conseguenze della sua decisione, che sono molte visto che mancano sostegni pubblici e aiuti. Eppure non è neanche libera di fare tanti figli e stare a casa a goderseli, a meno che abbia un marito che guadagna un sacco. Il che però spesso impone che sia molto assente da casa》. Secondo lei le mamme italiane sono costrette a scelte complicate, perché il nostro Paese non valorizza il loro compito. Basta pensare alle conversazioni comuni: 《Prima ti chiedono che lavoro fai, che studi hai fatto, che livelli di professionalità hai raggiunto. Poi si informano se hai figli. Il ruolo della mamma passa in secondo piano》.

Sentori comuni

Una sensazione condivisa anche da Federica Rossi Gasparini, presidentessa nazionale della Federcasalinghe, che ha oltre 400 sedi in tutta Italia. 《In una indagine recente l’Istat ha cercato di quantificare le casalinghe》, racconta. 《Esaminando i dati ci siamo accorte che le giovani non dicevano di essere casalinghe, ma si dichiaravano disoccupate o studentesse. Come se dire casalinga e mamma non fosse una professione di valore》. Secondo lei, dunque, la Festa della mamma, che in sé sarebbe positiva, è ormai soltanto una questione commerciale. 《Non si comprende che quando si parla della mamma si parla del bambino che alleva. Per questo le mamme sono alla base della società. Una mamma serena e protetta è un valore enorme per la collettività, perché i suoi bambini cresceranno bene. Ma oggigiorno la situazione è molto complessa e non si riesce a farlo capire. Nessuno rispetta la maternità nel suo valore più eccezionale》.

Lo studio di ProntoPro

Valore che è anche di tipo economico, come dimostra una ricerca realizzata da Prontopro. Sito che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale. I vertici della società, diretti da Marco Ogliengo, hanno voluto fare i conti in tasca ai papà a tempo pieno. E hanno scoperto che arriverebbero a guadagnare fino a 2800 euro al mese, se si facessero pagare per tutte le attività che compiono in casa e con i figli. Servizi che, per dire la verità, in genere sono offerti dalle mamme.

Facciamo i conti in tasca

La monetizzazione del lavoro domestico-familiare ha tenuto conto dell’attività di animazione nei pomeriggi a casa e nelle feste (120 euro ad evento se ci si affida a un professionista). Del monitoraggio dei compiti e dei ripassi (20 euro all’ora se si va a ripetizione). Dei brevi corsi di cucina (50 euro l’ora), dell’attività come life coach nei momenti difficili (una consulenza vale anche 300 euro). Poi c’è la mamma autista (150 euro al giorno). Quella che decora la casa, che fa la manutenzione del giardino, che cucina. Che realizza i servizi di pulizia e di lavanderia. Nelle tasche di una mamma, che svolge tutte queste professioni, però, non arriva nulla. Né dallo Stato, che dimentica incentivi e sconti, né dalla famiglia. A parte il mazzo di fiori in una domenica di maggio. Un compenso così minimo, da sembrare provocatorio. O no?

di Caterina Belloni

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