Pasqua a tavola, tradizioni nel mondo | Insiemeinfamiglia

Pasqua a tavola, tradizioni nel Mondo

Pasqua a tavola, tradizioni nel Mondo

Ma quanto è dolce la Pasqua a tavola! Eh sì, perché sono soprattutto i dolci a farla da padroni sul desco della festa più importante della Cristianità. E questo capita un po’ ovunque nel Mondo. Naturalmente, la tradizione impone anche altro. Tutti sanno che cucinare l’agnello, purtroppo o per fortuna, è una prerogativa non solo italiana. E non solo cattolica. Nell’ortodossa Grecia, per esempio, è semplicemente impensabile una Pasqua senza un arrosto di quella tenera carne. Anche le interiora sono molto apprezzate, sia nella zuppa del sabato santo (la soupa maghritsa), sia arrostite il giorno della Festa (i kokoretsi). Stesso discorso in Romania, dove l’agnello finisce anche in una torta di carne. E anche qui via di interiora (fegato, per l’esattezza, chiamata drob), assieme ad altre delikatessen come la ciorba, zuppa acida diffusa un po’ ovunque nell’Est europeo, insalata e sottaceti.

Pasqua a tavola: nel Nord Europa

Nel grande Nord del Vecchio continente, invece, ha preso piede un po’ ovunque – dalla Danimarca alla Norvegia, dalla Finlandia all’Islanda – la tradizione svedese dello smörgåsbord. Una sorta di buffet composto da vari alimenti, fra cui l’aringa, le patate, le uova naturalmente, le salsicce, le polpette, il salmone. Un vero e proprio compendio dell’offerta culinaria scandinava. Interessantissima la tradizione della Pesach, la Pasqua ebraica. Le celebrazioni durano una settimana. E la cena del primo giorno di Festa (dei primi due giorni, fuori Israele) si svolge secondo un ordine prestabilito. Si chiama Sedar (che significa, appunto, ordine) e, rievocando la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù in Egitto, prevede un’apertura con pane azzimo (cioè non lievitato, detto matza) ed erbe amare. A ricordare quanto è sgradevole il sapore della schiavitù. Quindi prosegue con un uovo sodo, una zampa d’agnello. E un impasto dolce a base di frutta secca (datteri, noci, mandorle) a rievocare la malta con cui gli ebrei hanno costruito i palazzi del Faraone. Durante la cena si legge la Haggadah, la narrazione della fuga del popolo eletto dall’Egitto.

Pasqua a tavola: il budino

Ma ritorniamo ai dolci e all’allegria che ispirano. In Finlandia il reuccio pasquale si chiama mämmi. E’ un budino fatto con acqua, farina e malto di segale, melassa scura e buccia d’arancia. Prevede una preparazione lunghissima, che dura ore. E un’ancor più lunga attesa (3/4 giorni per raffreddarlo). Poi viene servito accompagnato da crema alla vaniglia, o zucchero, o panna. Ha origini antichissime, che si perdono nel Medioevo, e provenienza incerta. C’è chi ritiene arrivi addirittura dall’antica Persia. Alla categoria budini molto particolari appartiene anche il russo pashka. E’ a base di formaggio morbido locale (il tvorog) arricchito con burro, uova, uvetta, frutta secca, spezie e canditi. Una vera bomba calorica, ma in Russia a marzo e aprile fa ancora freddo. Anche in questo caso la preparazione è lunga e il budino viene fatto raffreddare per un’intera giornata. Spesso gli si dà la forma di piramide tronca, a ricordare una chiesa. Anche il bianco del tvorog ha una valenza simbolica, richiamando la purezza. Per la Pasqua a tavola ha significati profondi.

Uova colorateTrasformale così!

Il capitolo torte è ricco

Diciamo che i meno stucchevoli sono i bulgari, che realizzano il loro kozunak senza troppo zucchero. E’ un panettone molto semplice, burro, zucchero e farina “arricchiti” da latte, vaniglia e la scorza grattugiata del limone. Ha l’aspetto dell’agnello sacrificale, invece, l’osterlamm tedesco. Anche in questo caso gli ingredienti sono molto semplici. In alcune ricette alla farina si affianca la fecola. Il colpo di teatro è costituito da un goccetto di rum (se a tavola non ci sono bambini, ci verrebbe da aggiungere, ma non ne siamo certi). In Spagna si consuma una torta catalana detta mona, arricchita con mandorle, ricoperta o ripiena di marmellata, con glassa di cioccolato e una decorazione molto ricca, con figurine di zucchero e altri ovetti di cioccolato. Un vero capolavoro!

Dall’Inghilterra all’Olanda

Qua e là si impongono, invece, i panini dolci all’uvetta, spesso aromatizzati con spezie, che per esempio vengono ammanniti in Inghilterra (i cross buns) e in Olanda (il paasbrod). Bella (e triste) la leggenda dei cross buns. Pare siano stati ideati da una mamma, già vedova, disperata per la scomparsa del figlio marinaio. La donna non aveva accettato la sentenza del mare. E si era ostinata ad attendere per molto tempo il disperso, con i panini dolci nella sporta, nella speranza di riabbracciarlo e rifocillarlo.

Fulvio Bertamini

Commenti