Pesce d'aprile, la tradizione dello scherzo | Insieme
apri modal-popupadv apri modal-popupadv

Pesce d’aprile, la tradizione dello scherzo

Pesce d'aprile, la tradizione dello scherzo

Attenzione mamme: arriva il primo aprile e la tradizione degli scherzi impazza. Forse, però, non tutti sanno che la storia del pesce d’aprile ha radici antichissime. Leggere per credere.

Ridere, scherzare, giocareQuestione di famiglia

Dalla Grecia Classica…

Pare che già nella Grecia classica l’arrivo della primavera fosse festeggiato con vere e proprie battaglie. Eventi, questi, in cui i contendenti si lanciavano l’un contro l’altro pesci. Da qui viene la locuzione “prendere a pesci in faccia” qualcuno. L’usanza venne ripresa dai Romani. E in qualche modo nobilitata dal proconsole Tigellio Gallio che alle Idi di aprile del 35 a.C., dopo la vittoria nella battaglia navale di Epidauro contro i Parti, costrinse i prigionieri nemici a cibarsi, per sopravvivere, di pesce crudo. La tradizione attraversò tutto il Medioevo. Venne quindi esportata in Cina dai Polo, entusiasmando la corte di Kubilai Khan. E spingendo i mongoli, fino ad allora avvezzi a cibarsi di carne di cavallo, a un radicale mutamento nelle abitudini alimentari che è alle radici del sushi, il piatto orientale che ormai ha conquistato il mondo intero.

… al Senegal: c’è un pesce d’aprile per tutti!

In Senegal, invece, l’arrivo della primavera viene salutato da gare di fish walking. I pescatori di Bamako mettono alla prova il loro coraggio camminando su un letto di aguzze spine di pesce. Al vincitore viene donato un emblematico pesce di cartongesso, che verrà poi appeso fuori dell’abitazione per tutto l’anno. Nel paese di Bourg-en-Sec, nelle Alpi della Savoia francese, il primo di aprile viene festeggiato in maniera bizzarra. Il sindaco viene calato dai paesani in una botte colma di melassa. Poi viene ricoperto di piume di oca e gallina. E costretto, così conciato, a percorrere le vie della città. Appartiene alla stessa filosofia dissacrante il rito del popolo Karakol, nell’isola di Papua-Nuova Guinea. Qui i capi villaggio vengono costretti, il primo di aprile, a resistere per ore con piccoli granchi nelle brache. Un vero e proprio supplizio, a cui però i maggiorenti si sottopongono volentieri. Il motivo? Sono convinti che un vero capo si distingue per la sua capacità di rallegrare il suo popolo.

Scherzi passati alla storia

Moltissimi gli scherzi riusciti. Il più celebre pesce d’aprile è sicuramente quello realizzato dal regista e attore Orson Welles. In una trasmissione radiofonica fece credere a migliaia di ascoltatori che gli extraterrestri erano sbarcati sul nostro Pianeta, scatenando il panico. Meno noto, ma altrettanto riuscito, quello messo a segno da Andrea Camilleri. Il popolare scrittore spinse la produzione Rai, il regista Sironi e l’attore Zingaretti a lavorare per settimane su un finto romanzo del commissario Montalbano, in cui il vice Mimì Augello, noto sciupafemmine, si innamorava dell’agente Galluzzo, dalla pistola facile, e fuggiva con lui a Lipari, nelle Eolie. Titolo del romanzo: “Il guizzo del cefalo”. Soltanto la grande popolarità di Camilleri, e una buona dose di senso dell’umorismo, ha spinto i dirigenti Rai a non presentare una denuncia per danni contro il romanziere siciliano. In fondo era ‘solo’ un pesce d’aprile…

di Rosa Palombo

Commenti