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Mamma, ecco come vivere bene il Natale

Mamma, ecco come vivere bene il Natale

Bella la Festa, certo. Ma anche un po’ (o tanto) faticosa. Soprattutto per le mamme. “In questo periodo, per loro c’è una sola parola d’ordine: tutti devono poter godere della magia del Natale“, commenta la dottoressa Daniela Bavestrello, psicologa e psicoterapeuta. “I piccoli devono poter vivere una fiaba,  i parenti devono essere ricevuti in un ambiente caldo e accogliente, gli amici più giovani devono potersi rispecchiare nel sogno della famiglia”. Molti doveri, uguale molto lavoro. A gestire questo concerto di buonissime intenzioni – inutile girarci intorno – c’è un solo direttore d’orchestra, “spesso è chiamato a suonare anche tutti gli strumenti e, alle volte, persino a scendere in platea per applaudire. Ed è lei, la mamma. Un compito non da poco – anche qualora compagni o mariti si prestino ad aiutarla – che richiede una buona capacità di programmazione. Altrimenti si soffre due volte: perché la festa non è riuscita e perché nessuno si è divertito”.

Come fare, dunque, ad affrontare serenamente l’impegno richiesto? “Talvolta le donne dimenticano un aspetto fondamentale: mentre il direttore d’orchestra lavora, sono gli altri, gli spettatori, a godere del momento”. Se non si tiene ben presente questo assunto, la fatica ha il sopravvento e la frustrazione è dietro l’angolo. “Sul tema, ho due suggerimenti”, prosegue la psicologa, “Primo: proiettiamoci al momento in cui anche noi potremo tirare il fiato e lasciarci andare alla tavola e alla compagnia. Secondo: impariamo a godere della gioia degli altri“. Un compito non impossibile, anzi piuttosto facile, se ci specchiamo negli occhi nei nostri bimbi.

Le Feste, però, rappresentano un periodo di maggiore stress per tutti, bambini compresi: “Non è un aspetto negativo”, afferma la dottoressa Bavestrello, “ma bisogna occuparsene, moltiplicando le attenzioni nei confronti del bimbo”. Soprattutto se è molto piccolo. In che modo? Anzitutto, bisogna accettare il fatto che sia sovraeccitato, “è del tutto naturale. Così come è possibile che qualche leccornia di troppo gli farà dolere il pancino. Andremo incontro, probabilmente, a orari sballati e a qualche risveglio notturno di troppo: è un cambiamento delle abitudini del nostro cucciolo, ma non è pericoloso. Basta che sia gestito”. E la risposta più efficace, in questi casi, è dedicargli più tempo. “Moltiplichiamo le attenzioni a quel che mangia, leggiamogli qualche favola della buonanotte in più, confortiamolo con dolcezza se la notte fatica a dormire. Proteggiamolo anche dall’invasione dei parenti, preparandolo all’arrivo dei nuovi ospiti e cercando di evitare, nei limiti del consentito, che casa nostra si trasformi per troppi giorni in un albergo. E se sarà impossibile, almeno diamogli l’opportunità di appartarsi per qualche tempo nella sua stanzetta“, sfuggendo ai riflettori dell’altrui attenzione affettuosa e recuperando un po’ di quiete.

Se è invece è un po’ più grandicello, fra i 3 e i 5 anni circa, “seguiamolo da vicino rispondendo alle sue domande e ai suoi dubbi, che certo non mancheranno. Perché sta esplorando i due mondi: ha un piede nella realtà quotidiana e un altro nella magia della Festa”, afferma Bavestrello. “Facciamo uno sforzo di fantasia per consentirgli di rimanere in entrambe le dimensioni: con le parole, con le favole, con il gioco. E se spuntasse un raggio di sole, portiamolo al parco perché possa scaricare fisicamente la sua eccitazione”.

Qualora poi il bambino sia ancora più grande, “possiamo cominciare a condividere con lui la parte buona dello stress. Aiutiamolo a capire che tutta questa iperattività è bella, perché rappresenta un momento unico, particolare, ma richiede un surplus di energia che comunque non ci deve lasciare spompati. Non palesiamo in sua presenza nessun segno di insofferenza, con parole, gesti o espressioni. Coinvolgiamolo piuttosto nell’allestimento delle decorazioni, o nella cucina dei dolcetti. Se poi ha già 8-9 anni, cerchiamo di fargli capire cosa c’è dietro la preparazione della Festa, che non è solo fare l’albero o il presepe”. Più sarà coinvolto nell’organizzazione dell’evento, più si divertirà e vivrà in pieno l’atmosfera del Natale. E anche mamma sarà appagata, leggendo la gioia nei suoi occhi.

FB.

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